giovedì 4 ottobre ’18

XXVII Settimana del tempo ordinario

 

 

Frase di San Francesco

Fai attenzione a come pensi e a come parli, perché può trasformarsi nella profezia della tua vita.

 

Iniziamo la giornata pregando (Preghiera di S. Francesco)

Tu sei santo, Signore, solo Dio. Tu sei forte, Tu sei grande, Tu sei altissimo, Tu sei re onnipotente, Tu, Padre santo, re del cielo e della terra. Tu sei trino ed uno, Signore Dio degli dèi, Tu sei il bene, ogni bene, il sommo bene, il Signore Dio vivo e vero. Tu sei amore e carità, Tu sei sapienza, Tu sei umiltà, Tu sei pazienza, Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine, Tu sei sicurezza, Tu sei quiete. Tu sei gaudio e letizia, Tu sei la nostra speranza, Tu sei giustizia, Tu sei temperanza, Tu sei tutta la nostra ricchezza a sufficienza. Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine. Tu sei protettore, Tu sei custode e nostro difensore, Tu sei fortezza, Tu sei refrigerio. Tu sei la nostra speranza, Tu sei la nostra fede, Tu sei la nostra carità. Tu sei tutta la nostra dolcezza, Tu sei la nostra vita eterna, Signore, Dio onnipotente, misericordioso Salvatore. Amen

       

FRANCESCO D’ASSISI

Nato nel 1181 da Bernardone mercante di Assisi, aspirava a entrare nella cerchia della nobiltà cittadina. I suoi progetti furono però interrotti dalla voce divina che lo invita a ricostruire la Chiesa. Abbandonati famiglia e amici, Francesco condusse vita di penitenza e povertà, predicò il Vangelo e si unirono a lui i discepoli coi quali si recò a Roma per avere dal Papa l’approvazione della sua regola di vita. Accorsero alla sua predicazione folle e schiere di discepoli che chiamò frati e accolse Chiara che diede inizio al 2° ordine, e fondò un 3° ordine per i laici. Morì nella notte tra il 3 e il 4 ottobre 1228. S. FRANCESCO E S. CATERINA DA SIENA SONO PATRONI D’ITALIA

 

Ascoltiamo la Parola di Dio (Matteo 11,25-30).

Gesù disse: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare». Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero». 

 

La Riflessione per il giorno (La morte di S. Francesco)

Nella notte tra il 3/4 ottobre 1226 morì S. Francesco. Fu un giorno lungo e travagliato per Francesco che si fa deporre nudo sulla nuda terra. Poi fa chiamare Giacoma dei Settesoli e le chiede di non dimenticare di portare con sé quei biscotti «boni e profumati» che più volte gli aveva preparato a Roma. In quegli istanti Francesco si rivolge agli amici più cari.  A Frate Elia dice: «Ti benedico come posso e più di quanto è in mio potere. Si ricordi Dio del tuo lavoro e della tua opera e ti riservi la tua mercede nel giorno della retribuzione dei giusti. Che tu possa trovare qualunque benedizione desideri e sia esaudita ogni tua giusta domanda». Il guardiano gli dona una sua tonaca, i calzoni e il berretto per proteggere le cicatrici e il tracoma agli occhi contratto in Egitto. Poi Francesco rievoca l’Ultima cena, spezza il pane e chiede la lettura del Vangelo di Giovanni. Rivolgendosi ai frati, chiede loro di deporlo di nuovo nudo sulla terra, e di lasciarlo giacere dopo la sua morte «il tempo necessario a percorrere un miglio». Chiede di essere sepolto sul Colle dell’Inferno, come i malfattori, perché così accadde a Cristo crocifisso tra i due ladroni e sepolto fuori città. Il colle un giorno si chiamerà Colle del Paradiso e si edificherà la basilica del Santo.

 

Intenzione del giorno

Preghiamo per il popolo italiano, perché si ispiri alle virtù e agli esempi dei suoi Santi patroni.

 

Don’t forget…

4-10-1988: muore CARLO CARRETTO Nato nel 1910, fu strenuo oppositore del fascismo e militò nell’Azione Cattolica fino al 1954 quando affascinato dalla figura e l’esempio di Charles De Foucauld, partì per il deserto d’Algeria dove restò 10 anni. Tornato in Italia e si stabilì a Spello: fondò una comunità e divenne una delle voci più significative della chiesa italiana

 

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