III Settimana di quaresima
Avvenne il 13 marzo…
1138 – L’antipapa Vittore IV succede ad Anacleto II.
1781 – L’astronomo William Herschel scopre il pianeta Urano.
1881 – Alessandro II di Russia assassinato con bomba presso il Palazzo d’Inverno di S. Pietroburgo.
1943 – Le truppe tedesche deportano o uccidono gli ebrei del ghetto di Cracovia.
1954 – Le truppe Viet Minh attaccano i francesi nella battaglia di Dien Bien Phu.
2013 – Il Conclave elegge l’argentino Jorge Mario Bergoglio, che assume il nome di Francesco
Aforisma dei padri del deserto
«L’umiltà non è uno dei piatti del festino, ma il condimento che insaporisce tutti i piatti».
Santo del giorno

Di antica famiglia romana, Leandro nasce a Cartagena verso il 540. Il padre Saveriano muore ancora giovane e tocca a lui prendersi cura dei fratelli Florentina, Fulgenzio e Isidoro, che sceglieranno tutti lo stato religioso e diverranno santi. Isidoro diverrà uno degli scrittori più famosi del Medioevo.
Anche Leandro si fa monaco e nel 577-578 è nominato vescovo di Siviglia. In Spagna sono al potere i visigoti ariani. Con la sua predicazione, Leandro ottiene numerose conversioni e tra i convertiti vi è anche Ermenegildo, il figlio del re Leovigildo. Il giovane si ribella al padre che lo sconfigge e lo condanna a morte.
Per questa tragedia, Leandro lascia la Spagna e va in esilio a Costantinopoli dove conosce il legato di Roma, il futuro papa Gregorio Magno, con cui stringe amicizia duratura. Verso il 586 Leandro torna a Siviglia dove regna Recaredo, che nel febbraio del 587 passa al cattolicesimo seguito da tutti i visigoti. Il 3° concilio di Toledo sancì questo cambiamento. Morì nel 599-600. Gli successe il fratello S. Isidoro.
Preghiera Colletta
Padre santo e misericordioso, infondi la tua grazia nei nostri cuori perché possiamo salvarci dagli sbandamenti umani e restare fedeli alla tua parola di vita eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen.
Parola di dio Matteo 12,28-34
Si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”.
Non c’è altro comandamento più grande di questi». Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici». Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo».
Riflessione don Arturo commenta don Bepo
«4-11-918. In quella mattina con alcuni soldati io stavo ripassando in un bosco di cespugli di castagni e di pozzanghere se trovavo soldati morti. Una ventina di giovani una compagnia era uscita per un assalto, nessuno più era tornato…Né si poteva correre in soccorso, i tedeschi erano avanzati qualche centinaio di metri e stavano [assediati] in quel bosco. Ciò fu possibile un mese dopo…e ho trovato quasi una ventina di cadaveri. Quasi tutti irriconoscibili. Il soldato con la corona». don Bepo Vavassori
Don Bepo in tempo di guerra ha praticato l’opera di misericordia di seppellire i morti. Un gesto di pietà, che rivela il rispetto per il corpo umano, considerato tempio dello Spirito Santo. In questi giorni una suora mi ha mandato una riflessione dell’arcivescovo di Napoli che pone un interrogativo straziante non sul rispetto che si deve ai morti, ma sul perché uccidere: «Ditemi: come fate? Come riuscite a dormire sapendo che dietro ogni contratto c’è una carne aperta? Come riuscite dormire quando dietro ogni firma c’è una scuola svuotata, un ospedale abbattuto, un volto cancellato? Come fate a chiamare “mercato” ciò che, davanti a Dio, ha il nome più semplice e più terribile: peccato?».
La Lettera ai mercanti della morte dell’arcivescovo di Napoli si rivolge ai responsabili della nuova spirale di violenza che avvolge l’umanità, tra i quali figurano “i mercanti della morte”: «A voi che fate affari con il sangue degli uomini, a voi che contate i profitti mentre le madri contano i figli, a voi che chiamate “strategia” ciò che il Vangelo chiama scandalo, rivolgo parole che non nascono dalla diplomazia, ma dalla ferita». … È una terra che trema quella odierna, «sotto i passi dei poveri, sotto il pianto dei bambini, sotto il silenzio degli innocenti, sotto il rumore feroce delle armi che avete costruito, venduto, benedetto dal vostro cinismo».
I mercanti della morte hanno scelto «non soltanto di voltare lo sguardo, ma di trarre guadagno dalla ferita del fratello». I mercanti della morte fanno il contrario del pane: «Il pane si spezza per sfamare; le armi spezzano i corpi per affamare il futuro. Il pane mette gli uomini a tavola; le armi scavano fosse, svuotano case, allungano tavole senza commensali. Il pane ha il profumo delle mani; le armi hanno l’odore freddo dei bilanci».
Prosegue l’arcivescovo: «Il Crocifisso oggi «ha le mani dei civili sepolti sotto le bombe, ha gli occhi sbarrati dei bambini che non sanno dare un nome all’orrore, ha il volto delle donne che stringono fotografie invece di abbracciare figli, ha la sete dei profughi, la paura dei vecchi, il tremore di chi non ha più una casa e nemmeno una lingua per raccontare il dolore».
Ai mercanti della morte il cardinale fa una domanda: «Quanto sangue vi basta?» li implora di fermarsi, «prima che sia troppo tardi per i popoli e per voi», e con conclude supplicandoli di restituire il futuro: «Restituite il respiro. Restituite i figli alle madri, i padri alle case, i sogni alla terra. Restituitevi alla vostra umanità. La pace vi giudicherà. Ma, se lo vorrete, la pace potrà ancora salvarvi».
Intenzione di preghiera
Preghiamo perché i nuovi pericolosi fuochi di guerra divampati in Medio Oriente tra Pakistan e Afghanistan siano spenti prima possibile dal ricorso al dialogo e alla diplomazia.
Don’t Forget! Foto della settimana

BEIRUT, LIBANO: Un uomo sfollato a causa dei bombardamenti israeliani dorme in un parco nel quartiere di Dahieh, zona nel sud della città dove è più radicato Hezbollah, il gruppo militare e politico alleato dell’Iran
AP PHOTO / BILAL HUSSEIN








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