Un tale parlando del suo matrimonio diceva: «Da giovane mi piaceva ballare e il sabato sera andavo in balera. Da sposato volevo portarci mia moglie che però non era interessata; così ci andavo da solo. Ma poi ho smesso». «Se tua moglie era d’accordo perché l’hai fatto?». E lui: «Perché a ballare bisogna essere in due e non potendo avere lei come coppia, ho scelto di non averne nessun’altra».
A parte la testimonianza di affetto nei confronti della moglie, sono rimasto colpito dalla sua saggezza che mi ha ricordato le parole di S. Paolo: «Tutto è lecito! Sì, ma non tutto giova. Tutto è lecito! Sì, ma non tutto edifica» (1 Corinti 10,23). Nel nostro mondo dove questa saggezza antica sembra scomparsa, quest’episodio può servire a farci capire che la liceità di certe scelte e il diritto a esercitare la propria libertà, dovrebbero tener conto del bene comune e del rispetto della libertà altrui.
Ma spesso non è così… Come nel caso di un ospite in attesa del permesso di soggiorno a cui si era chiesto di evitare la stazione e gli assembramenti, il quale aveva reagito difendendo il proprio diritto a muoversi dove e come voleva e inforcata la bici s’era diretto in stazione. Più tardi si è saputo che per una rissa era finito in questura. Ma l’avrà capita che: «Tutto è lecito sì, ma non tutto giova»? E non solo lui, visto quel che capita oggi…








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