II Settimana di quaresima
Avvenne il 6 marzo…
113 – Innalzata a Roma la Colonna Traiana per celebrare la conquista della Dacia (Romania attuale) da parte dell’imperatore Traiano al termine delle campagne contro re Decebalo
1475 – Nasce Michelangelo Buonarroti (a Caprese, provincia di Arezzo)
1479 – Il Regno di Portogallo cede le Isole Canarie al Regno di Castiglia in cambio delle pretese sull’Africa occidentale.
1521 – Ferdinando Magellano scopre l’isola di Guam.
1869 – Dmitri Mendeleev presenta la prima tavola periodica degli elementi.
1984 – Inizia lo sciopero dell’industria britannica del carbone, che durerà per dodici mesi.
Aforisma dei padri del deserto
“Il silenzio è pieno di ogni vita, ma la morte è nascosta nei copiosi discorsi”.
Santo del giorno

Il 24-9-838 il mondo cristiano subì l’umiliazione di vedere espugnata dai Saraceni la città di Amorio, che in quell’epoca godeva di grande splendore. La caduta fu imputata al tradimento del cristiano apostata Baditze, i saraceni manifestarono la loro ferocia, uccidendo soldati e civili senza risparmiare donne e bambini e gran parte della popolazione fu deportata.
Furono tradotti in Mesopotamia 42 fra capi militari e alti funzionari della città: sono noti alcuni di loro come Teodoro Cratere, Costantino, Callisto funzionari, Teofilo e Bassoe patrizi, Ezio e Melisseno patrizi e generali. In Siria, furono custoditi in prigioni oscure e luride a solo pane ed acqua ed erano sollecitati ad apostatare a favore della religione Islamica e messi a confronto con sapienti musulmani, ma questi tentativi furono vani.
La penosa prigionia durò 7 anni, finché nel marzo 845 dopo l’ultimo risultato negativo furono portati sulle rive dell’Eufrate e lì decapitati. I loro resti furono recuperati dai cristiani e venerati come martiri.
Preghiera Colletta
Dio onnipotente e misericordioso, donaci di essere intimamente purificati dall’impegno penitenziale della Quaresima per giungere alla Pasqua con spirito rinnovato. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Parola di dio Matteo 21,33-43.45
Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto.
Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».
Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo». E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”? Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».
Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta.».
Riflessione Don Arturo commenta don Bepo
«Una volontà concreta e una volontà di superamento di qualche cosa che per sé potrebbe fare senza commettere peccato. Convertire in un’offerta una mia mortificazione». Don Giuseppe Vavassori (diario 1964-1969).
Convertire una mortificazione -intesa come sacrificio quotidiano, rinuncia o sofferenza- in un’offerta spirituale significa trasformare un peso in un atto d’amore attivo verso Dio e il prossimo.
È il passaggio dal “subire” al “donare”, unendo la propria croce a quella di Cristo. Convertire una “mortificazione” (una rinuncia, una sofferenza, un sacrificio quotidiano) in un’offerta spirituale è il cuore della spiritualità di Don Bosco e di don Bepo. Per entrambi la mortificazione non era fine a sé stessa, ma un atto d’amore per Dio e per il prossimo. Ma come trasformare le mortificazioni in offerta?
- “Incominciate a mortificarvi nelle cose piccole -suggeriva don Bosco – e vi potrete poi facilmente mortificare in quelle grandi”. Piccole cose sono, ad esempio, rinunciare a un capriccio, sopportare un rumore o una scomodità. La migliore mortificazione poi è la diligenza nel compiere i propri doveri. Invece di lamentarsi, offrire la fatica del lavoro, dello studio o della stanchezza come un dono a Dio.
- Una forma alta di mortificazione è la pazienza nel sopportare le “molestie altrui” senza perdere le staffe. Trasformare un momento di nervosismo o un torto subito in un atto di perdono e preghiera, offrendo la sofferenza interiore per la conversione dei peccatori.
- Finalizzare la sofferenza: la mortificazione assume valore di offerta se unita al desiderio di salvezza delle anime. Diceva don Bosco: «Dammi le anime, prendi tutto il resto».
- Vivere la “buona morte” ogni giorno: Don Bosco e don Bepo educavano i giovani a vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo, accettando le contrarietà della vita in spirito di fede offrendo prove e fatiche a quelle di Gesù.
Intenzione di preghiera
Preghiamo perché i pericolosi fuochi di guerra divampati in Medio Oriente tra Pakistan e Afganistan siano spenti prima possibile dal ricorso al dialogo e alla diplomazia
Don’t Forget! ANGOLO DELLA MEMORIA defunti 1-8 marzo

DON PIETRO ERBA
Nato il 09-01-1920 ad Almenno S. Salvatore
Ordinato sacerdote il 03-05-1950
Dal 1950 al 1970 prete del Patronato con vari incarichi a Stezzano, Nembro, Endine e Sanremo
Morto il 01-03-1993 ad Almenno S. Salvatore

MONS. LINO BELOTTI
Nato il 19-10-1930 a Comenduno di Albino
Ordinato sacerdote il 12-06-1954
Superiore della comunità prati del Paradiso
Vicario generale
Ordinato Vescovo il 15-05-1999
Vescovo ausiliare di Bergamo dal 1999 fino alla morte
Morto il 23-03-2018 a Scanzorosciate

DON AMABILE ZILIOLI
Nato il 21-1-1953 a Leffe
Ordinato sacerdote il 21-6-1980.
Da chierico del Seminario è stato educatore al Patronato S. Vincenzo
Poi vicario parrocchiale a Presezzo, a Cene, a Brembilla.
Parroco di Roncola di Treviolo e vicario parrocchiale di Verdello.
Morto a Casnigo il 16 marzo 2023.

DON PIETRO BARTOLETTI
Nato il 13-08-1885 a Spinone al Lago
Ordinato Sacerdote il 25-07-1912
Compagno di don Bepo è stato a lungo vicerettore e poi economo del Patronato S.V. e direttore dell’Opera e dell’Ospizio Bonomelli
Morto il 04-03-1972 a Spinone al Lago

VINCENZO SERMISONI
+ 2-3-2015 – ex allievo di don Bepo
GIUSEPPINA ARGENTI
+ 2-3-2011 – benefattrice del P.S.V.
EMMA SALVI
+ 6-3-2018 – benefattrice del P.S.V.








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