27.a settimana t. ordinario
Avvenne il 10 ottobre…
732 – Battaglia di Poitiers: il re dei Franchi, Carlo Martello e i suoi uomini, sconfiggono un’armata di Mori e il governatore di Cordova rimane ucciso in battaglia.
1911 – Cina: con la rivolta di Wuchang, nell’Impero cinese, inizia la fine alla dinastia Qing.
1913 – Il presidente Usa Woodrow Wilson pone fine alla costruzione del Canale di Panama.
1938 – Accordo di Monaco: la Cecoslovacchia cede il territorio dei Sudeti alla Germania nazista
1963 – Stipulato a Mosca il trattato sulla messa al bando parziale degli esperimenti nucleari
2015 – Ankara due terroristi dell’Isis, si fanno esplodere presso la stazione ferroviaria provocando 103 morti e 245 feriti fra i partecipanti a un corteo in favore della pace con i curdi
Aforisma del Card. John Henry Newman
“È una buona definizione di gentiluomo dire che è colui che non provoca mai sofferenza alcuna.”
Santo del giorno

Nacque a Limone sul Garda nel 1831 e fu una delle figure più significative del cattolicesimo missionario dell’800. Sacerdote dal 1854, partecipò nel 1857 alla spedizione missionaria dell’Istituto fondato da Nicola Mazza verso l’Africa Centrale. Dopo il ritorno in Europa per motivi di salute, elaborò un progetto di evangelizzazione fondato sulla formazione di africani destinati a diventare protagonisti della vita cristiana del continente, secondo il principio della ‘rigenerazione dell’Africa mediante l’Africa stessa’.
Fondò a Verona un istituto missionario maschile nel 1867 e uno femminile nel 1872; nello stesso anno fu nominato provicario apostolico dell’Africa Centrale. Nel 1877 divenne vicario apostolico e vescovo titolare di Claudiopoli. Operò nel territorio del Sudan e dell’Africa Centrale in condizioni estremamente difficili, dedicandosi anche alla denuncia della tratta degli schiavi. Morì a Khartoum il 10-10-1881. La causa di beatificazione, iniziata nel 1928, si concluse con la beatificazione nel 1996 e la canonizzazione nel 2003.
Preghiera Colletta
Dio onnipotente ed eterno, che esaudisci le preghiere del tuo popolo oltre ogni desiderio e ogni merito, effondi su di noi la tua misericordia: perdona ciò che la coscienza teme e aggiungi ciò che la preghiera non osa sperare. Per il nostro Signore Gesù Cristo che è Dio, e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo per i secoli dei secoli. Amen
Parola di dio Luca 11,27-28
In quel tempo, mentre Gesù parlava, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!». Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».
Riflessione di Monsignor Luciano Ravasi “Mattutino”
E non cessiamo di interrogarci / ancora e ancora, / finché una manciata di terra / ci chiude la bocca” / Ma questa è una risposta?”. Terribili questi versi del Lazzaro di Heinrich Heine (1797-1856), famoso poeta e scrittore tedesco. Nonostante la superficialità che la sommerge nella civiltà contemporanea, l’anima custodisce i fremiti di alcune domande fondamentali: che senso ha la vita? Perché il dolore? E il male? Quale meta ha la nostra storia e questo mondo? Esiste un Dio che ti ascolta? E cosa c’è oltre la morte? Interrogativi che si affollano alla mente e che talora esplodono drammaticamente nei momenti più ardui della vita.
Anche per la cultura, la scienza, la società la chiave di volta è il punto di domanda; le scoperte hanno alla radice il «come?» o il «perché?». Spesso, dunque, troviamo risposte, ma altre volte ci sembra che il nostro interrogarci salga verso l’alto e si spenga, soprattutto quando siamo nel giorno della disperazione. È ciò che afferma Heine, ma anche molti altri nostri compagni di viaggio nel mondo. La manciata di terra gettata sul nostro viso nella sepoltura sembra spegnere per sempre le nostre domande. Ma è proprio così? Già durante la nostra vita, aveva forse ragione lo scrittore inglese Clive Staples Lewis, quando affermava: «Spesso diciamo che Dio non risponde alle nostre domande; in realtà siamo noi che non ascoltiamo le sue risposte».
Inoltre, anche in quell’estremo istante, c’è un orizzonte che si apre oltre la pala del becchino e che è destinato a rivelarci una risposta decisiva. Là, infatti, come diceva il poeta Rainer Maria Rilke, c’è l’altra faccia della vita rispetto a quella rivolta verso di noi ora. Là potremo, allora, avere le parole definitive di Dio in modo diretto, perché lo vedremo faccia a faccia, noi parleremo con lui e lui con noi ed egli ci dirà: «Interrogami pure e io risponderò, oppure domanderò io e tu ribatterai» (Giobbe 13,22).
Intenzione di preghiera
Perché nell’imitazione dei santi impariamo riconoscere e respingere la tentazione, a vivere la fede, a combattere il peccato, ad alimentare la speranza, a praticare la carità come ha fatto Gesù. Preghiamo
Don’t Forget! Foto della settimana
VENERDÌ 9 OTTOBRE PARIGI, FRANCIA

Una bandiera francese sventola a una nuova grande protesta in piazza della Bastiglia
AP PHOTO / AURELIEN MORISSARD







Nessun commento
È possibile postare il commento di prima risposta.