venerdì 7 luglio ’17

    XIII settimana del tempo ordinario

     

    nell’immagine una foto di Stephanie Sinclair che ha ritratto alcune ragazze nigeriane che sono riuscite a scappare dai miliziani di Boko Haram

     

     

     

    Proverbio del giorno     Non temere di avanzare lentamente, abbi solo paura di fermarti. (India)

     

    Iniziamo la giornata Pregando

    Signore, tu ha creato i continenti, hai fatto gli uomini e le donne, diversi di lingua e di cultura. Tu ti mostri nei diversi volti delle religioni e sei ancora tu che ci guidi alla fede e al dubbio. Signore metti fine alla nefasta contesa fra lee nazioni e le diverse etnie. Dona a tutti gli uomini e le donne la fede in te. Dona pace al mondo. Dona pace e armonia alle coste, alle steppe, alle giungle della mia terra. Signore, dona al mondo la pace e la fede nel futuro del tuo popolo. Amen.

     

    MARCO JI TIANXIANG

    medico e padre di famiglia, a causa della dipendenza da oppio, che aveva iniziato ad assumere per motivi curativi, si vide estromesso dall’Eucaristia. Con umiltà e spirito di pentimento, cercò di liberarsi dalla dipendenza. Catturato insieme ai suoi familiari durante la rivolta dei Boxer, morì per decapitazione il 7 luglio 1900, a 61 anni. Canonizzato nel 2000.

     

    La Parola di Dio del giorno (Matteo 9,9-13)

    Gesù, vide un uomo, seduto al banco delle imposte, chiamato Matteo, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre Gesù sedeva a mensa in casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e si misero a tavola con lui e con i discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Perché il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Gesù li udì e disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».   

     

    Riflessione Per Il Giorno (Aletheia)

     

    Un tema di cui i genitori devono tener conto è quello della cultura del “Mi piace”. Al giorno d’oggi i giovani misurano la loro azione nei confronti degli altri e scoprono che impatto abbiano le cose che pubblicano, postando foto e video, attraverso il “Mi piace”. La socializzazione dei figli rischia di essere compromessa dall’ossessione di ottenere “Mi piace”, visto che questo si traduce nella visibilità o nell’accettazione che possono avere da parte degli altri.

    Questa ricerca di “Mi piace” può allora diventare una dipendenza ossessiva che spinge i giovani a pubblicare cose sempre più innovative o di impatto per riuscire a influire sul numero maggiore possibile di persone. Ma questo influisce sulla loro immagine di fronte al mondo, visto che li spinge a non mostrarsi per quello che sono e li concentra su una specie di campagna pubblicitaria nella quale la loro immagine deve aver successo a ogni costo. Occorre educare i nostri ragazzi a non far dipendere l’immagine che hanno di se stessi non dal “mi piace” altrui e ad accettarsi così come sono, infondendo in loro fiducia in se stessi e non dipendenza da un consenso ottenuto ad ogni costo. 

     

    Intenzione del giorno

    Preghiamo perché la pace e la riconciliazione fra i popoli del vicino oriente

     

    Don’t Forget!

     

    A più di 500 anni dall’espulsione decretata dagli spagnoli, gli ebrei sono tornati ad avere una sinagoga a Palermo, il luogo di culto che ha aperto i battenti in S. Maria del Sabato, piccola chiesa da tempo inutilizzata per le liturgie e che sorge nella zona dove un tempo si trovavano i quartieri ebraici della Guzzetta e Meschita. A volere il gesto- storico per la Sicilia – è stato l’arcivescovo Corrado Lorefice, che ha deciso di accogliere una richiesta di un luogo di studio e di culto per la comunità ebraica di Palermo.

    La restituzione è avvenuta all’inizio di quest’anno nel ricordo del 12 gennaio 1493 con cui gli spagnoli applicarono anche alla Sicilia il provvedimento con cui Isabella di Castiglia e Fernando d’Aragona l’anno prima avevano ordinato l’espulsione degli ebrei dai loro possedimenti.

     

     

     

     

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