Venerdì 9 ottobre 2026

     

    27.a settimana t. ordinario

     

    Avvenne il 9 ottobre…

    768 – Carlomanno I e Carlo Magno vengono proclamati re dei Franchi.

    1000 – Leif Ericson scopre Vinland (oggi Terranova in Canada) primo europeo conosciuto a mettere piede in quella che sarà chiamata Nord America.

    1740 – Coloni olandesi e nativi giavanesi massacrano dei cinesi a Batavia: 10.000 morti uccisi

    1963 – Disastro del Vajont: una frana caduta nel bacino del Vajont produce una gigantesca onda che supera la diga e si riversa a valle: 1917 i morti

    1967 – Che Guevara, catturato il giorno prima, viene giustiziato in Bolivia

    1980 – Papa Giovanni Paolo II riceve in visita privata il Dalai Lama Tenzin Gyatso

     

    Aforisma del Card. John Henry Newman

    “Il tempo non è nulla, se non è il seme dell’eternità.”

     

    Santo del giorno

    John Henry Newman nato da famiglia anglicana, divenne sacerdote della Chiesa d’Inghilterra. Un lungo percorso di studio storico e teologico lo condusse alla conversione al cattolicesimo, nella quale fu ricevuto il 9-10-1845 da padre Domenico Barberi a Littlemore. Ordinato sacerdote cattolico a Roma nel 1847, fondò l’Oratorio di S. Filippo Neri in Inghilterra e svolse a Birmingham un’intensa attività pastorale, educativa e intellettuale.

    Fu inoltre primo rettore della Catholic University of Ireland a Dublino e autore di opere fondamentali sulla fede, la coscienza, lo sviluppo della dottrina cristiana, l’educazione e il rapporto fra fede e ragione. Leone XIII lo creò cardinale nel 1879. Beatificato da Benedetto XVI nel 2010 e canonizzato da Francesco nel 2019, Newman è stato proclamato Dottore della Chiesa da Leone XIV il 1°-11-2025. 

     

    Preghiera Colletta

    Dio onnipotente ed eterno, che esaudisci le preghiere del tuo popolo oltre ogni desiderio e ogni merito, effondi su di noi la tua misericordia: perdona ciò che la coscienza teme e aggiungi ciò che la preghiera non osa sperare. Per il nostro Signore Gesù Cristo che è Dio, e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo per i secoli dei secoli. Amen

     

    Parola di dio Luca 11,5-13

    In quel tempo, [dopo che Gesù ebbe scacciato un demonio,] alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demoni, che egli scaccia i demoni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo. Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in sé stesso va in rovina e una casa cade sull’altra.

    Ora, se anche Satana è diviso in sé stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demoni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demoni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demoni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.

    Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino. Chi non è con me, è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde. Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo e, non trovandone, dice: “Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito”. Venuto, la trova spazzata e adorna. Allora va, prende altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora. E l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima». 

     

    Riflessione di “S. Teresa d’Avila” (1515-1582)

    Si legga con attenzione questo testo della mistica spagnola che dimostra la sua straordinaria capacità di discernimento nel riconoscere le tentazioni e di conseguenza nel resistere alle stesse.  

    Ho capito che il Signore vuole e permette e dà licenza al demonio di tentarci, come gliela diede di tentare Giobbe…Il demonio in quei casi mi accalappia improvvisamente l’intelletto in un nodo di pensieri così sciocchi, che in altri tempi ci riderei sopra, e me lo tiene impigliato in tutto ciò che vuole lui.  L’anima, incatenata lì senza essere più padrona di sé stessa, non riesce più a pensare ad altro che alle scempiaggini che il demonio le suggerisce, scempiaggini vane e maiuscole, che non servono altro che a opprimerla e a farla uscire di sé. Mi è parso talvolta che i demoni giocassero come a palla con l’anima mia, ch’era incapace di liberarsene.

    Non si può descrivere ciò che si soffre in questi casi: l’anima va in cerca di aiuto e Dio permette che non ne trovi. Non resta che il lume del libero arbitrio, ma anch’esso è tutt’altro che chiaro. Si procede, a mio giudizio, come con gli occhi bendati, o come una persona che ha percorso più volte una certa strada, per cui, anche se è notte oscura, il ricordo dell’esperienza passata gli dice dove potrebbe inciampare, perché ha visto quello stesso punto di giorno e così può scansare quel pericolo. Così in questo caso, per quel concerne il non offendere Dio lo si evita quasi per forza di abitudine, prescindendo beninteso dal fatto che Dio ci sostiene sempre, il che è la cosa essenziale.

    La fede, allora è intorpidita e addormentata come tutte le altre virtù, anche se non perduta: l’anima, infatti, crede senz’altro a ciò che le insegna la Chiesa, ma quasi fosse un mero suono di parole. Le sembra che qualcuno la snervi e la opprima, in modo tale che le sembra di conoscere Dio solo come una cosa udita da lontano. Il suo amore si è intiepidito a tal punto, che, se sente parlar di Dio, sta a sentire e ci crede perché così insegna la Chiesa, ma senza più alcuna memoria di ciò che ha sperimentato lei stessa. Se va a pregare o se sta in solitudine non fa che accrescere la propria angoscia e insomma il tormento che essa patisce senza conoscerne la causa è addirittura insopportabile…Se vuole distrarsi leggendo è come se non sapesse leggere…

    Peggio ancora, poi, è far conversazione con qualcuno: il demonio, infatti, ci mette nell’animo un’ira così bisbetica, che si avrebbe voglia di sbranare tutti quanti.  In quei casi non so fare altro, e tutto quel che riesco a fare è di trattenermi: ma in realtà è il Signore che ci trattiene con le sue sante mani, quando ci troviamo in quello stato, affinché non si dica o si faccia contro il prossimo qualcosa che lo danneggi e in cui si offenda Dio.  

     

    Intenzione di preghiera

    Perché nell’imitazione dei santi impariamo riconoscere e respingere la tentazione, a vivere la fede, a combattere il peccato, ad alimentare la speranza, a praticare la carità come ha fatto Gesù. Preghiamo  

     

    Don’t Forget! L’angolo della memoria

    DON PIETRO MACONI È TORNATO AL PADRE

    Nato il 21-4-1928 a Costa Imagna, è stato ordinato il 7-6-1952. Della Comunità Missionaria Paradiso, è stato curato ad Antrodoco (RI) dal 1953 al 1960, a Scansano (GR) dal 1960 al 1964; Parroco a Porto Garibaldi (FE) dal 1964 al 1968. È stato poi residente a S. Giustino (Roma) dal 1968 al 1970, collaboratore parrocchie a Rozzano Nuova (MI) dal 1970 al 1981, parroco a Valsecca dal 1981 al 1991, vicario parrocchiale a Rozzano Nuova dal 1991 al 1992, parroco di Valsecca dal 1992 al 2011 e residente nella Parrocchia di S. Lucia in città (2011-2023). Negli ultimi tempi risiedeva a Scanzo. È morto il 14-9-2026

    Padre SISTO CACCIA MISSIONARIO SCALABRINIANO

    Nato a Lallio (BG) il 16-5-1931 e ordinato sacerdote il 23-5-1959. Dal 1960 al 1975 fu incaricato dell’animazione giovanile e della promozione vocazionale. In seguito ha guidato come superiore i Missionari di S. Carlo (Scalabriniani) per due mandati dal 1980 al 1992 ed è stato postulatore per la causa di canonizzazione di Mons. Giovanni Battista Scalabrini a partire dal 1993. Ha sempre mantenuto però un forte legame con Lallio e con la Bergamaca dove era noto, amato e stimato. Dopo il pensionamento è stato ospitato per qualche anno in un appartamento messo a disposizione dal PSV di Sorisole. P. Sisto è morto il 28-9-2026 e i funerali sono stati celebrati nella parrocchiale di Lallio con grande partecipazione popolare

     

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