XIII settimana del tempo ordinario
nell’immagine una foto di Stephanie Sinclair che ha ritratto alcune ragazze nigeriane che sono riuscite a scappare dai miliziani di Boko Haram
Proverbio del giorno
Puoi portare un cammello alla fonte, ma non puoi costringerlo a bere (Arabia)
Iniziamo la giornata Pregando (Uscendo di Chiesa)
Parto da te, Gesù parto da questo altare; vieni Gesù con me, solo non mi lasciare. Aiutami a perdonare solo per amor di te. Solo non mi lasciare, resta Gesù con me. Parto, o mio Dio, ma ti lascio il cuore mio per adorarti e ringraziarti fino a quando verrò di nuovo a trovarti. Amen
AQUILA E PRISCILLA coniugi giudeo – cristiani,
cari a S. Paolo per la loro fervente e molteplice collaborazione alla causa del Vangelo. Aquila, giudeo originario del Ponto, trasferitosi a Roma, sposò Priscilla (o Prisca). L’apostolo intuì le buone qualità dei due coniugi, quando chiese di essere ospitato nella loro casa a Corinto. I due lo seguirono anche in Siria, fino ad Efeso dove istruirono Apollo. Niente si può asserire con certezza sul tempo, luogo e genere di morte di Aquila e Priscilla.
Ascoltiamo la Parola di Dio
In quel tempo, si accostarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché, mentre noi e i farisei digiuniamo, i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto mentre lo sposo è con loro? Verranno però i giorni quando lo sposo sarà loro tolto e allora digiuneranno. Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo squarcia il vestito e si fa uno strappo peggiore. Né si mette vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si rompono gli otri e il vino si versa e gli otri van perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano».
Riflessione Per Il Giorno
(Le più belle frasi della letteratura: i promessi sposi)
È uno de’ vantaggi di questo mondo, quello di poter odiare ed esser odiati, senza conoscersi. (Fra Cristoforo). All’avvocato bisogna raccontar le cose chiare: a noi tocca poi a imbrogliarle. (Azzecca- garbugli a Renzo). Que’ prudenti che s’adombrano delle virtù come de’ vizi, predicano sempre che la perfezione sta nel mezzo; e il mezzo lo fissan giusto in quel punto dov’essi sono arrivati, e ci stanno comodi. (Cap. 25). Con l’idee donna Prassede si regolava come dicono che si deve far con gli amici: n’aveva poche; ma a quelle poche era molto affezionata. Tra le poche, ce n’era per disgrazia molte delle storte; e non eran quelle che le fossero men care. (Cap. 25). Noi uomini siam in generale fatti così: ci rivoltiamo sdegnati e furiosi contro i mali mezzani, e ci curviamo in silenzio sotto gli estremi; sopportiamo, non rassegnati, ma stupidi, il colmo di ciò che da principio avevamo chiamato insopportabile. (Cap. 28)
Intenzione del giorno
Preghiamo per chi non può andare in vacanza, perché non ne faccia un problema e sia sereno.
180° quadro de: “I1.000 quadri più belli del mondo”
Marcus Gheeraerts il giovane (1561-1636) era figlio del pittore e incisore fiammingo Marcus Gheeraerts (detto il vecchio): con il padre fuggì da Bruges e si rifugiò in Inghilterra per evitare le persecuzioni religiose. Di lui sappiamo poco, ma è evidente che apprese a dipingere dal padre fin da tenera età. Toccherà però proprio a lui di ritrarre l’immagine pubblica e definire il carattere dei principali protagonisti dell’Inghilterra shakespeariana. Questo ritratto –noto anche come ritratto Ditchley- fu probabilmente ispirato da Sir Henry Lee che aiutò l’artista a creare il magnifico ritratto a figura intera alla scopo di riconquistare il favore della sovrana che aveva in precedenza scontentato. Il ritratto commemora la visita della regina a Ditchley, presso Oxford, alla dimora di Sir Henry Lee: non è un caso che i piedi della sovrana calpestino la mappa dell’Oxfordshire, in rilievo rispetto al resto del globo terrestre. Elisabetta viene ritratta come un angelo secolare traboccante di perle e gioielli, mentre alla sua sinistra un fulmine buca le tenebre e alla sua destra si staglia il cielo azzurro: è un’evidente allusione al perdono regale ottenuto da Sir Lee. Attorno alla regina divisa in tre parti si legge un’iscrizione latina che tradotta suona: “Ella dà, ma non vuole nulla in cambio”.
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“Ella non si vendica, anche se potrebbe”. “Nel restituire ella accresce il suo potere”. Gli oggetti simbolici, che a noi sembrano solo decorativi, hanno messaggi che allora la gente coglieva: si tratta di rose, libri di preghiera, globi, corone, spade e colonne, lune e perle. Alludono al sovrano come capo politico e religioso, alla purezza e maestà della Virgin Queen. L’effigie della regina divenne oggetto di venerazione, culto creato per sostenere l’ordine pubblico, e rimpiazzare le pubbliche manife-stazioni della religione prima della Riforma. Fu emanata una legge per il controllo delle immagini della regina. I ritratti, ritenuti non fedeli o offensivi, erano distrutti, e solo quelli approvati dal Queen’s Sergeant Painter potevano essere messi in circolazione. |
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