Lunedì 6 luglio 2026

     

    XIV Settimana del T. Ordinario

     

    Avvenne il 6 luglio…

    969 – Viene fondata in Egitto la città fortificata del Cairo

    1785 – Il dollaro è scelto come valuta degli USA: è la 1.a volta che una nazione adotta una valuta col sistema decimale.

    1809 – Rapimento di papa Pio VII, che viene imprigionato a Savona e poi in Francia

    1885 – Louis Pasteur testa con successo il suo vaccino contro la rabbia su Joseph Meister, un ragazzo morso da un cane rabbioso.

    1917 – Truppe arabe, guidate da Lawrence d’Arabia, strappano Aqaba ai turchi.

     

    Aforisma di Angelus Silesius 

    “Dio abita in una luce cui nessuna strada conduce: chi non diventa luce, non lo vede in eterno”.

     

    Santo del giorno

    Nacque a Corinaldo (Ancona) il 16-10-1890, figlia dei contadini Luigi Goretti e Assunta Carlini, Maria era la seconda di sei figli. I Goretti si trasferirono presto nell’Agro Pontino. Nel 1900 suo padre morì, la madre dovette lavorare e lasciò a Maria l’incarico di badare alla casa e ai fratelli. A 11 anni Maria fece la Prima Comunione e maturò il proposito di morire prima di commettere dei peccati.

    Alessandro Serenelli, un giovane di 18 anni, s’ innamorò di Maria e il 5-7-1902 la aggredì e tentò di violentarla. Alle sue resistenze la uccise accoltellandola. Maria morì dopo un’operazione, il giorno dopo, e prima di spirare perdonò Serenelli.

    L’assassino fu condannato a 30 anni di prigione. Si pentì e si convertì solo dopo aver sognato Maria che gli diceva avrebbe raggiunto il Paradiso. Quando fu scarcerato dopo 27 anni chiese perdono alla madre di Maria. Maria Goretti fu proclamata santa nel 1950 da Pio XII. 

     

    Preghiera Colletta

    O Padre, che nell’umiliazione del tuo Figlio hai risollevato l’umanità dalla sua caduta, dona ai tuoi fedeli una gioia santa, perché, liberati dalla schiavitù del peccato, godano della felicità eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen

     

    Parola di Dio

    In quel tempo, mentre Gesù parlava, giunse uno dei capi, gli si prostrò dinanzi e disse: «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano su di lei ed ella vivrà». Gesù si alzò e lo seguì con i suoi discepoli. Ed ecco, una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, gli si avvicinò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. Diceva infatti tra sé: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò salvata».

    Gesù si voltò, la vide e disse: «Coraggio, figlia, la tua fede ti ha salvata». E da quell’istante la donna fu salvata. Arrivato poi nella casa del capo e veduti i flautisti e la folla in agitazione, Gesù disse: «Andate via! La fanciulla infatti non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma dopo che la folla fu cacciata via, egli entrò, le prese la mano e la fanciulla si alzò. Questa notizia si diffuse in tutta quella regione.

     

    Riflessione Frammenti di vita

    Ogni volta che leggo il passo del Vangelo: “Imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime” (Mt 11,29) mi ritorna in mente quello che risposero i bambini boliviani della 1.a comunione alla mia domanda: “Cosa vi ha insegnato la suora nel catechismo?”. Risposero: “Che Gesù è “manso y humilde de corazòn” (mite e umile di cuore). Rivolto alla suora, in bergamasco per non farmi capire, le chiesi: “Tutto qui?”. Al che lei ribatté: “Perché, ti pare poco?”.

    Aveva ragione lei che aggiunse: “Questi ragazzini ne hanno viste di tutti i colori e hanno sofferto violenze di ogni tipo: se riusciamo a far loro capire che il più forte è il mite e il più grande è l’umile, forse non restituiranno a nessuno il male subito”. Poi riprese il catechismo parlando di Gesù che per entrare in Gerusalemme scelse non un cavallo, ma un “burrito”, un asinello. E raccontò che lo scelse perché era stato lui a portare sua mamma incinta da Nazareth a Betlemme e a scaldarlo nel freddo della grotta.

    Quando poi il re Erode voleva ucciderlo, fu ancora l’asino a portare la sua famiglia in salvo in Egitto e a riportarla poi a Nazareth. E la suora infine raccontò la parabola del buon samaritano che soccorse l’uomo ferito dai briganti portandolo a dorso del suo asino fino alla locanda. Perché i miti e gli umili di cuore -come gli asinelli- danno ristoro all’anima della gente e servono tutti senza nulla chiedere in cambio.

     

    Intenzione di preghiera

    Preghiamo per la chiesa cattolica ferita da questo ennesimo scisma, perché trovi la forza di reagire dando il meglio di sé e non limitandosi a scomunicare. 

     

    Don’t Forget! 1000 quadri più belli…

    GUSTAF CEDERSTRÖM: IL RITORNO A CASA DEL CORPO DI RE KARL II DI SVEZIA

    1884 – olio su tela – 265 x 371 cm – Nationalmuseum – Stoccolma Svezia

    Nato in una famiglia aristocratica, anche GUSTAF CEDERSTRÖM iniziò la sua carriera artistica nell’esercito, ma fu uno dei primi pittori svedesi della sua generazione a trasferirsi a Parigi. Introdusse il realismo francese nell’arte svedese, ma scelse di specializzarsi nella pittura storica e fra i suoi temi proferiti c’era il Re svedese Carlo II e le sue campagne militari.

    Di questo quadro dipinse una prima versione nel 1878 che gli valse il premio all’Esposizione Universale di Parigi nello stesso anno. La versione del 1884 però rimane straordinaria per come l’artista riuscì a infondere con efficace immediatezza, realismo schietto ed atmosfera evocativa a un soggetto lontano nel tempo. Re Carlo II infatti morì nel febbraio 1660 mentre assediava la fortezza di Fredrikshald, in Norvegia.

    Questa tela fu in gran parte realizzata all’aperto (en plein air) e la scena fu ricreata con veri modelli rivestiti con le autentiche divise dei primi anni del XVIII secolo. Quest’opera diede un fondamentale contributo alla pittura storica del XIX sec. e rappresenta una pietra miliare nella celebrazione del passato storico della Svezia.

     

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