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lunedì 11 settembre ’17

XXIII settimana del tempo ordinario

 

nella fotografia un quadro di Alice Neel

 

Proverbio del giorno

Ascolta figlio mio l’istruzione di tuo padre e non rifiutare l’insegnamento di tua madre poiché saranno un fregio di grazia sul tuo capo e monili al tuo collo. [Proverbi 1:8-9]

 

Iniziamo la Giornata Pregando (Paolo VI)

Ricordati, Padre di misericordia, di tutti quelli che sono in pena, che soffrono e muoiono, nel sorgere di un mondo più fraterno. Che per gli uomini di ogni razza, di ogni lingua venga il tuo regno di giustizia, di pace e di amore. E che la terra sia ripiena della tua gloria. Amen.

 

FRANCESCO GIOVANNI BONIFACIO SACERDOTE E MARTIRE

Nato a Pirano (Istria) nel 1912, da famiglia umile e profondamente cristiana, 2° di sette figli, ricevette l’ordinazione nel 1936 a Trieste. Si fece subito amare, promuovendo attività, visitando famiglie, malati e donando tutto ai poveri, il che lo rese un prete scomodo per la propaganda antireligiosa Jugoslava. E’ la sera dell’11-09-1946: don Francesco è caricato in auto da due tizi, picchiato, spogliato, colpito con un sasso, finito a coltellate e gettato in una foiba. Da allora i suoi resti non sono stati più ritrovati.

 

Ascoltiamo la Parola di Dio del giorno Luca 6,6-11.

Un sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. Ora c’era là un uomo, che aveva la mano destra inaridita. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva di sabato, allo scopo di trovare un capo di accusa contro di lui. Ma Gesù era a conoscenza dei loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano inaridita: «Alzati e mettiti nel mezzo!». L’uomo, alzatosi, si mise nel punto indicato. Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: E’ lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o perderla?». E volgendo tutt’intorno lo sguardo su di loro, disse all’uomo: «Stendi la mano!». Egli lo fece e la mano guarì.  Ma essi furono pieni di rabbia e discutevano fra di loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù. 

 

Riflessione Per Il Giorno (Card. Caffarra)

Le nostre città, la nostra nazione, la nostra Europa stanno attraversando una crisi mortale. La cifra della loro agonia è il freddo inverno demografico che stiamo attraversando. La parola che Dio rivolge a noi pastori ci costringe ad alcune domande: stiamo compiendo l’opera di annunciare il Vangelo o ci accontentiamo di esortare le persone a buoni sentimenti morali, quali per esempio tolleranza, apertura, accoglienza? Non dobbiamo essere sordi al vero bisogno, alla struggente necessità che abita nel cuore di uomini e donne che vivono con ansia i giorni cupi e tristi che stiamo attraversando. Non dobbiamo, noi pastori, essere sordi all’angoscia che abita nel cuore di padri e madri, che pensano con paura al futuro dei loro bambini. È necessario che i pastori della Chiesa testimonino, dicano che dentro ogni istante, dentro ogni evento abita una Presenza, un Ospite che guida tutto ciò che accade al bene di coloro che Dio ama. Fino a quando sulle nostre spirituali rovine sarà celebrata l’Eucarestia, esse potranno risorgere. Le pie esortazioni morali lasciamole ad altri.

 

Intenzione Per Il Giorno

Preghiamo per tutti gli studenti che in questi giorni iniziano il nuovo anno scolastico

Don’t Forget!

 

06-09-2017: È morto il card. Carlo Caffarra, vescovo emerito di Bologna che aveva compiuto 79 anni lo scorso 1° giugno e aveva guidato la Chiesa di Bologna per 12 anni. Esperto di famiglia e matrimonio, aveva ricevuto da Giovanni Paolo II il mandato di fondare e presiedere il Pontificio Istituto “Giovanni Paolo II” per studi su matrimonio e famiglia. Creato cardinale da Benedetto XVI nel 2006, aveva partecipato al Conclave del 2013 che ha eletto papa Francesco. Assieme ai card. Walter Brandmüller, Raymond L. Burke e Joachim Meisner, aveva firmato i “dubia” chiedendo chiarimenti a papa Francesco su alcuni punti dell’Amoris laetitia.

 

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