Solo Dio può ignorare la matematica

     

    Ha una bella famiglia, è stata una brava insegnante (ora in pensione), è innamorata di suo marito ed è credente convinta e praticante fedele. I figli vogliono bene a lei che ne vuole ancora di più a loro, ma uno la fa soffrire per i comportamenti trasgressivi e inconcludenti. Nell’ennesimo sfogo è arrivata a lamentarsi del Padre Eterno: “Perché non mi ascolta e non aiuta mio figlio, lui che può tutto?”.

    A questo punto le ho proposto: “Sei docente di matematica, vero? Allora per un momento sforzati di immaginare che R. non sia tuo figlio, ma un alunno a cui devi dare i voti e ragiona da maestra, non da mamma. Voto in condotta?” e lei “Sei, ma solo per non farlo bocciare”.

    Le chiedo poi che voto da 1 a 10 gli darebbe in “materie” del tipo: maturità, responsabilità, disciplina, ordine e pulizia, fede in Dio, rispetto del prossimo, capacità di portare a termine un impegno…C’è da dire che è obiettiva e alla fine contiamo le sufficienze: due o tre in tutto. Sommiamo i voti e dividiamo la somma per 11 (il numero delle materie) e il risultato è 4 ½.

    Il metodo è rozzo, ma con una donna in gamba come lei me lo posso permettere e alla fine le leggo una frase del romanziere russo Ivan S. Turgenev: “(Quasi) ogni nostra preghiera si riduce a questo: “Dio onnipotente, fa’ che due per due non faccia quattro”. E concludo: “L’unico che si può permettere di ignorare a volte la matematica è Dio. Lascia fare Lui, ma anche tu ogni tanto cerca di fare lo stesso”.

     

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