XIV Settimana del T. Ordinario
Aforisma di Angelus Silesius
“L’uomo viene trasformato in ciò che ama. Diventa Dio se ama Dio, diventa terra se ama la terra.
Santo del giorno

Nasce a Fossano nel 1344 e prima ancora di essere prete, Oddino diventa canonico della «collegiata» di S. Giovanni, che diventerà cattedrale nel 1582, quando sarà costituita la diocesi fossanese. A 24 anni, nel 1368, Oddino diventa parroco. Nel 1376 è pellegrino in Terrasanta, dove viene sequestrato da predoni e per qualche tempo è loro prigioniero.
Rientrato a Fossano si fa conoscere perché, come figlio spirituale di S. Francesco d’Assisi (appartiene al 3° Ordine), vive la povertà in modo rigoroso, dirottando entrate e doni verso le famiglie più infelici. Su questa generosità cominciano presto a circolare racconti affettuosi, arricchiti da particolari che fanno pensare ai Fioretti di san Francesco.
Al tempo della peste endemica in molte parti del Piemonte, Fossano rinnova e ingrandisce il suo ospedale, per l’impegno soprattutto di Oddino, è il 1382. Nel 1400, però, morirà anche lui colpito dal morbo spendendosi da infermiere per i malati. Nel 1808 è proclamato beato. Più di 650 anni ci separano da lui, ma avrebbe ancora da dire qualcosa ai suoi concittadini, sacerdoti e laici, per l’eroismo di una fede integralmente vissuta e concretizzata in opere di carità.
Preghiera Colletta
O Padre, che nell’umiliazione del tuo Figlio hai risollevato l’umanità dalla sua caduta, dona ai tuoi fedeli una gioia santa, perché, liberati dalla schiavitù del peccato, godano della felicità eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen
Parola di Dio Matteo 9,32-38
Presentarono a Gesù un muto indemoniato. E dopo che il demonio fu scacciato, quel muto cominciò a parlare. E le folle, prese da stupore, dicevano: «Non si è mai vista una cosa simile in Israele!». Ma i farisei dicevano: «Egli scaccia i demoni per opera del principe dei demoni». Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità.
Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!».
Riflessione del giorno
Don Bepo era prete dallo sguardo lungimirante e responsabile, sapeva guardare lontano e assumersi la responsabilità. Responsabilità ha 2 significati: 1) rispondere di sé stessi, impegnandosi a mantenere le promesse fatte 2) sentirci responsabili degli altri, facendoci carico di coloro che la vita ci ha affidato. Don Lorenzo Milani riassumeva tutto ciò in due parole che erano diventate il motto della sua scuola: “I care!” = “io ci sono al tuo fianco e puoi contare su di me”.
Don Bepo a sua volta raccomandava: “Non abbiamo esaurito il nostro compito quando abbiamo dato al nostro giovane un pane, un tetto, un mestiere, una professione, un sorriso: potremmo aver formato un egoista, geloso della sicurezza raggiunta, attento a non perderla…Questo ci sta a cuore: inserire nell’animo dei nostri ragazzi la carità. Non debbono solo ricevere, ma debbono anche saper donare”.
Il fondatore del Patronato ci insegna che il vero senso della vita si trova nel donare. La sua vita testimonia il suo impegno a istruire e insegnare la grammatica del dono: la capacità di donare è il privilegio più grande che l’essere umano possiede. È sulla rampa del dono che avviene il collaudo del motore e della carrozzeria della nostra esistenza cristiana. È su questa scarpata che siamo chiamati a vincere la pendenza del nostro egoismo e a misurare la nostra fedeltà al mistero della croce
RACCONTO – Ogni mattina, il potente e ricchissimo re di Bengodi riceveva l’omaggio dei suoi sudditi. Aveva conquistato tutto il conquistabile e si annoiava un po’. In mezzo agli altri, puntuale ogni mattina, arrivava anche un silenzioso mendicante, che porgeva al re una mela. Poi, sempre in silenzio, si ritirava. Il re, abituato a ricevere ben altri regali, con un gesto un po’ infastidito, accettava il dono, ma appena il mendicante voltava le spalle lo derideva, imitato da tutta la corte.
Ma il mendicante non si scoraggiava: tornava ogni mattina a consegnare nelle mani del re il suo dono; il re lo prendeva e lo deponeva macchinalmente in una cesta posta accanto al trono. La cesta conteneva tutte le mele portate dal mendicante e ormai straripava. Un giorno, la scimmia prediletta del re prese uno di quei frutti e gli diede un morso, poi lo gettò sputacchiando ai piedi del re. Il sovrano, sorpreso, vide apparire nel cuore della mela una perla iridescente.
Fece subito aprire tutti i frutti accumulati nella cesta e trovò all’interno di ogni mela una perla. Meravigliato, fece chiamare lo strano mendicante e lo interrogò. «Ti ho portato questi doni, sire» rispose l’uomo, «per farti comprendere che la vita ti offre ogni mattina un regalo straordinario, che tu dimentichi e butti via, perché sei circondato da troppe ricchezze. Questo regalo è il nuovo giorno che comincia».
Intenzione di preghiera
Preghiamo per la chiesa cattolica ferita da questo ennesimo scisma, perché trovi la forza di reagire dando il meglio di sé e non limitandosi alla pur necessaria scomunica.
Don’t Forget! Avvenne il 7 luglio…
1456 – Giovanna d’Arco viene assolta 25 anni dopo essere stata giustiziata.
1898 – Gli Stati Uniti d’America annettono le Hawaii.
1969 – La lingua francese è parificata a quella inglese in tutto il governo nazionale del Canada.
1994 – In Algeria terroristi islamici del GIA compiono la strage di Djen-Djen uccidendo nel sonno i sette marittimi italiani imbarcati sulla nave da carico Lucina.
2018 – Papa Francesco incontra a Bari i patriarchi delle Chiese cristiane orientali (cattolici, ortodossi, protestanti) nella Basilica di S. Nicola.








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