Venerdì 15 maggio 2026

     

    VI Settimana di Pasqua

     

    Avvenne il 15 maggio…

    1525 – I principi tedeschi sconfiggono l’esercito dei contadini capeggiati da Thomas Müntzer;

    1618 – Giovanni Keplero conferma la sua scoperta della Terza legge del movimento dei pianeti

    1648 – Firma della Pace di Vestfalia che pone fine della guerra dei trent’anni

    1797 – Le truppe francesi entrano a Venezia ponendo fine alla millenaria Repubblica di Venezia

    1891 – Papa Leone XIII pubblica l’enciclica Rerum Novarum sulla dottrina sociale della Chiesa

    1988 – Dopo più di otto anni di combattimenti, l’Armata Rossa si ritira dall’Afghanistan;

     

    Aforisma di Alessandro Manzoni

    «Una delle più grandi consolazioni di questa vita è l’amicizia; e una delle consolazioni dell’amicizia è quell’avere un amico a cui confidare un segreto. Ora, gli amici non sono a due a due, come gli sposi; ognuno ne ha più d’uno…e ci sono uomini privilegiati che li contano a centinaia…».

     

    Santi del giorno: S. Berta e S. Ruperto

    Nobile dell’VIII sec. figlia di un duca lorenese, sposò il pagano Robolao. Rimasta presto vedova, educò il figlio Ruperto e fondò con lui un monastero e un ospizio per i poveri.

    La morte di Ruperto a soli 21 anni la addolorò, ma ebbe conforto nella fede. Negli ultimi anni, Berta abbracciò la vita ascetica e morì a metà del IX secolo. Suo figlio Ruperto si era consacrato con la madre a Dio in un pellegrinaggio a Roma. Tornato in patria, condusse vita eremitica con la genitrice. Ma morì a soli 20 anni. 

     

    Preghiera Colletta

    Esaudisci, o Padre, le nostre preghiere, perché con l’accoglienza del Vangelo si compia in ogni luogo la salvezza acquistata dal sacrificio di Cristo, e la moltitudine dei tuoi figli adottivi ottenga la vita nuova promessa da lui, Parola di verità. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

     

    Parola di Dio Giovanni 16,20-23

    In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia. La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia. Quel giorno non mi domanderete più nulla».

     

    Riflessione don Arturo commenta don Bepo

    «Tutti venite in questa casa e ricevete il beneficio della casa bella e del personale che si dedica all’andamento della vita. Dovete dare un giorno come avete ricevuto. Quello che fa la mamma nella famiglia, quello che fanno uomini e donne che si prendono il compito della mamma».  Don Giuseppe Vavassori (9/5/ 1965, dialoghi domenicali)

    Tutti, prima o poi, in un modo o nell’altro, sentiamo bisogno di casa, di un luogo che ci accolga, che ci faccia da perimetro di difesa. Abbiamo bisogno di una mano che ci accompagni, di un volto che ci ascolti. Sente la nostalgia di casa l’emigrato. Sente il bisogno di pace, di tranquilla serenità chi è continuamente oberato dal lavoro, dalla vita piena di corse e di stress. Chi vive in un mondo illusorio e falso sente il bisogno di trovare un angolo di verità, dove è bello stare. Sente la nostalgia di casa il figlio della parabola scappato in cerca di avventure.

    Sente il bisogno di casa la coppia di fidanzati. Quanto è prezioso per un uomo o una donna avere un posto, una casa, un luogo di riferimento, amici veri su cui contare, quanto è importante non perdere la speranza che un luogo simile esista, quanto è bello sapere che qualcuno che ci ama ci aspetta. Nel film E.T. il piccolo extraterrestre del film punta il dito verso le stelle dicendo: “Telefono… casa”. E l’uomo, legato alla materia, alle cose non sente qualche volta la nostalgia del cielo? Abbiamo bisogno di una casa che non ha chiavi, non ha porte, ma che ci faccia compagnia sempre, anche quando siamo sotto un cielo straniero.

    È casa fatta di mani, di voce che ti chiama per nome, di uno sguardo che ti comprende, di un abbraccio che ti calma. Gesù ci ha fatto una promessa: “Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Vado a prepararvi un posto”. Nei detti dei padri deserto si racconta di una donna che avendo ascoltato il discorso di un Abbà che inveiva contro l’Abbà principale della città, che avrebbe dovuto invece onorare, si recò da Federica donna autorevole e sincera per chiederle consiglio. Questa ascoltò tutto e capì.

    Persuasa che la ragione si aggancia alla terra, mentre noi siamo fatti per essere agganciati al cielo diede questa risposta: «Amica mia, chi usa violenza, anche solo con la bocca, chi ha parole di condanna, chi manifesta ostilità, non va in Paradiso, nemmeno se è un Abbà, se ha ragione. Non vi arriveranno nemmeno coloro che lo seguono. Va ad ascoltare un altro Abbà mite e pacifico, colmo di Spirito Santo, che ti parli di Gesù». Pregarono insieme, rivolgendosi alla Madre di Dio, che è anche Madre della Chiesa e nell’anima di quella donna scese la pace.

     

    Intenzione di preghiera

    Preghiamo perché l’ateismo ideologico e pratico, l’indifferenza religiosa, l’agnosticismo dilaganti lascino posto alla ricerca di Dio, all’ascolto della sua Parola, all’obbedienza ai suoi comandi. 

     

    Don’t Forget! Il dovere della memoria

    don GIANCARLO BREDA + 16-5-1992 a Cochabamba-Boliva

    Nato il 18-12-1942 a Dossello di Albino, frequenta il Patronato S. V. svolgendovi il compito di assistente dei ragazzi delle medie e poi dei giovani operai. Nel 1967 parte come volontario per la Bolivia nella Ciudad del Niño di La Paz. Decide di diventare sacerdote e dopo gli studi nel paese andino è ordinato sacerdote a Bergamo il 30-01-1971. Torna in Bolvia dove svolge diversi incarichi, ma è stroncato da un infarto a soli 50 anni mentre è responsabile della Ciudad del Niño del Chapare nel tropico di Cochabamba il 16-05-1992

    don ROBERTO PENNATI + 18-5-2029 a Bergamo

    Nato il 14-4-1946 a Bottanuco, è ordinato prete il 26-6-1971. Al PSV è incaricato da don Bepo della vicedirezione della casa centrale. Grande appassionato di montagna, sa cogliere le nuove emergenze della società e decide di fondare la comunità di recupero dalla droga dell’Agro di Sopra. Ma pochi anni dopo si ammala di Sla e chiude la comunità, ma continua a vivere all’Agro che diventa punto di riferimento per tante persone. Muore il 18-5-2019. 

    Lunedì 18-5 S. Messa ore 18,00 in chiesa grande di casa centrale

    TINO SANA + 15-5-2020 Almenno S. Bartolomeo

    Nato nel 1933 ad Almenno S. Bartolomeo, rimane orfano e viene accolto nel P.S.V. da don Bepo verso il quale Tino nutrirà grande affetto, fiducia e stima. Nel 1956 lascia il Patronato a malincuore, ma 10 anni dopo apre la sua ditta e il successo imprenditoriale è coronato dal museo del Falegname da lui voluto. Grande benefattore del P.S.V. sarà ricordato nella S. Messa alle ore 18.oo nella chiesa grande  

    ERNESI MARCELLO + 17-5-2017 a Bergamo

    Nato il 13-5-1937, è stato accolto da piccolo nel Patronato S. V. da don Bepo. Anche dopo aver formato famiglia con Silvana e aver avuto due figli, ha continuato a lavorare nel Patronato fin oltre l’età della pensione, benvoluto da tutti. È venuto a mancare il 17 maggio del 2017. 

     

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