Sabato 21 febbraio 2026

     

    Tempo di Quaresima

     

    Avvenne il 21 febbraio…

    1613 – Michele di Russia eletto Zar dall’Assemblea Nazionale: inizia la dinastia Romanov

    1804 – La prima locomotiva a vapore esce dalla fabbrica della Pen-y-Darren Ironworks, in Galles.

    1848 – Karl Marx e Friedrich Engels pubblicano il Manifesto del Partito Comunista.

    1916 – Comincia la battaglia di Verdun.

    1953 – Francis Crick e James Dewey Watson scoprono la struttura della molecola del DNA.

    1965 – Malcolm X viene assassinato a New York da membri della Nazione dell’Islam

    2020 – 1° contagiato a Codogno; l’Italia 3° Paese al mondo a registrare il covid19 dopo Cina e Iran

     

    Aforisma dai Padri del deserto: P. Matoes

    «Satana non sa a quale passione l’anima soggiace; lui semina e non sa se mieterà … ma poi somministra all’anima la passione verso la quale lo vede propendere»

     

    Santo del giorno

    Nato a Ravenna nel 1007, ultimo di famiglia numerosa, orfano di padre, ebbe come riferimento educativo il fratello Damiano: di qui l’appellativo «Damiani». Dopo aver studiato a Ravenna, Faenza, Padova e insegnato all’università di Parma, entrò nel monastero camaldolese di Fonte Avellana.

    Nel 1057 il Papa lo chiamò a Roma per averlo accanto in un momento di crisi della Chiesa, dilaniata da discordie e scismi e alle prese con la piaga della simonia. Nominato vescovo di Ostia e poi creato cardinale, aiutò i sei Papi che si succedettero al Soglio pontificio, a svolgere un’opera moralizzatrice.

    In quest’azione si avvalse particolarmente dell’abate benedettino di S. Paolo Fuori le Mura, Ildebrando che nel 1073 fu eletto Papa con il nome di Gregorio VII. Pier Damiani, fu delegato pontificio in Germania, Francia e nel nord Italia. Morì a Faenza nel 1072. Nel 1828 Leone XII lo proclamò dottore della Chiesa.

     

    Preghiera Colletta

    Dio onnipotente ed eterno, guarda con paterna bontà la nostra debolezza, e stendi la tua mano potente a nostra protezione. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen.

     

    Parola di dio Luca 5,27-32

    In quel tempo, Gesù vide un pubblicano di nome Levi, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». Ed egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì. Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C’era una folla numerosa di pubblicani e d’altra gente, che erano con loro a tavola.

    I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Come mai mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano».

     

    Riflessione di Mons. Ravasi “Mattutino”

    Se un essere umano deve ringraziare un altro per qualcosa di molto prezioso, questa gratitudine deve rimanere un segreto tra i due. Si deve donare a piene mani senza creare obblighi: il modo di donare vale molto di più del dono. «Quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te come fanno gli ipocriti… per essere lodati dalla gente. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa».

    Tutti conoscono queste parole di Gesù che proseguono con l’invito a far sì che il gesto di generosità «resti nel segreto», visto solo da Dio (Matteo 6, 2-4). È il commento ideale alle due citazioni sopra proposte. Entrambe sono da ricondurre a due celebri poeti. Il primo è l’austriaco Rainer Maria Rilke (1875-1926), che fa sbocciare il fiore del dono non come un girasole che si leva solenne e cerca di competere col sole, girandosi in tutte le direzioni, ma come una modesta violetta, nascosta nell’erba eppur capace di irradiare il suo profumo.

    La parola fondamentale rimane, sia per Gesù sia per Rilke, «il segreto». Una discrezione che spegne sul nascere l’enfasi, l’ostentazione, l’ammirazione altrui. Una riservatezza che non umilia chi è beneficato. Una finezza che rende il dono, anche se semplice, prezioso e non costringe a ringraziamenti reiterati e a gratitudini eternamente professate.

    E qui possiamo far risplendere il secondo testo che risale a un grande della letteratura francese del Seicento, Pierre Corneille, che non solo ribadisce la vera natura del regalo, quella di non «creare obblighi», ma ritorna anche con intensità sullo stile del donare. Il bambino che con spontaneità offre a sua mamma il fiore che ha colto o una porzione del suo dolce, le presenta per certi versi un dono tutto identico all’anello di brillanti che suo padre le ha dato il giorno del fidanzamento. Meno tromba, quindi, e più semplicità, dolcezza e «segreto» nel donare.

     

    Intenzione di preghiera

    Preghiamo perché la quaresima sia il tempo propizio per la conversione a Dio e ai fratelli più poveri.

     

    Don’t Forget! Foto della settimana

    MERCOLEDÌ 18 FEBBRAIO FRANCOFORTE SUL MENO, GERMANIA

    Un treno regionale tra i campi allagati a Nidderau-Eichen, vicino a Francoforte

    AP PHOTO/MICHAEL PROBST

     

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