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domenica 18 giugno ’17

XI settimana del tempo ordinario

 

Proverbio del Giorno

Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco. Proverbio cinese

 

Iniziamo la giornata pregando

Dio fedele, che nutri il tuo popolo con amore di Padre, ravviva in noi il desiderio di te, fonte inesauribile di ogni bene: fa’ che, sostenuti dal sacramento del Corpo e Sangue di Cristo, compiamo il viaggio della nostra vita, fino ad entrare nella gioia dei santi, tuoi convitati alla mensa del regno. Per il nostro Signore Gesù Cristo che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen

 

La festa del Corpus Domini venne istituita nel 1246 in Belgio grazie alla visione mistica di una suora di Liegi, la beata Giuliana di Retìne. Due anni dopo, papa Urbano IV la estese a tutta la cristianità dopo il miracolo di Bolsena avvenuto nel 1263. Un prete boemo, in pellegrinaggio a Roma, si fermò a dir Messa a Bolsena e, nello spezzare l’ostia, fu pervaso dal dubbio che contenesse il corpo di Cristo. Dall’ostia uscirono allora gocce di sangue che macchiarono il corporale (ora conservato nel Duomo di Orvieto) e alcune pietre dell’altare. Il Corpus Domini si festeggia il giovedì dopo la festa della Ss. Trinità anche se in alcuni Paesi come l’Italia è stata spostata alla domenica successiva

 

Ascoltiamo la Parola di Dio (Gv 6,51-58)

Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».  Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.  Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno». 

 

Riflessione Per Il Giorno (Commento al Vangelo)

Il sacrificio eucaristico è una forma di memoria sostanzialmente diversa dalle altre. Ci si ricorda del Signore anche quando viene innalzata una croce in ricordo della sua passione. Ci si ricorda di lui quando si legge insieme il vangelo o si compiono gesti che evocano quelli di Gesù. Il carattere di memoria tipico dell’Eucaristia sarebbe sottovalutato se lo si riducesse solo a una di queste forme. Essa non è memoria psicologica nel senso di un ricordo, né solo oggettiva nel senso del monumento. È commemorazione di specie tutta propria, è memoria piena di realtà. I Padri la chiamano spesso una «imitazione» della morte di Gesù Cristo. Tuttavia essa non è una riproduzione in senso esterno, bensì nel senso di un’intima unione, in quanto nell’Eucaristia attraverso il simbolo sacramentale è presente la morte di Cristo. L’Eucaristia è epifania sacramentale della Pasqua, e ciò si può conoscere solo per mezzo della fede. L’Eucaristia è, quindi, una memoria di fede. 

 

Intenzione del giorno

Preghiamo perché i credenti riscoprano la fondamentale importanza dell’Eucaristia

 

Don’t Forget!

S. GREGORIO BARBARIGO

Nel 1656 fu incaricato di coordinare i soccorsi agli appestati dell’Urbe: il Papa aveva fiducia in questo prete veneziano di soli 31 anni, conosciuto in Germania. Nel 1667 lo nomina vescovo di Bergamo, poi di Padova e infine lo crea cardinale. Gregorio agisce secondo lo stile di S. Carlo Borromeo. A Padova dà slancio al seminario. Si fa riformatore dei costumi del clero. «Mangia con la servitù, non lascia d’insegnare la dottrina cristiana, di fare missioni e assistenza ai moribondi». Muore nel 1697.

 

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