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venerdì 14 luglio ’17

XIII settimana del tempo ordinario

 

nella fotografia un quadro di Jean-François Millet 

 

Proverbio del giorno (Proverbio inglese)

Un cattivo lavoratore si lamenta sempre dei suoi attrezzi

 

Iniziamo la giornata Pregando (Preghiera Dal Gabon)

Signore, non sono che un mendicante, un mendicante di stelle. Il mio cuore è ferito, ma il tuo è uno scrigno di pace. Rendi la mia anima bella come una sposa abbigliata per le nozze. Lavami con l’acqua di un pozzo profondo, di un fiume mormorante, di una pioggia battesimale. Signore, chi può impedire al sole di sorgere al mattino? Chi potrà dunque impedire alla Tua Parola di raggiungere la profondità dei cuori? Arrivi essa fino al pozzo del mio essere, fino alla giuntura delle mie ossa. Signore, io ti conosco molto male, ma lavami, lavami, lavami.

 

Camillo de Lellis

Di nobile famiglia, nato nel 1550, Camillo fu soldato di ventura. Persi gli averi al gioco, entrò nell’Ordine dei Cappuccini: per curare una piaga tornò a Roma, dove si dedicò ai malati. Si consacrò a Cristo, riprese gli studi al Collegio Romano e, divenuto prete, fondò la «Compagnia dei ministri degli infermi». L’ordine dei Camilliani si distinse per la carità misericordiosa e per l’abito caratterizzato dalla croce rossa di stoffa sul petto. De Lellis pose le basi per la figura moderna dell’infermiere e del cappellano. Morì a Roma il 14 luglio 1614

 

La Parola di Dio del giorno Matteo 11,28-30.

Gesù disse ai suoi discepoli: «Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai loro tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti ai governatori e ai re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. E quando vi consegneranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come o di che cosa dovrete dire, perché vi sarà suggerito in quel momento ciò che dovrete dire: non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. Il fratello darà a morte il fratello e il padre il figlio, e i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire. E sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi persevererà sino alla fine sarà salvato». Quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un’altra; in verità vi dico: non avrete finito di percorrere le città di Israele, prima che venga il Figlio dell’uomo. 

 

Riflessione Per Il Giorno (piccole storie edificanti)

Un eremita vide in un bosco, uno sparviero che portava al suo nido un pezzo di carne: lacerò la carne in tanti pezzi, e si mise a imbeccare anche una piccola cornacchia ferita. L’eremita si meravigliò che lo sparviero imbeccasse così la piccola cornacchia, e penso: “Dio mi ha insegnato che neppure una piccola cornacchia ferita viene abbandonata da Lui e ha insegnato addirittura a un feroce sparviero a nutrire una creatura d’altra razza, rimasta orfana al mondo. Si vede che Dio dà il necessario a tutte le creature: e noi, invece, stiamo sempre in pensiero per noi stessi. Voglio smetterla di preoccuparmi di me! So che cosa devo fare: non mi procurerò più da mangiare! Dio non abbandona nessuna delle sue creature: non abbandonerà neanche me”. E così fece: si mise nel bosco e non si mosse più: pregava, pregava, e nient’altro. Passò tre giorni e tre notti senza bere un sorso d’acqua e senza mangiare un boccone. Dopo tre giorni, s’era tanto indebolito, che s’addormentò. Ed ecco apparirgli in sogno un angelo. L’angelo lo guardò accigliato e gli disse: “Il segno era per te, certo. Ma perché tu imparassi ad imitare lo sparviero!”.

 

Intenzione del giorno

Preghiamo per tutti gli infermieri, i medici e gli addetti al servizio dei malati

 

Don’t Forget! – 181° quadro de “i 1.000 quadri più belli del mondo”

 

 

NICHOLAS HILLIARD: GIOVANE TRA LE ROSE 1587 – ritratto miniato – 13,5 x 7,3 cm – Londra, Victoria & Albert Museum

Questo giovane galante è il protagonista di un ritratto miniato di Nicholas Hilliard, artista inglese dell’epoca di Elisabetta I. Contemporaneo di Shakespeare, di cui era più vecchio di 15 anni, Hilliard si distinse per i ritratti estremamente delicati e dotati di un’eleganza appresa dall’arte francese del tempo (2.a metà del ‘500). Il giovane, dai lineamenti raffinati, capelli ricci e baffetti curati, vestito nella moda inglese dell’epoca, si appoggia al tronco di un albero, circondato da un rigoglioso roseto, e tiene la mano sul cuore. L’opera è colma di significati e rimandi simbolici. Le rose appartengono alla specie Rosa rubiginosa (o eglanteria) la varietà preferita di Elisabetta I, quindi la sua presenza nel dipinto potrebbe essere un omaggio alla regina, alla cui corte Hilliard era miniaturista ufficiale. Ma il fatto che il giovane porti la mano al cuore potrebbe alludere a un celato sentimento amoroso per la regina. Un sentimento a cui il giovane si dedica con una perseveranza (l’albero a cui s’appoggia è simbolo di stabilità). Si è voluta trovare un’identità per il personaggio, ed è stato proposto il nome di Robert Devereux, secondo conte di Essex, uomo d’armi che partecipò alla battaglia navale di Gravelinga dove la flotta inglese riportò un’inaspettata vittoria sulla Invincibile Armata spagnola. Il conte era uno dei favoriti di Elisabetta, della quale era più giovane di 30 anni: all’epoca del ritratto doveva avere circa 20 anni, ma non è facile stabilirlo con certezza.

Infine, al sentimento amoroso allude anche l’iscrizione sul bordo superiore, che recita in latino Dat poenas laudata fides (“la mia lodata fedeltà mi procura dolori”, segno che le aspirazioni – amorose ma più probabilmente militari, perché il verso è tratto dal De bello civili di Lucano e si riferisce, appunto, a un contesto militare – del giovane sono poco compatibili con il suo sentimento). L’opera può quindi essere pienamente inserita nel genere dell’impresa, ovvero un’allegoria composta da un’immagine e da un motto, tipica delle corti del Rinascimento.

 

 

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