I Settimana del Tempo Ordinario
Avvenne il 17 gennaio…
395 – Alla morte di Teodosio I, l’Impero romano viene definitivamente suddiviso in Impero d’Oriente, governato da Arcadio, e Impero d’Occidente, governato da Onorio.
1377 – Papa Gregorio XI riporta il papato a Roma per le preghiere di S. Caterina da Siena.
1773 – James Cook, a bordo della HMS Resolution oltrepassa per primo il circolo polare antartico.
1819 – Simón Bolívar proclama la Repubblica di Colombia.
1925 – Mussolini con le “leggi fascistissime”, rende fuori legge tutti i partiti meno quello Fascista
1945 – L’Armata Rossa occupa Varsavia.
Aforisma di S. Antonio Abate
“La pace si ottiene moderando i desideri: il nostro desiderare continuo ci riempie di agitazione.”
Preghiera Colletta
O Dio, che a sant’Antonio abate hai dato la grazia di servirti nel deserto seguendo un mirabile modello di vita cristiana, per sua intercessione donaci la grazia di rinnegare noi stessi e di amare te sopra ogni cosa. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
Santo del giorno

S. ANTONIO ABATE
Antonio abate è uno dei più illustri eremiti della storia della Chiesa. Nato a Coma, nel cuore dell’Egitto, intorno al 250, rimasto orfano, verso i 20 anni abbandonò ogni cosa per vivere prima in una plaga deserta e poi sulle rive del Mar Rosso, dove condusse vita eremitica per più di 80 anni: morì, infatti, ultracentenario nel 356.
Già in vita accorrevano da lui, attratti dalla sua santità, pellegrini e bisognosi di tutto l’Oriente. Anche Costantino e i figli ne cercarono il consiglio. La sua vicenda è raccontata da un discepolo, S. Atanasio, che contribuì a farne conoscere l’esempio in tutta la Chiesa. Solo due volte lasciò il suo romitaggio: la prima per confortare i cristiani di Alessandria d’Egitto perseguitati dall’imperatore Massimino Daia.
La seconda, su invito di Atanasio, per esortare i cristiani alla fedeltà verso il Concilio di Nicea contro l’eresia ariana. Nell’iconografia S. Antonio spesso è raffigurato circondato da donne procaci (simbolo delle tentazioni) o da animali domestici come il maiale perché con la sua sugna i monaci Antoniti curavano i malati dall’herpes zoster detto appunto fuoco di S. Antonio.
Parola di dio Marco 2,13-17
In quel tempo, Gesù uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre stava a tavola in casa di lui, anche molti pubblicani e peccatori erano a tavola con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano.
Allora gli scribi dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Perché mangia e beve insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».
Riflessione detti e fatti della vita di S. Antonio abate
- Abba Antonio, mentre dimorava nel deserto, fu preso da scoraggiamento e da grande tenebra nei pensieri e diceva a Dio: «Signore, voglio essere salvato, ma i pensieri me lo impediscono. Che potrò fare nella mia afflizione? Come posso essere salvato?». Sporgendosi un poco, Antonio vede un altro come lui, che stava seduto e lavorava, poi si alzava dal lavoro e pregava, poi, di nuovo si sedeva e intrecciava la corda, poi, di nuovo, si alzava per pregare. Era un angelo del Signore inviato a correggere Antonio e a rassicurarlo. E udì l’angelo che diceva: «Fa’ così e sarai salvo». Come udì queste parole, fu preso da grande gioia e coraggio, così fece e si salvò.
- Abba Antonio, scrutando l’abisso dei giudizi di Dio, chiese: «Signore, come mai alcuni muoiono in giovane età, altri vecchissimi? E perché alcuni sono poveri e altri sono ricchi? E come mai degli ingiusti sono ricchi e dei giusti sono in miseria?». E giunse a lui una voce che disse: «Antonio, bada a te stesso. Questi giudizi spettano a Dio e non guadagni nulla a saperli».
- Disse un giorno Abba Antonio ai suoi discepoli: “Verrà un tempo in cui gli uomini impazziranno, ed al vedere uno che non sia pazzo, gli si avventeranno contro dicendo: – Tu sei pazzo! a motivo della sua dissomiglianza da loro.”
- Diceva Abba Antonio: “La bontà e la sapienza non si acquistano in un istante. Sono il frutto di oculati propositi, esercizi, esperienze, diuturno lavoro e di robusto desiderio del bene. L’uomo puro che ama Dio ed ha vera conoscenza di Lui, non si dà requie nel fare senza restrizioni ciò che a Lui piace. Tali uomini sono rari”.
Intenzione di preghiera
Preghiamo perché l’esempio di S. Antonio abate ci faccia comprendere che il più grande pericolo per la vita spirituale è il benessere, la ricchezza, la sazietà, il poter esaudire ogni desiderio…proprio tutto quello che il mondo d’oggi promette alla gente.
Don’t Forget!

In diocesi di Bergamo sono dedicate a S. Antonio abate le parrocchie di
- Berbenno
- Botta di Sedrina
- Cantoni d’Oneta
- Fiumenero (Valbondione)
- Lonno (Nembro)
- Monte Grone (Grone)
- Olmo al Brembo
- Piario
- Piazza di Sovere (Sovere)
- Rigosa
- S. Antonio Abbandonato (Brembilla e Zogno)
- S. Antonio d’Adda (Caprino Bergamasco)
- Vedeseta
ma molti sono gli altari, le chiesette e le edicole o cappelle votive dedicate a questo santo molto popolare la cui immagine non mancava mai in passato nelle stalle a protezione degli animali.








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