martedì 11 settembre ’18

XXIII Settimana del tempo ordinario

 

nell’immagine un frame del’11/06/01 in ricordo delle vittime

 

 

Proverbio del giorno (bibbia)

Non giovano i tesori male acquistati, mentre la giustizia libera dalla morte.

 

Iniziamo la Giornata Pregando (Paolo VI)

Ricordati, Padre di misericordia, di tutti quelli che sono in pena, che soffrono e muoiono, nel sorgere di un mondo più fraterno. Che per gli uomini di ogni razza, di ogni lingua venga il tuo regno di giustizia, di pace e di amore. E che la terra sia ripiena della tua gloria. Amen.

 

FRANCESCO GIOVANNI BONIFACIO SACERDOTE E MARTIRE

Nato a Pirano (Istria) nel 1912, da famiglia umile e profondamente cristiana, 2° di sette figli, ricevette l’ordinazione nel 1936 a Trieste. Si fece subito amare, promuovendo attività, visitando famiglie, malati e donando tutto ai poveri, il che lo rese un prete scomodo per la propaganda antireligiosa Jugoslava. E’ la sera dell’11-09-1946: don Francesco è caricato in auto da due tizi, picchiato, spogliato, colpito con un sasso, finito a coltellate e gettato in una foiba. Da allora i suoi resti non sono stati più ritrovati.

 

Ascoltiamo la Parola di Dio del giorno Luca 6,12-19.

Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede il nome di apostoli: Simone, che chiamò Pietro, Andrea suo fratello, Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo d’Alfeo, Simone soprannominato Zelota, Giuda di Giacomo e Giuda Iscariota, che fu il traditore. Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone, che erano venuti per ascoltarlo ed esser guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti immondi, venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che sanava tutti.

 

BREVE COMMENTO AL VANGELO (S. Ambrogio)

Non tutti quelli che pregano scalano la montagna…ma coloro che pregano bene, quelli che si elevano dai beni terrestri ai beni superiori, salgono sulle cime della vigilanza e dell’amore più autentico. Quelli che si preoccupano delle ricchezze del mondo o degli onori non scalano la montagna; quello che brama le terre non sue non scala la montagna. Quelli che cercano Dio salgono; quelli che salgono implorano l’aiuto del Signore per la loro salita. Tutte le anime grandi scalano la montagna…

 

Riflessione Per Il Giorno (Frammenti di vita)

Dopo due ore esce di chiesa rinfrancato. L’avevo accolto e ascoltato: da tempo sua moglie ostentava crescente indifferenza, silenzi prolungati e musi lunghi. Lui convinto che la donna fosse depressa, insisteva: “Fatti vedere…prenditi un po’ di riposo…sta’ calma” fino al momento in cui il dramma era esploso: “Non sento più niente per te e ho un altro uomo” aveva detto e se ne era andata. Qualche banco più avanti un quarantenne africano era rimasto in ginocchio per tutto quel tempo; uscito l’altro, s’era avvicinato: “Perché quell’uomo piangeva?”. Seccato per l’invadenza rispondo: “Problemi suoi”. “Si tratta di sua moglie? Lo vuol lasciare, vero?”. “Se anche fosse a te che importa?”. “Io sono sposato e tu no” fa lui e aggiunge: “Gli avrai detto di portare pazienza…ma è un consiglio che non funziona. Anche a me è capitata una cosa del genere con mia moglie”. “Ah sì? E tu che hai fatto?”. “Le ho detto che era la notizia più bella che potessi ricevere”. Stupito chiedo: “E lei come l’ha presa?”. “Per farmi rabbia ha deciso di restare. Ed era proprio quel che volevo”.

 

Intenzione Per Il Giorno

Preghiamo per tutti gli studenti che in questi giorni iniziano il nuovo anno scolastico

 

Don’t Forget: 233° de “1.000 quadri più belli del mondo”

GEORGES DE LA TOUR: S. GIUSEPPE FALEGNAME 1640 – Olio su tela – 1,3 m x 1 m – Museo del Louvre – Parigi

 

Giuseppe falegname con Gesù Bambino è un dipinto, realizzato dal pittore Georges de La Tour (1593-1652), proveniente probabilmente dal Convento dei Carmelitani scalzi di Metz (Francia). Il dipinto è ambientato nella bottega di carpentiere di Giuseppe, completamente immersa nell’oscurità e vi compaiono l’anziano Giuseppe intento mentre sta perforando con un succhiello una trave di legno (allusione ai buchi prodotti sul legno della croce dai chiodi di Cristo?).

Giuseppe chino, sembra consapevole di quello che accadrà al figlio, infatti evita l’incrocio di sguardi con Gesù, come per allontanare da lui quel doloroso presentimento. Gesù Bambino lo assiste nel lavoro, sorreggendo una candela, simbolo della luce che Gesù ha portato nel mondo. Il pittore, fa del volto del Bambino la principale fonte luminosa dell’immagine e gioca con l’effetto della mano sinistra, ricordando che l’illuminazione ultima sarà proprio la morte in croce che Gesù accetterà volontariamente. Un Bambino sereno e consapevole del suo futuro, cerca con gli occhi san Giuseppe, quasi per rassicurarlo. Lo stile è realistico, dettagliato e la scena è ben congegnata. Il contrasto fra la luce che fa emergere le figure dall’oscurità e dà una consistenza drammatica e poetica insieme alla scena non potrebbe essere più efficace: La Tour non si limita a imitare Caravaggio, ma lo reinterpreta con effetti strepitosi e commoventi insieme.

 

Condividi questa!

Informazioni sull'autore

Potrebbe piacerti anche

Nessun commento

È possibile postare il commento di prima risposta.

Lascia un commento

Please enter your name. Please enter an valid email address. Please enter a message.