Martedì 21 luglio 2026

     

    XVI Settimana del T. Ordinario

     

    Avvenne il 21 luglio…

    356 a.C. – Efeso: il Tempio di Artemide una delle 7 meraviglie del mondo antico, è distrutto da un incendio doloso

    365 – Maremoto causato dal più forte terremoto di cui si abbia notizia nel Mediterraneo (magnitudo 8.0 della scala Richter) colpisce Creta e Alessandria d’Egitto causando circa 50.000 morti.

    1773 – Papa Clemente XIV pubblica una lettera apostolica con cui scioglie la Compagnia di Gesù

    1970 – Dopo undici anni di costruzione viene completata la diga di Assuan, in Egitto.

    2001 – G8 di Genova: l’assalto alla scuola Diaz da parte di 275 agenti di polizia, provoca 63 feriti fra le 93 persone che dormivano all’interno della scuola.

     

    Aforisma di M. Cervantes – Don Chisciotte  

    “Il miglior condimento che ci sia è la fame; e siccome questa ai poveri non manca mai, sempre mangiano di gusto.”

     

    Santo del giorno

    Giulio Cesare Russo (era il suo vero nome) nacque a Brindisi – sul luogo in cui egli stesso vorrà che sorgesse la chiesa intitolata a S. Maria degli Angeli – il 22 luglio 1559, da Guglielmo Russo ed Elisabetta Masella. Perse il padre da bambino e la madre ch’era appena adolescente. A 14 anni fu costretto a trasferirsi a Venezia da uno zio sacerdote, dove proseguì gli studi e maturò la vocazione all’Ordine dei Minori Cappuccini. Assunse il nome di Lorenzo e il 18-12-1582 divenne sacerdote.

    Nel 1602 fu eletto Vicario generale. Nel 1618, sentendosi prossimo alla fine, voleva tornare a Brindisi, ma i nobili napoletani lo convinsero a recarsi dal re di Spagna Filippo III, per esporre le malversazioni di cui erano vittime per colpa del viceré spagnolo Pietro Giron, duca di Osuna. Il 22-7-1619 padre Lorenzo morì a Lisbona, forse avvelenato. Fu beatificato nel 1783 da Pio VI; canonizzato nel 1881 da Leone XIII; proclamato dottore della Chiesa, col titolo di doctor apostolicus, nel 1959 da Giovanni XXIII. 

     

    Preghiera Colletta

    Sii propizio a noi tuoi fedeli, o Signore, e donaci in abbondanza i tesori della tua grazia, perché, ardenti di speranza, fede e carità, restiamo sempre vigilanti nel custodire i tuoi comandamenti. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

     

    Parola di Dio del giorno Matteo 12,38-42

    In quel tempo, mentre Gesù parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli. Qualcuno gli disse: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti». Ed egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre».

     

    Riflessione 

    «Se non seguissimo la spinta del vento con accelerazioni di marcia, la Provvidenza sarebbe costretta ad abbandonarci perché verremmo a capitalizzare, il che equivarrebbe a distruggere la nostra fondamentale ragione di esistere». Don Giuseppe Vavassori (bollettino 1950)

    Seguire la spinta del vento con “accelerazioni di marcia” così pensava don Bepo. Ma che fare oggi con l’intelligenza artificiale che scuote ogni ambito della società? Questa applicazione è strumento potentissimo e sta sostituendo l’uomo in molte mansioni, causando timori, licenziamenti ecc. Come incanalarla nella giusta direzione perché si accordi con la provvidenza? L’uomo è artigiano creativo, ma non sempre ciò che esce dalle sue mani è librante. L’intelligenza artificiale non è neutra: è un amplificatore delle potenzialità dell’uomo, ma anche dei suoi desideri. Se nel cuore dell’uomo alberga si alimenta la radice del dominio, l’Intelligenza Artificiale diventa arma. Se invece fa spazio allo Spirito di Dio, diventa mezzo di salvezza. Come ogni dono, può essere usato per il bene o per il male. 

    “l’I.A. è buona o cattiva?” Domanda mal posta. Quella giusta è: “Chi la governa? A chi serve?”. Molte aziende stanno usando l’intelligenza artificiale per tagliare personale. Il profitto è diventato idolo. L’uomo è sacrificabile. Ma l’IA non ha deciso nulla da sola: ha semplicemente eseguito le direttive di chi l’ha progettata per massimizzare i guadagni. Dunque il problema non è l’I.A. ma il peccato strutturale che permea l’economia moderna. L’IA non è che un riflesso dell’anima di chi la possiede. E se il cuore dell’uomo è malato, l’IA sarà un moltiplicatore di quella malattia. Eliminare l’IA? Una tentazione insidiosa. Molti propongono di “spegnere tutto”.

    Ma è una reazione impulsiva, non una vera soluzione. Perché il male non risiede nella macchina, ma nel cuore dell’uomo. Senza IA, i meccanismi di ingiustizia continuerebbero: semplicemente, con altri strumenti. La fede cristiana non fugge dalla realtà: la trasfigura. La Chiesa non ha distrutto l’Impero Romano: l’ha evangelizzato. Non ha distrutto la stampa: l’ha usata per stampare il Vangelo. Non ha distrutto Internet: ci sono milioni di pagine cristiane oggi. L’IA, ma di battezzarla con la Verità. È il tempo di santi programmatori, missionari digitali, evangelizzatori nei meandri della tecnologia. Perché l’IA, se al servizio di Dio, può diventare uno dei più grandi strumenti della Nuova Evangelizzazione. La missione dei cristiani: non fuggire, ma entrare. La missione dei cristiani non è quella di chi si rifugia nel passato, ma di chi entra nel futuro con lo sguardo al Crocifisso.

     

    Intenzione di preghiera

    Preghiamo per quanti provano noia, indifferenza e disinteresse nei confronti della fede, perché Dio tocchi le corde del loro cuore e i moti della loro intelligenza. 

     

    Don’t Forget! Parrocchie della Bergamasca

     

    LA ROTONDA di S. TOMÈ

    Considerata una delle opere più suggestive e singolari del panorama Romanico Europeo, il Tempio di S. Tomè è un autentico gioiello del patrimonio artistico, architettonico e culturale della zona di Almenno S. Bartolomeo. Sorto forse su un preesistente tempio pagano, è una delle rarissime chiese a pianta circolare le cui origini sono ancor oggi un mistero. Secondo approfonditi studi archeologici il Tempio di S. Tomè venne edificato tra il 1130 e il 1150, per volontà dei Longobardi.

    La «rotonda» è costituita da tre cilindri concentrici e sovrapposti, che vanno restringendosi dal basso verso l’alto, costruiti con pietre locali.  L’interno un tempo era interamente affrescato; oggi conserva solo tracce pittoriche come l’affresco del 1.300 dell’Annunciazione nella piccola abside del matroneo oltre a una Madonna in trono con il Bambino.  Importanti e pregevoli le sculture, soprattutto i capitelli delle colonne dell’ambulacro e del matroneo. All’esterno, splendidi bassorilievi nella lunetta della porta d’accesso e nei capitelli del portale d’entrata. Nella lunetta è scolpito un personaggio ignoto con un bastone in mano tra il nodo di Salomone e l’albero della vita, simboli che richiamano i Templari.

    L’esterno è caratterizzato da finestre di varie forme e dimensioni che permettono l’entrata della luce: i raggi solari entrando illuminano ogni ora una delle 8 colonne come se fosse un orologio naturale. Solo durante gli equinozi e i solstizi la luce solare che entra dalla finestra illumina il tabernacolo dell’altare posto nell’abside, mentre un altro raggio luminoso cade perpendicolarmente dalla lanterna posta alla sommità del tempio nel suo centro esatto del pavimento. Accanto al Tempio di S. Tomè, fu costruito un monastero femminile detto “Degli Agri” o “Dei Campi” che oggi è la sede dell’Antenna Europea del Romanico. Nelle vicinanze della chiesa sono state rinvenute tombe romane a inumazione che fanno pensare a un antichissimo luogo di culto. 

     

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