26.a settimana t. ordinario
Avvenne il 1° ottobre…
331 a.C. – Alessandro Magno sconfigge Dario III di Persia nella battaglia di Arbela.
1818 – Comincia il Congresso di Aquisgrana.
1928 – L’Unione Sovietica introduce il Piano quinquennale.
1946 – I principali esponenti del Nazismo vengono condannati al Processo di Norimberga.
1949 – Mao Zedong dichiara la Costituzione della Repubblica Popolare Cinese.
2013 – Al largo di Lampedusa un barcone con più di 400 migranti prende fuoco. Numerosi i morti.
Aforisma di S. Teresa di Lisieux
“Il vero umile non è mai sicuro delle sue virtù: in via ordinaria quelle che scopre negli altri gli paiono più solide e più profonde delle sue.”
Santo del giorno

Teresa nacque nel 1873 in una famiglia molto credente (nel 2015 anche i genitori sono stati dichiarati santi) e ricevette, una educazione profondamente religiosa che presto la indusse a entrare nel Carmelo di Lisieux dove si affidò del tutto a Dio. Su suggerimento della superiora tenne un diario sul quale annota le tappe del suo cammino interiore.
All’amore di Dio Teresa vuol rispondere con tutte le forze e il suo entusiasmo giovanile, ma non sa che l’amore la condurrà attraverso la via della privazione e della tenebra. L’anno successivo, il 1896, si manifestano i primi segni della tubercolosi che la porterà alla morte. Nel dolore essa apprende che a lei, piccola, è affidata la conoscenza della piccola via, la via dell’abbandono alla volontà di Dio. Muore il 30-9-1897 a soli 24 anni. Papa Pio XI la beatificò il 29-4-1923 e la canonizzò il 17-5-1925. San Giovanni Paolo II in data 19 ottobre 1997 l’ha dichiarata Dottore della Chiesa.
Preghiera Colletta
O Dio, che apri le porte del tuo regno agli umili e ai piccoli, fa’ che seguiamo con fiducia la via tracciata da santa Teresa di Gesù Bambino, perché, per sua intercessione, ci sia rivelata la tua gloria eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo che è Dio, e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo per i secoli dei secoli. Amen
Parola di dio Luca 10,1-12
In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sodoma sarà trattata meno duramente di quella città».
Riflessione del giorno
«Riprendendo il nostro cammino. Come le vacanze rendono difficile la ripresa. Come si riesce a riprendere. È difficile. Ma occorre – è necessario vincere le difficoltà. = È necessario fissare i momenti del nostro impegno. Lavoro: vita e studio Formazione = Levarsi dal letto». Don Giuseppe Vavassori (10/1/965)
Da quindici giorni è ripresa la scuola. Il passaggio dalle vacanze ai doveri quotidiani è una sfida che richiede determinazione, oggi più di ieri. Don Bepo era solito invitare i ragazzi, nella scia di don Bosco, a tenere d’occhio le quattro foglioline del quadrifoglio
- lavoro e studio: Svolgi il tuo dovere con precisione. Vivi con allegria e ottimismo.
- vita quotidiana: Offri la fatica come una preghiera. Custodisci la salute del corpo. Cura le relazioni in famiglia e comunità.
- formazione: Alimenta la mente con buone letture. Impara ogni giorno qualcosa di nuovo.
- vita spirituale è il motore di tutto: fissa un momento per la preghiera. Frequenta i Sacramenti: Confessione e Comunione. Cammina coi piedi per terra e col cuore abita in cielo.”
Don Bepo suggeriva anche di recuperare e di intensificare la fermezza d’animo. Guai stare nell’aspettativa che arrivi la “voglia” di fare. Occorre invece sollecitare la “voglia di OSARE”: e cioè “Osservare, Stupirsi, Ascoltare, Ricevere, Esperimentare”. Acronimo facile da ricordare. Osare vuol dire sintonizzarsi con la realtà, smettendo di pensare che il mondo coincida con il proprio io, o che gli altri siano lo specchio e strumento di noi stessi. C’è vero apprendimento quando si impara da tutti e da tutto, anche dagli sbagli. Errori e insuccessi non vanno messi nel cestino dei rifiuti, ma utilizzati per imparare a vivere. Ogni ripresa è un’opportunità che Dio ci dà per crescere e camminare verso la nostra meta.
Intenzione di preghiera
Per tutti gli alunni e gli studenti che in questi giorni hanno iniziato il nuovo anno scolastico 2026-’27 affinché lo Spirito Santo doni loro sapienza, intelligenza e scienza e Gesù li arricchisca delle sue virtù.
Don’t Forget! 1000 quadri più belli del mondo

GINO SEVERINI: LA DANZA DEL PAN PAN AL MONICO
1911 – olio su tela – 280 x 400 cm – Parigi, Centre Pompidou
Questo quadro di Gino Severini è un’opera coloratissima e di grandi dimensioni: larga 4 metri e alta quasi 3, occupa un’intera parete. Il dipinto è considerato una delle opere più importanti del Futurismo. Rappresenta la sala da ballo affollatissima del Monico, celebre café chantant di Parigi dove si beveva, si mangiava e si assisteva a spettacoli di cabaret e danza, molto alla moda nella Belle Époque. Qui si balla il Pan Pan, danza vivace e frenetica allora molto popolare.
Il quadro non è una rappresentazione realistica del locale e delle persone presenti: i ballerini, i clienti e gli oggetti sui tavoli — bicchieri, piatti e bottiglie — sono raffigurati come un insieme di frammenti dalle forme geometriche diverse. Figure e oggetti sono scomposti e distribuiti sulla superficie del dipinto: braccia, gambe, gonne, visi, scarpe e mezzi busti appartenenti a persone diverse si accostano e si sovrappongono. La tavolozza è dominata da accordi di verde, arancione, rosa e bianco, con accensioni di rosso e blu. Al centro emergono due ballerine, o meglio, frammenti dei loro corpi. Una è vestita di rosso, l’altra di verde.
Attorno a loro siedono uomini e donne in abiti da sera: le donne indossano vestiti dai colori vivaci e grandi cappelli, mentre gli uomini portano quasi tutti abiti scuri. Procedendo verso il fondo della sala, le forme diventano sempre meno riconoscibili fino a sfiorare l’astrazione. Le forme appaiono come sfaccettature colorate che attraversano freneticamente l’intera composizione. Era questo l’obiettivo di Severini e dei futuristi: non rappresentare la scena in modo statico, ma trasmettere il frastuono, il ritmo della musica e il movimento vorticoso della danza…quest’opera non mostra semplicemente il ballo: lo fa percepire.
A differenza di molti altri futuristi, Severini era poco interessato alle macchine e alla velocità meccanica: preferiva rappresentare il movimento del corpo umano, trovando nella danza la massima espressione del dinamismo moderno. Oltre 4/5 della sua produzione, quasi 500 opere su 600, sono dedicate a questo tema.








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