martedì 11 agosto 2026

    Avvenne l’11 agosto…

    3114 a.C. – Inizio dell’era attuale secondo il Calendario lungo dei Maya
    106 – Il territorio sud-ovest della Dacia (l’attuale Romania) diventa provincia romana.
    1919 – Viene adottata la Costituzione della Repubblica di Weimar
    1952 – Hussein viene proclamato re di Giordania
    2003 – La NATO prende il comando della forza di peacekeeping in Afghanistan: è la prima grande operazione al di fuori dell’Europa nei suoi 54 anni di storia

    Aforisma di S. Chiara di Assisi

    “Tieni sempre davanti agli occhi il punto di partenza. I risultati raggiunti, conservali; ciò che fai, fallo bene”.

    Santo del giorno

    Aveva 12 anni Chiara, nata nel 1194 dalla nobile famiglia Offreducci, quando Francesco compì il gesto di spogliarsi dei vestiti per restituirli al padre Bernardone. Conquistata dal suo esempio, Chiara sette anni dopo fuggì da casa per raggiungerlo alla Porziuncola. Il santo le tagliò i capelli e le fece indossare il saio francescano, per poi condurla al monastero benedettino di S. Paolo, a Bastia Umbra, dove il padre tentò invano di persuaderla a ritornare a casa. Si rifugiò allora nella Chiesa di S. Damiano e fondò l’Ordine delle «povere recluse» (dette poi Clarisse) di cui fu nominata badessa e dove Francesco scrisse una prima Regola. Chiara scrisse la Regola definitiva ottenendo da Papa Gregorio IX il «privilegio della povertà». Per aver contemplato nella Notte di Natale, sulle pareti della sua cella il presepe le funzioni solenni che si svolgevano a S. Maria degli Angeli, fu scelta da Pio XII protettrice della televisione. Erede dello spirito francescano, lo diffuse e il suo culto verso il SS. Sacramento salvò il convento dai Saraceni nel 1243.

    Preghiera Colletta

    O Dio, che nella tua misericordia hai ispirato a santa Chiara l’amore per la povertà evangelica, per sua intercessione concedi a noi di seguire Cristo in povertà di spirito, per contemplarti un giorno nel regno dei cieli. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

    Parola di dio Matteo 18,1-5.10.12-14

    In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?». Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me. Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli. Che cosa vi pare? Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti e andrà a cercare quella che si è smarrita? In verità io vi dico: se riesce a trovarla, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite. Così è volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno di questi piccoli si perda».

    Riflessione frammenti di vita

    Quasi il 60 % dei miei 53 anni da prete li ho passati tra i poveri in Bolivia prima e al Patronato poi, il che mi ha insegnato ad esempio a capire se ciò che uno dice è vero o falso. Alla mia età non mi arrabbio più di tanto con dei poveri cristi che non ne raccontano una giusta, anche perché la loro faccia finisce per rivelare ciò che le loro parole cercano di nascondere. Invecchiando cioè la tolleranza è aumentata, ma non con le persone nelle quali la menzogna è particolarmente odiosa perché è condita da calunnia (“calunniate, calunniate – diceva un filosofo- qualcosa resterà”), si nutre di cinismo, usa il sarcasmo (che significa lacerare la carne…ma quella degli altri!) provocando sofferenza in chi spesso non ha né pena né colpa. Mesi fa sono andato da un prete anziano che vive in una parrocchietta e notando che non aveva la tv e usava solo il telefono fisso, gli ho chiesto se non si sentisse tagliato fuori dal mondo. Ha risposto: “Vedendo come certi personaggi della politica, della giustizia, opinionisti, intellettuali eccetera si trattano fra loro, insultandosi, mentendo ai cittadini e storpiando i fatti non ne potevo più: la menzogna a certi livelli è troppo dura da sopportare”. Le sue parole mi hanno fatto venire in mente Isaia 33,15: “Il giusto è colui che si tura gli orecchi per non udire fatti di sangue e chiude gli occhi per non vedere il male“.

    Intenzione di preghiera

    Perché i cristiani sappiano vegliare e tenere accesa la speranza in un mondo che ha smesso di attendere e vegliare.

     

    Don’t Forget!

    1000 quadri più belli del mondo

    PABLO PICASSO:

    LES DEMOISELLES D’AVIGNON

    1907 Olio su tela 244 x 234 cm

    Museum of Modern Art (MOMA)

    New York USA

    A 25 anni, quando le sue doti artistiche erano ormai riconosciute, Pablo Picasso (1881-1973) iniziò a lavorare a un dipinto che egli soleva definire “il mio bordello”. L’ispirazione che sta alla base di quella che sarebbe diventata una delle sue opere più famose e celebrate del XX secolo fu il ricordo di una “casa chiusa” situata in Calle Avignon a Barcellona. Questo soggetto anticonvenzionale spinse l’artista a un cambiamento radicale. Il dipinto fu mostrato nel luglio 1907 in anteprima a un gruppo di amici che comprendeva artisti del calibro di Matisse e Derain, ma la loro reazione fu così negativa, che Picasso non espose il quadro al pubblico per quasi un decennio. Non sorprende che l’opera risultasse “sgradevole”: cinque donne nude guardano provocatoriamente l’osservatore. Pablo Picasso lancia così al pubblico una sfida visiva: la molteplicità dei punti di vista; le pose provocanti delle donne e le maschere (africane) che sfigurano il volto di due di loro, contribuiscono a creare una sensazione di disagio anche in chi non conosce il soggetto esatto del dipinto. Il ricordo della casa di tolleranza è diventata un’immagine provocatoria del potere sessuale, mentre lo stile geometrico radicale anticipa il cubismo di cui Picasso con Braque fu un anticipatore. Les demoiselles d’Avignon è considerato un punto di riferimento fondamentale per l’arte di tutto il ‘900 e presenta elementi che in seguiti saranno ripresi da tutto il movimento modernista e si ispira a idee che misero ripetutamente alla prova il mondo dell’arte e del pubblico.   

     

     

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