Venerdì 19 giugno 2026

     

    XI Settimana Tempo Ordinario

     

    Avvenne il 19 giugno…

    1306 – Aymer de Valence sconfigge i ribelli scozzesi di R. Bruce nella battaglia di Methven.

    1912 – Istituzione della giornata lavorativa di otto ore negli Stati Uniti d’America

    1976 – La sonda spaziale Viking I lanciata dieci mesi prima da Cape Canaveral, atterra su Marte

    1991 – Pablo Escobar, capo del Cartello di Medellín e considerato fra i principali criminali del XX secolo, si arrende alle forze dell’ordine della Colombia per non essere estradato negli USA;

    1999 – Torino è la sede dei XX Giochi olimpici invernali.

     

    Aforisma di S. Antonio da Padova

    “Gesù per proteggerci ha aperto come ali le sue braccia sulla croce, e coperto di spine si è opposto al diavolo che tramava di rapirci.”. 

     

    Santo del Giorno

    Nato a Ravenna nel 952 da famiglia nobile, divenne eremita e dopo l’esperienza in Spagna, nei pressi di monastero sotto l’influenza di Cluny, iniziò una serie di peregrinazioni lungo l’Appennino con lo scopo di riformare monasteri ed eremi sul modello degli antichi cenobi dell’Oriente.

    La sua fama e il suo carisma lo misero più volte in contatto con i potenti, principi e prelati. Convertì Ottone III che lo nominò abate di S. Apollinare in Classe, carica che Romualdo rifiutò clamorosamente dopo un anno rifugiandosi a Montecassino dove portò il suo rigore ascetico. Riprese le sue peregrinazioni fondando numerosi eremi, l’ultimo dei quali fu Camaldoli.

    Questo nome deriva dal campo che un tale Maldolo aveva donato a Romualdo, in cerca di solitudine. Da qui, però, si spostò di nuovo: arrivato nelle Marche fondò un monastero nella Val di Castro dove riservò per sé una piccola cella dove morì il 19-6-1027. I suoi resti furono portati prima a Jesi e poi a Fabriano, nella chiesa di San Biagio. Venne canonizzato da Clemente VIII nel 1595.

     

    Preghiera Colletta

    O Dio, fortezza di chi spera in te, ascolta benigno le nostre invocazioni, e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo senza il tuo aiuto, soccorrici sempre con la tua grazia, perché fedeli ai tuoi comandamenti possiamo piacerti nelle intenzioni e nelle opere. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen

     

    Parola di Dio Matteo 6,19-23

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassinano e non rubano.

    Perché, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore. La lampada del corpo è l’occhio; perciò, se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!». 

     

    Riflessione commento al Vangelo

    In Brasile circola un aneddoto a proposito di un tal Mataraso (uomo ricco oltre ogni immaginazione) che arriva alle porte del cielo. Egli vuole entrare, beninteso, subito come in ogni altro luogo. S. Pietro non fa obiezioni, ma gli chiede il biglietto d’ingresso, che costa soltanto mille lire. Mataraso scoppia a ridere: “Andiamo, S. Pietro, voi scherzate! Mille lire? Ma prendete tutta la mia fortuna. Prendete le mie fabbriche, i miei alberghi, i miei castelli, i miei conti in banca, le mie azioni in borsa, i miei lingotti d’oro, le mie automobili, le mie aziende… Io non ne ho più bisogno. Prendetele e lasciatemi entrare”.

    S. Pietro, per nulla impressionato, ribatte: “Neanch’io ne ho bisogno. Ti chiedo mille lire, non di più”. Mataraso gira e rigira le sue tasche…Invano e deve fare dietro front. Così un proverbio dice: Mataraso non è potuto entrare in cielo, per colpa di mille lire”. Io non so se gli eredi di Mataraso lo ricordino con emozione, o se pensino di far dire una messa per il riposo della sua anima. Non sappiamo nulla di lui, a parte il fatto che era immensamente ricco. Ma noi tutti conosciamo uomini e donne che non possedevano nulla, ma ci hanno lasciato un’eredità spirituale arricchente oltre ogni misura.

    Pensiamo a san Francesco d’Assisi, così invaghito di madonna povertà, a santa Teresa, a san Francesco di Sales, a san Louis Grignion de Montfort, a sant’Ignazio di Loyola, a san Domenico, a sant’Agostino, a sant’Antonio abate e a sant’Antonio di Padova, che trascinarono tante persone a dedicarsi a Dio e al proprio prossimo. Questi poveri hanno saputo scoprire il vero tesoro, imperituro, inestimabile, che hanno diviso e continuano a dividere con tutti coloro che ripongono la propria fiducia e la propria ricchezza in Dio. Cosa sarebbe il mondo senza questi giganti della fede? 

     

    Intenzione di preghiera

    Preghiamo perché ricchi, avari e avidi comprendano che anche le più grandi ricchezze terrene si consumano, e solo i beni del cielo sono incorruttibili.

     

    Don’t Forget! “L’ETERNO RIPOSO DONA LORO SIGNORE”

    Monsignor GALDINO BERETTA 

    Nato il 21-4-1941 a Bonate Sotto e ordinato il 28-6-1965. Dottore in Scienze Naturali, curato a Rovetta dal 1965 al 1968, docente in Seminario dal 1965 al 2020, consulente ecclesiastico dell’UCIIM dal 1972 al 1976, collaboratore di Filago dal 1972 al 1994, Assistente dell’ADASM dal 1983 al 1991, Segretario dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose, Preside delle scuole medie inferiori e superiori del Seminario. Membro del C. P. D, collaboratore a Brembo dal 1994 al 2004, Canonico della Cattedrale e Addetto Ufficio Pastorale Salute-Sofferenza-Assistenza. Parroco di Carvico e residente a Bonate Sotto dal 2024. È morto il 12-6-2026 e i funerali sono stati celebrati il 15-6 

    Don PIETRO COLOMBO

    Nato a Curnasco agosto 1902

    Ordinato sacerdote il 03-04-1926 a Roma

    Dal 1941 al 1944 fu insegnante al Collegio S. Alessandro e direttore spirituale al Patronato di Bergamo. 

    Prevosto di Calolziocorte e di S. Alessandro in Colonna

    Morto il 20-06-1967 a Pietra Ligure

    Don BARNABA SONZOGNI

    Nato a Endenna (Zogno) il 24-8-1896

    Ordinato sacerdote il 24-6-1938

    Dal 1938 al 1941 è vicerettore al Patronato di S. Paolo d’Argon: è ricordato come uno che molto ha amato e molto è stato amato.

    Morto il 20 giugno 1971

    TRANQUILLA VAVASSORI

    Nata a Osio Sotto il 31-8-1881 è sorella di don Bepo e con la sorella Santina e Clara Gotti seguì don Bepo dall’ordinazione agli inizi del Patronato in via Gavazzeni. Discreta e silenziosa, è stata vicina al fratello sacerdote per 45 anni ed è stata per i piccoli e giovani ospiti del Patronato un riferimento di bontà e comprensione. 

    È morta il 17-6-1957 a Bergamo. 

     

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