26.a settimana t. ordinario
Aforisma dalla Lettera di S. Paolo ai Filippesi cap. 2
“Fratelli, se c’è qualche consolazione in Cristo, se c’è qualche conforto, frutto della carità, se c’è qualche comunione di spirito, se ci sono sentimenti di amore e di compassione, rendete piena la mia gioia con un medesimo sentire e con la stessa carità, rimanendo unanimi e concordi.”
Preghiera Colletta
O Padre, sempre pronto ad accogliere pubblicani e peccatori appena si dispongono a pentirsi di cuore, tu prometti vita e salvezza a ogni uomo che desiste dall’ingiustizia: il tuo Spirito ci renda docili alla tua parola e ci doni gli stessi sentimenti che sono in Cristo Gesù. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
Parola di dio della XXVI domenica del tempo ordinario anno “a”
Ezechiele18,25-28; Salmo 24; Filippesi 2,1-11; Matteo 21,28-32

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna. Ed egli rispose: Non ne ho voglia. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: Sì, signore. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».
Riflessione commento al Vangelo
C’è una frase conclusiva, comune alle due parabole della XXVI e XXVII domenica, che svela il segreto intendimento del discorso complessivo di Gesù: “Perciò vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare” (Mt 21,41). La domanda posta da Gesù è la seguente: “Chi è allora il vero destinatario della promessa, il vero credente?”.
Anche la parabola dei due figli deve essere letta in questa prospettiva. Molte volte, infatti, può verificarsi una forma di sintonia solo apparente, perché ultimamente interessata, tra la nostra volontà e quella del Padre. Siamo capaci di dirgli dei “sì” speciosi e superficiali, non maturati al sole di quella vera obbedienza interiore, che può solamente essere il frutto di una profonda conversione a Dio. Una forma di obbedienza disobbediente perché non tocca le radici del nostro cuore e non cambia la nostra esistenza.
In questa ipotesi è vero che, pur immersi in una vita ancora disordinata, coloro che hanno deciso di seguire Cristo, senza reticenze e senza cercare in ultima analisi il loro interesse, si riscatteranno e avranno la precedenza nel regno dei cieli. La parabola ci fa capire quanto sia anche per noi reale il pericolo di partecipare, con apparente docilità, durante tutta la nostra vita, alle celebrazioni liturgiche e alle attività della Chiesa, senza mai diventare veri cristiani.
Intenzione di preghiera
Oggi si celebra la 112.a giornata del migrante e del rifugiato (nel mondo si stima vi siano circa 281 milioni di migranti internazionali e circa 117-118 milioni di persone in fuga o sfollate a causa di conflitti, violenze e persecuzioni. Oggi siamo invitati a pregare per loro e ad alimentare la solidarietà e l’attenzione della pubblica opinione nei loro confronti.
Don’t Forget! Santo del giorno

S. Vincenzo de Paoli
Oggi il Patronato S. Vincenzo celebra il suo Santo Patrono da cui ha ricevuto anche il nome: Patronato S. Vincenzo (de Paoli) e si ispira a lui per mantenere e approfondire il carisma di carità e santità che don Bepo, il fondatore ha voluto trasmettere alla sua istituzione attraverso questo grande santo francese.
Nato a Pouy in Guascogna il 24-4-1581, fu ordinato sacerdote a 19 anni. Nel 1605 mentre viaggiava da Marsiglia a Narbona fu fatto prigioniero dai pirati turchi e venduto come schiavo a Tunisi. Venne liberato dal suo stesso «padrone», che convertì. Da questa esperienza nacque in lui il desiderio di recare sollievo materiale e spirituale ai galeotti. Nel 1612 diventò parroco nei pressi di Parigi. Alla sua scuola si formarono preti, religiosi e laici che furono gli animatori della Chiesa di Francia, e la sua voce si rese interprete dei diritti degli umili presso i potenti. Promosse una forma semplice e popolare di evangelizzazione. Fondò i Preti della Missione (Lazzaristi) e con S. Luisa de Marillac, le Figlie della Carità (1633). Diceva ai preti di S. Lazzaro: «Amiamo Dio, fratelli, ma amiamolo a nostre spese, con la fatica delle braccia, col sudore del nostro volto». Per lui la regina di Francia inventò il Ministero della Carità e lui organizzò gli aiuti ai poveri su scala nazionale. Morì a Parigi il 27-9-1660 e fu canonizzato nel 1737.
Avvenne il 27 settembre…
1540 – L’Ordine dei Gesuiti riceve il proprio statuto da Papa Paolo III.
1821 – Il Messico ottiene l’indipendenza dalla Spagna.
1940 – Il Patto tripartito viene firmato a Berlino da Germania, Giappone e Italia.
1996 – In Afghanistan, i Talebani catturano la capitale Kabul e conquistano il potere.
1997 – La Mars Pathfinder termina il suo compito su Marte. È stato il primo rover sul pianeta
2002 – Timor Est entra nelle Nazioni Unite.








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