Mercoledì 19 marzo 2025

     

    2a Settimana di Quaresima

    Festività di S. Giuseppe Sposo di Maria e padre Putativo di Gesù

     

    Avvenne il 19 marzo…

    1915 – Plutone è fotografato per la prima volta ma non ancora riconosciuto come pianeta.

    1958 – Nasce l’Assemblea parlamentare europea

    1972 – Firma del trattato di amicizia tra India e Bangladesh

    1994 – Casal di Principe: assassinato don Giuseppe Diana per l’impegno nella lotta alla camorra.

    2002 – Marco Biagi, giurista del lavoro e consulente del Welfare, è ucciso dalle nuove Brigate Rosse.

    2013 – Piazza S. Pietro in Vaticano: S. Messa di inizio pontificato di papa Francesco.

     

    Aforisma su S. Giuseppe

    “Sul suo biglietto da visita S. Giuseppe potrebbe aver scritto: Padre di Gesù, sposo di Maria, figlio di Davide e giusto”. Con quattro titoli così, cosa potrebbe un uomo volere di più?”

     

    Preghiera

    Dio onnipotente, che hai voluto affidare gli inizi della nostra redenzione alla custodia premurosa di san Giuseppe, per sua intercessione concedi alla tua Chiesa di cooperare fedelmente al compimento dell’opera di salvezza. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

     

    Santo del giorno

    Giuseppe è il più grande dei Santi che la Chiesa venera dopo la Vergine Maria, ma la sua vita resta nascosta e sconosciuta. Nei suoi misteriosi disegni, Dio ha destinato Giuseppe a essere lo sposo e custode di Maria e il padre putativo di Gesù. Maria trovò in lui il compagno fedele.

    Quando il re di Giudea, Erode, ordinò che tutti i bambini del territorio di Betlemme sotto i due anni fossero uccisi, Giuseppe, avvertito dall’angelo in sogno, prese Maria e il bambino, e fuggì in Egitto. Una volta morto Erode, Giuseppe fu avvertito di far ritorno, ed egli, premuroso, rimpatriò.

    Temendo però di Archelao, succeduto sul trono al padre Erode, fu avvertito di stabilirsi in Galilea. Si ritirò così a Nazareth, dove visse gli ultimi anni della sua vita fino a che, ricco di meriti e compiuta la sua missione, si spense fra le braccia di Gesù e di Maria.

     

    Parola di Dio del giorno Matteo 1,16.18-21.24

    Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo. Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.

    Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore.

     

    Riflessione del giorno

    Sposo della Madre del Verbo fatto carne, Giuseppe è stato prescelto come “guardiano della parola”. Eppure non ci è giunta nessuna sua parola: ha servito in silenzio, obbedendo al Verbo, a lui rivelato dagli angeli in sogno, e, in seguito, nella realtà, dalle parole e dalla vita stessa di Gesù.

    Anche il suo consenso, come quello di Maria, esigeva una totale sottomissione dello spirito e della volontà. Giuseppe ha creduto a quello che Dio ha detto; ha fatto quello che Dio ha detto. La sua vocazione è stata di dare a Gesù tutto ciò che può dare un padre umano: l’amore, la protezione, il nome, una casa.

    La sua obbedienza a Dio comprendeva l’obbedienza all’autorità legale. E fu proprio essa a far sì che andasse con la giovane sposa a Betlemme e a determinare il luogo dell’Incarnazione. Dio fatto uomo fu iscritto sul registro del censimento, voluto da Cesare Augusto, come figlio di Giuseppe. Più tardi, la gioia di ritrovare Gesù nel Tempio in Giuseppe fu diminuita dal suo rendersi conto che il Bambino doveva compiere una missione per il suo vero Padre: egli era solo il padre adottivo.

    Ma, accettando la volontà del Padre, Giuseppe diventò più simile al Padre, e Dio, il Figlio, gli fu sottomesso. Il Verbo, con lui al momento della sua morte, donò la vita per Giuseppe e per tutta l’umanità. La vita di Giuseppe fu offerta al Verbo, mentre la sola parola che egli affida a noi è la sua vita.

     

    Intenzione di preghiera

    Oggi è la giornata dei papà: preghiamo affinché S. Giuseppe li protegga e li benedica e ringraziamo il Signore per il loro affetto a la loro sollecitudine.

     

    Don’t Forget! IMMAGINI INSOLITE DI S. GIUSEPPE

    “S. FAMIGLIA del BUCATO” del pittore Lucio Massari bolognese vissuto tra il XVI e XVII secolo. Raffigura la S. Famiglia intenta a fare il bucato! Maria presso una pozza d’acqua, lava i panni; il bambino Gesù li raccoglie in un mastello e li porge a Giuseppe che li stende ad asciugare sul ramo dell’albero più vicino. Tre persone, ognuna con un suo ruolo.  L’unico che guarda fuori scena è Giuseppe che fissa noi spettatori invitandoci a prendere parte all’evento. I colori dei vestiti sono scelti con cura: il rosso della veste di Maria e il blu del manto; l’azzurro della tunica di Gesù; il viola dell’abito del padre alludono agli atteggiamenti dell’uomo redento: rosso = l’amore e blu = la fede; l’azzurro del cielo e il viola della penitenza sono le condizioni affinché il bianco della salvezza divina risplenda nella vita. E intorno l’armonia di un mondo in pace. La scena è tenera e commovente: il Dio bambino si fa aiutare dagli uomini a portare a termine l’opera salvifica e attraverso Giuseppe, invita anche noi a fare la nostra parte per fare avanzare la salvezza divina nel mondo.

     

    Sopra: il quadro del pittore spagnolo SEBASTIÁN MARTÍNEZ (1599-1667) risale al 1650 e rappresenta in un modo singolare il passaggio di Luca 2,51 che afferma come Gesù, tornato a Nazareth coi genitori dopo lo smarrimento e il successivo ritrovamento nel tempio, fosse sottomesso ai suoi cioè obbedisse loro. Nel quadro il piccolo Gesù è ritratto col sorriso complice e con il fare impunito dei bambini quando vogliono fare qualcosa di non permesso (come prendere la frutta dal piatto). Ma il «disubbidiente» Gesù è trattenuto dall’anziano padre S. Giuseppe che non rinuncia al compito affidatogli da Dio di essere insieme sia il custode sia l’educatore del suo Figlio. E Giuseppe lo fa con tutta la dolcezza dei nonni, ma con tutta la fermezza dei padri. Anche questo è un bellissimo quadro, non c’è che dire

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