Venerdì 29 Agosto 2025

     

    21.a settimana tempo ordinario

    Martirio di S. Giovanni Battista

     

    Avvenne il 29 agosto…

    1756 – Federico II di Prussia, attaccando la Sassonia, dà il via alla guerra dei sette anni.

    1943 – La Danimarca, occupata dai nazisti, autoaffonda la propria flotta.

    2004 – Si concludono le Olimpiadi estive di Atene.

    2003 – L’ayatollah Sayed Mohammed Baqir al-Hakim, leader dei musulmani sciiti in Iraq, viene assassinato in un attacco terroristico che uccide cento persone all’esterno di una moschea a Najaf.

    2005 – L’uragano Katrina si abbatte sulla città di New Orleans, allagandola quasi completamente.

     

    Aforisma dei padri del deserto

    «Non ho mai fatto un passo senza sapere dove posassi il piede. Mi fermavo a riflettere, senza cedere, sino a che Dio non mi prendesse per mano». (un monaco del deserto)

     

    Preghiera Colletta

    O Dio, che a Cristo tuo Figlio hai dato come precursore, nella nascita e nella morte, san Giovanni Battista, concedi anche a noi di lottare con coraggio per la testimonianza della tua parola, come egli morì martire per la verità e la giustizia. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

     

    Santo del giorno

    La festa di oggi ha origini antiche nella Chiesa latina, specialmente in Francia e a Roma. La ricorrenza è legata alla dedicazione di una chiesa costruita a Sebaste, vicino al presunto sepolcro di Giovanni Battista. Il 29 agosto si ricorda anche il ritrovamento della sua testa, portata a Roma.

    Giovanni Battista, descritto nei Vangeli, visse una vita austera nel deserto e iniziò la sua missione intorno al 27-28 d.C., chiamando le persone a cambiare vita per accogliere Gesù. Criticò i farisei e indicò Gesù come il Messia.

    Denunciò pubblicamente Erode e Erodiade per il loro matrimonio illegittimo (Erodiade era cognata di Erode) e per questo fu imprigionato e poi ucciso: durante la festa di compleanno del re, la figlia di Erodiade, Salomè, ballò in onore del sovrano che gli promise qualsiasi cosa ella avesse chiesto: la ragazza chiese e ottenne la testa di Giovanni il quale è giustamente considerato l’ultimo dei profeti e il primo apostolo, morto come martire cioè testimone per la sua fede.

     

    Parola di dio Marco 6,17-29

    In quel tempo, Erode aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodiade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodiade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri.

    Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno».

    Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto. E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni.

    La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.

     

    Riflessione da “Santi e beati: Enciclopedia dei Santi”

    Al banchetto di Erode assistiamo a una catena di peccati, uno più grave dell’altro ma legati tra di loro che ci parlando della superficialità umana quando si è soggiogati dalle passioni, dalla frivolezza e dall’ambizione. S. Giovanni fu un grande rimprovero per Erode, e tuttavia non riuscì a portarlo alla conversione poiché il re era troppo immerso nella perversione. Il giuramento davanti ai commensali non aveva alcun valore, anzi era un peccato peggiore di tutti quelli che aveva commesso fino a quel momento.

    S. Agostino, commenta: «In mezzo alle intemperanze e alla sensualità dei convitati, si fanno giuramenti temerari che poi sono empiamente adempiuti». Un altro aspetto che torna attuale è la cattiveria e malvagità di Erodiade che voleva rendere lecito il suo “poter peccare alla luce del sole”. Quanti, oggi, cadono nella stessa tentazione: la loro iniquità è simile a quella di questa donna ed è riconducibile all’incapacità di introspezione, effetto del peccato grave che acceca l’anima.

    Erodiade non si accontentò di contemplare il “trofeo” della sua vendetta: si narra, infatti, che, ottenebrata da sentimenti di odio e di vendetta, volle forare la lingua della testa decapitata con una grande spilla per capelli. Il che evidenzia lo stato nel quale riversava la sua coscienza: era così raccapricciante da potersi quasi paragonare al rimorso delle anime dannate, condannatesi da sé stesse all’inferno eterno, amando il male invece che il bene, fino alla fine. Infine l’aspetto più tremendo di questa vicenda è il suo ripetersi nei secoli e nel nostro tempo.

    La testa di san Giovanni continua a “parlare” ogni volta che la verità è azzittita, calunniata, disprezzata e perfino profanata. Gli esempi sono innumerevoli e basterebbe vedere il grande potere dei mass media nel travisare il vero con il falso per rendersi conto che quella “catena di peccati” del banchetto di Erode continua a ripetersi nell’illusione di potersi costruire una “propria” verità priva di fondamenti e contraddittoria in sé stessa. La “voce” di colui che è il primo grande testimone e precursore del Verbo Incarnato continua dunque a parlare nei secoli: lì dove si proclama la verità e la giustizia, Giovanni Battista è eco fedele, testimonianza irrevocabile di come la verità non sia mai negoziabile.

     

    Intenzione di preghiera

    Preghiamo per le vittime della verità e della giustizia perché la loro voce e la loro testimonianza di libertà nell’obbedienza a ciò che è vero e giusto, risuoni nei secoli come quella di Giovanni Battista.

     

    Don’t forget! Sono 26 le chiese parrocchiali dedicate a s. Giovanni Battista nella diocesi di Bergamo

     

    1. Parrocchia di CAMPAGNOLA in città
    2. Parrocchia di ALBEGNO (Comune di Treviolo)
    3. Parrocchia di ALMÉ (con B. V. Maria Assunta)
    4. Parrocchia di AVIATICO (con S. Bernardino, S. Salvatore e B. V. Maria Assunta)
    5. Parrocchia di BAGNATICA
    6. Parrocchia di BANI (Comune Ardesio)
    7. Parrocchia di BREMBILLA
    8. Parrocchia di CARONA
    9. Parrocchia di CASNIGO
    10. Parrocchia di CLUSONE (patrono primario S. Maria Assunta)
    11. Parrocchia di DOSSENA
    12. Parrocchia di FREROLA (Comune di Algua)
    13. Parrocchia di FUIPIANO Imagna
    14. Parrocchia di MADONE
    15. Parrocchia di MEZZOLDO
    16. Parrocchia di MOZZO
    17. Parrocchia di PALAZZAGO
    18. Parrocchia di POSCANTE (Comune di Zogno)
    19. Parrocchia di PREDORE
    20. Parrocchia di S. GIOVANNI NEI BOSCHI (Comune di Scanzorosciate)
    21. Parrocchia di SOTTOCHIESA (Comune di Taleggio)
    22. Parrocchia di SOTTO IL MONTE GIOVANNI XXIII
    23. Parrocchia di STEZZANO
    24. Parrocchia di TELGATE
    25. Parrocchia di TORRE DE BUSI (insieme a S. Michele)
    26. Parrocchia di VALMAGGIORE (Comune di Endine Gaiano)

     

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