XVI Settimana del T. Ordinario
Avvenne il 22 luglio…
776 a.C. – Alcuni ritengono che a Olimpia, siano iniziati come oggi i primi giochi olimpici antichi.
1209 – Crociata albigese: conquistata la città di Béziers, vengono massacrate ventimila persone compresi i cattolici che si erano rifiutati di consegnarli.
1342 – Un’ampia area che va dal nord Italia alla Carinzia è colpita dalla Magdalenenhochwasser (verificatasi prima, durante e dopo la festa di S. Maria Maddalena), la più grande inondazione mai registrata in Europa: dopo un lungo periodo di forte siccità, piogge improvvise e insistenti riempirono i fiumi Eider, Elba, Danubio, Meno, Moldava, Mosella, Reno, Unstrut, Werra, Weser e loro tributari, inondando il centro Europa, incluse Amburgo, Colonia, Francoforte sul Meno, Magonza, Passavia, Ratisbona, Vienna, Würzburg. Morirono decine di migliaia di persone e furono erose e smosse 13 miliardi di tonnellate di terra (quanto accade in circa 2000 anni) e causò negli anni seguenti carestie e peggioramento delle condizioni di vita che causarono la grande peste nera del 1348.
1942 – Inizia la deportazione sistematica degli ebrei dal ghetto di Varsavia.
1992 – Medellín, Pablo Escobar, “re della droga”, fugge di prigione temendo l’estradizione in USA
2011 –Oslo: autobomba esplode in città provocando otto morti e due ore dopo a Utøya, piccola isola a 30 chilometri dalla capitale, una sparatoria da parte di Anders Breivik provoca 69 vittime.
Aforisma di M. Cervantes – Don Chisciotte
“Il sangue si eredita, ma la virtù si acquista, e la virtù vale di per sé quel che il sangue non vale.”
Santo del giorno

La Chiesa latina accomunava nella liturgia le 3 distinte donne di cui parla il Vangelo e che la liturgia greca commemora separatamente: Maria di Betania, sorella di Lazzaro e Marta, la peccatrice «cui molto è stato perdonato perché molto ha amato», e Maria Maddalena, l’ossessa miracolata da Gesù, che ella seguì fino alla crocifissione e vide risorto.
La loro identificazione è stata facilitata dal nome Maria comune alle 3e dalla sentenza di S. Gregorio Magno che indicò una sola e donna. I redattori del nuovo calendario, riconfermando la memoria di una sola Maria Maddalena come “penitente”, hanno inteso celebrare la donna cui Gesù apparve da Risorto.
È questa la Maddalena che la Chiesa oggi commemora e che, secondo un’antica tradizione, sarebbe andata a vivere a Efeso, dove sarebbe morta. In questa città avevano preso dimora anche Giovanni, l’apostolo prediletto, e Maria, Madre di Gesù. Papa Francesco ha elevato al grado di Festa la sua memoria.
Preghiera Colletta
O Dio, il tuo Figlio ha voluto affidare a Maria Maddalena il primo annuncio della gioia pasquale; fa’ che, per il suo esempio e la sua intercessione, proclamiamo al mondo il Signore risorto, per contemplarlo accanto a te nella gloria. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
Parola di Dio del giorno Giovanni 20,1-2.11-18
Il primo giorno della settimana, Maria di Magdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù.
Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo».
Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Magdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.
Riflessione
«Per rendere omaggio alla verità è doveroso ricordare che, pur riconoscendo il merito di quanti hanno collaborato per il corso di ogni anno alla realizzazione dell’Opera, si deve soprattutto essere riconoscenti alla Provvidenza Divina, che ci ha accompagnato e sostenuto in modo tangibile. Noi non siamo che la tavolozza, siamo solo i pennelli dei quali il Grande Artista, Dio si è servito per compiere il quadro». Don Giuseppe Vavassori (Bollettino 1950)
Pensiero bellissimo e profondo questo di don Bepo. Esprime una grande umiltà e ci ricorda che i risultati e le cose belle che realizziamo non sono solo farina del nostro sacco, ma il risultato di qualcosa di più grande che ci guida. Pensare a noi stessi come a semplici “pennelli” o a una “tavolozza” in mano a un “Grande Artista” rende bene l’idea di come ognuno di noi, con il proprio contributo, aiuta a creare un’opera d’arte meravigliosa che è la vita stessa. Immaginare Dio come un grande artista e noi come i pennelli nelle sue mani ci ricorda che ognuno di noi ha uno scopo speciale e unico. Quando l’artista dipinge, usa il pennello che serve in quel preciso momento per creare la sua opera d’arte.
Questa immagine ci insegna che non siamo mai soli. L’artista guida il pennello. Anche nei momenti più difficili, c’è una mano esperta che ci sta guidando verso un disegno più grande; e poi che siamo tutti importanti. Nessun pennello è inutile. Che tu stia facendo un lavoro grande o piccolo, contribuisci a rendere il mondo un posto più bello. Bruno Ferrero ha raccontato una bella storia. «Uno scultore stava lavorando alacremente col suo martello e il suo scalpello su un grande blocco di marmo. Un ragazzo si fermò davanti alla porta spalancata del laboratorio e fissò affascinato la pioggia di polvere bianca, di schegge di pietra piccole e grandi che ricadevano a destra e a sinistra.
Non aveva idea di ciò che stava accadendo; quell’uomo che picchiava come un forsennato la grande pietra gli sembrava un po’ strano. Qualche settimana dopo, il ragazzino ripassò davanti allo studio e con sua grande sorpresa vide un grande e possente leone nel posto dove prima c’era il blocco di marmo. Tutto eccitato, il bambino corse dallo scultore e gli disse: «Signore, dimmi, come hai fatto a sapere che c’era un leone nella pietra?».
Intenzione di preghiera
Preghiamo per quanti provano noia, indifferenza e disinteresse nei confronti della fede, perché Dio tocchi le corde del loro cuore e i moti della loro intelligenza.
Don’t Forget! Storia dei martiri cristiani
Storia dell’Honduras 3.a parte

Dopo la 1.a guerra mondiale, in cui l’Honduras entrò nel 1917 dichiarando guerra alla Germania, si ripeté un tentativo di federazione con la costituzione, tra Honduras, Salvador e Guatemala, dell’Unione Centroamericana, che fallì nel 1921. Dopo un periodo di guerra civile e vari governi rivoluzionari, nel 1932 fu eletto presidente Tiburcio Carías Andino, che governò 17 anni. La crisi economica, provocò nel 1937 una rivolta sedata dall’esercito. Nel ‘37 si acuì la controversia con il Nicaragua per i confini, iniziata nel 1935 e in parte risolta per l’intervento di organismi panamericani. Dopo aver partecipato alla 2.a guerra mondiale a fianco degli Stati Uniti, nel 1945 l’Honduras entrò nell’ONU e nel 1951 nella Organizzazione Stati America Centrale. Ma il quadro politico rimase caratterizzato da grande instabilità politica, con alternanza di presidenti eletti e poi deposti da giunte militari e colpi di Stato. La situazione di precarietà istituzionale preoccupava gli USA, che voleva fare dell’Honduras un elemento stabilizzatore della situazione politica nell’America Centrale sul finire degli anni ‘70 con la rivoluzione in Nicaragua e la grave crisi interna nel Salvador. Le pressioni di Washington avviarono un parziale processo di democratizzazione, che portò alle elezioni del 1980 per la scelta di un’Assemblea costituente. Nel 1982 il liberale Roberto Suazo Córdova fu eletto presidente, in coincidenza con l’entrata in vigore della nuova Costituzione. In politica estera, il governo fu vicino agli USA e ne sostenne l’appoggio alla guerriglia anti-sandinista, generando gravi tensioni con Managua, mentre restava aperta la disputa con Salvador per il possesso dell’Isola Meanguera. Nel 1990 con l’elezione del nazionalista Rafael L. Callejas Romero, si inasprirono le misure di austerità nel tentativo di far fronte al debito estero; i crediti internazionali ripresero, ma anche la protesta sociale, la repressione dell’esercito e le agitazioni contadine legate all’irrisolto problema della riforma agraria. Le elezioni del 1993 riportarono al potere i liberali e come presidente fu eletto Carlos Roberto Reina.

La nuova amministrazione prese iniziative volte a combattere la corruzione e la criminalità legata al narcotraffico e a limitare il potere delle forze armate. Dopo un tentativo di golpe, nel 2001 nuove elezioni portarono al potere il nazionalista Ricardo Maduro, sotto il quale fu risolta la storica disputa politico-territoriale col Salvador; i due Paesi, con Guatemala e Nicaragua, firmarono un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti. La situazione attuale del paese è molto critica: la criminalità organizzata (las Maras) è responsabile della violenza generalizzata in questo paese del centroamerica, che nel 2022 ha fatto registrare 40 omicidi ogni 100.000 abitanti (con punte del 160 per 100.000). “Vivere in Honduras oggi è come essere condannati alla pena di morte” dice una giornalista esperta in diritti umani “significa vivere nel costante timore di non sapere cosa ti può accadere il giorno dopo”. Potente riassunto di 50 anni di storia di un paese dove le persone devono combattere ogni giorno tra violenza e povertà.

Quello dell’Honduras è il maggiore tasso di criminalità del mondo intero. Se l’Italia avesse lo stesso tasso di omicidi ogni anno nel nostro paese ci sarebbero 24.000 morti ammazzati invece dei 250 che ci sono di media








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