sabato 11 aprile 2026

    Ottava di Pasqua

     

    Avvenne l’11 aprile…

    1079 – Il re polacco Boleslao II fa assassinare S. Stanislao, vescovo di Cracovia
    1814 – Francia: Resa di Napoleone che ripara all’Isola d’Elba
    1899 – Spagna: cessione di Porto Rico agli USA
    1963 – Papa Giovanni XXIII pubblica l’enciclica Pacem in Terris.
    1979 – Uganda: viene deposto il dittatore Idi Amin Dada
    2006 – Arrestato a Corleone, dopo 43 anni di latitanza, il boss mafioso Bernardo Provenzano

     

    Aforisma dall’ Inno di Pasqua

    “La gioia del Risorto si spande sulla terra; la vita ha distrutto la morte; la grazia ha vinto il peccato.”

     

    Santo del giorno

    Nasce il 12 marzo 1878 a Borgonuovo di Camigliano (Lucca). La mamma Aurelia muore nel settembre 1886. Nel 1895 Gemma ha l’ispirazione a seguire impegno e decisione la via della Croce. L’11-11-1897 muore anche il padre, Enrico. Ammalata, Gemma, legge la biografia di S. Gabriele dell’Addolorata che le appare e la conforta e matura una decisione: la sera dell’8 dicembre, festa dell’Immacolata, fa voto di verginità. Nonostante le terapie mediche, la sua malattia, osteite delle vertebre lombari con ascessi, si aggrava fino alla paralisi delle gambe, dalla quale però viene guarita miracolosamente. Le sue visioni continuano e le è data la grazia di condividere le sofferenze di Cristo. Nel maggio del 1902 si ammala di nuovo, si riprende, ma ha una ricaduta in ottobre e muore l’11 aprile 1903.

     

    Preghiera Colletta

    O Padre, che nella tua immensa bontà estendi a tutti i popoli il dono della fede, guarda i tuoi figli di elezione, perché coloro che sono rinati nel Battesimo siano rivestiti dell’immortalità beata. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

     

    Parola di Dio del sabato dell’ottava di Pasqua 
    Atti 4,13-21 – Salmo 117 – Marco 16,9-15

    Risorto al mattino, il primo giorno dopo il sabato, Gesù apparve prima a Maria di Magdala, dalla quale aveva scacciato sette demoni. Questa andò ad annunciarlo a quanti erano stati con lui ed erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero. Dopo questo, apparve sotto altro aspetto a due di loro, mentre erano in cammino verso la campagna. Anch’essi ritornarono ad annunciarlo agli altri; ma non credettero neppure a loro. Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura».

     

    Riflessione da Mattutino di Ravasi

    Un re corrotto domandò a un uomo pio: «Tra gli atti di culto che compio, qual è il più gradito a Dio?». L’uomo pio rispose: «La siesta che fai nel pomeriggio, perché è l’unico tempo in cui non tormenti nessuno!». «Questo libro resterà per lunghi anni, dopo che ogni granello della mia polvere sarà disperso, perché so quanto veloce fugge la vita!». Così scriveva del suo Golestân («Il roseto») Sa’dî, un sapiente mistico persiano vissuto per più di cent’anni tra il XII e il XIII secolo. I fiori che sbocciano in questo giardino poetico sono lezioni di vita, talora punteggiate da una stilla di ironia amabile. È il caso di questo apologo sul potere oppressivo. Non di rado dei dittatori si dice che vegliano sempre sulla loro nazione, mentre sarebbe meglio che dormissero di più… Al riguardo, scriveva ancora Sa’dî: «Un re vide un asceta e gli chiese: Non ti ricordi di me? Sì, rispose l’asceta, quando dimentico Dio!». Vorrei, però, porre l’accento nella parabola sopra citata sul tema del riposo che, tra l’altro, scandisce la giornata domenicale. Ovviamente la siesta è necessaria al corpo ed è tutto quello che nel giorno di festa sa offrire la società contemporanea, classificandolo sotto il vocabolo inglese relax. Un termine significativo che rimanda al «rilassamento» e spesso questo atteggiamento non è solo la distensione fisica, ma anche l’allentamento morale. Noi, invece, pensiamo a un altro riposo che si trasfigura proprio in una sorta di “roseto” simbolico. È la variante spirituale di quello che descriveva Machiavelli in una sua lettera del 1513: «Venuta la sera, mi ritorno in casa ed entro nel mio scrittoio; mi spoglio della veste cotidiana piena di fango e loto, e mi metto panni reali e curiali…» per dialogare coi grandi del passato e per «pascermi di quel cibo che solum è mio». Incontrare sé stessi e le cose alte nella quiete della propria camera.

     

    Intenzione di preghiera

    Preghiamo perché nel Medio Oriente tormentato da decenni di guerre, ritorni la pace e la concordia fra i popoli.

     

    Don’t forget! Foto della Settimana

    MERCOLEDÌ 8 APRILE – TEHERAN, IRAN
    La folla festeggia l’annuncio del cessate il fuoco di due settimane tra Stati Uniti e Iran

    AP PHOTO / VAHID SALEMI

     

     

     

    Condividi questa!

    Informazioni sull'autore

    Potrebbe piacerti anche

    Nessun commento

    È possibile postare il commento di prima risposta.

    Lascia un commento

    Please enter your name. Please enter an valid email address. Please enter a message.

    WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com