Sabato 20 giugno 2026

     

    XI Settimana Tempo Ordinario

     

    Avvenne il 20 giugno…

    451 – Battaglia Campi Catalaunici: Attila è sconfitto dall’esercito romano del generale Flavio Ezio;

    1789 – I deputati del Terzo Stato francese effettuano il Giuramento della Pallacorda.

    1819 – Il vascello Usa Savannah arriva a Liverpool. È la prima nave a vapore ad attraversare l’oceano Atlantico, anche se gran parte del viaggio venne effettuato a vela.

    1837 – La regina Vittoria del Regno Unito sale sul trono britannico

    1963 – Viene stabilita la “linea rossa” tra Unione Sovietica e Stati Uniti d’America

    1991 – Il parlamento tedesco decide di spostare la capitale da Bonn a Berlino

     

    aforisma di S. Ambrogio da Milano

    “Non si corregge mai il male con il male, né la ferita si cura con la ferita, anzi s’incancrenisce nell’ulcera.”. 

     

    Santo del Giorno

    Secondo la tradizione, l’immagine originale della Vergine, andata perduta, fu sostituita nel XII secolo con un quadro attribuito ad Antoniazzo Romano, ancora oggi venerato. Nel corso dei secoli, la Consolata è stata invocata in momenti di crisi e di gioia dalla popolazione torinese, dai sovrani sabaudi ai santi che hanno visitato il Santuario.

    Numerosi ex voto e testimonianze narrano le grazie ricevute per intercessione della Vergine. Tra i momenti salienti della storia devozionale ricordiamo l’assedio francese del 1706, durante il quale la città fu salvata per intercessione della Consolata, e l’epidemia di colera del 1835, quando il numero limitato di vittime fu attribuito alla protezione della Vergine.

    La devozione alla Consolata si è diffusa anche oltre i confini torinesi, grazie all’opera dei Missionari e delle Missionarie della Consolata, fondati da San Giuseppe Allamano.

     

    Preghiera Colletta

    O Dio, fortezza di chi spera in te, ascolta benigno le nostre invocazioni, e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo senza il tuo aiuto, soccorrici sempre con la tua grazia, perché fedeli ai tuoi comandamenti possiamo piacerti nelle intenzioni e nelle opere. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen

     

    Parola di Dio Matteo 6,24-34

    In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza. Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre.

    Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”.

    Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di sé stesso. A ciascun giorno basta la sua pena». 

     

    Riflessione Monsignor Ravasi “Mattutino”

    Un grande classico è uno scrittore che si può lodare senza averlo letto. Un classico è qualcosa che tutti vorrebbero aver letto e nessun vuol leggere. Due lingue mordaci, la prima del cattolico inglese Chesterton, l’altra dell’americano protestante Mark Twain, s’incrociano nell’ironizzare sul grande rispetto di cui godono i classici, rispetto che molti testimoniano standone il più lontano possibile. La stessa affermazione potrebbe essere ripetuta pari pari anche per la Bibbia e, a maggior ragione, per quei classici cristiani che sono i Padri della Chiesa.

    Uno di prima grandezza è sant’Ambrogio di Milano, le cui pagine sono spesso raccomandate, ma altrettanto ignorate dagli stessi devoti e protetti della metropoli lombarda. Di lui vorrei solo ricordare un dato che, per altro, ricalca un atteggiamento costante in molti Padri della Chiesa: il dialogo fecondo – anche se non privo di punte polemiche – con la cultura classica pagana. Anzi, egli scriverà un De officiis, modellandolo sull’omonimo saggio di Cicerone, dedicato ai compiti morali della persona e, nel caso di Ambrogio, del fedele. È, questo, un esempio illuminante di un dialogo capace di varcare i recinti, di un confronto che conosce incontri, ma anche scontri, nella certezza però che i «semi del Verbo» divino, come dicevano i Padri, sono diffusi anche in terreni lontani.

    Nel II secolo, Giustino, che pure stava componendo un’Apologia del cristianesimo, non esitava a inserirvi queste righe: «Cristo è il Verbo di cui fu partecipe tutto il genere umano; e coloro che vissero secondo il Verbo sono cristiani, anche se furono giudicati atei come, fra i Greci, Socrate ed Eraclito ed altri come loro». Una lezione anche per i nostri giorni: un ascolto reciproco, serio e ben fondato, può essere benefico per credenti e non, tutti in ricerca umile e appassionata della verità.

     

    Intenzione di preghiera

    Preghiamo perché ricchi, avari e avidi comprendano che anche le più grandi ricchezze terrene si consumano, e solo i beni del cielo sono incorruttibili.

     

    Don’t Forget! MERCOLEDÌ 17 GIUGNO – KFAR YONA, ISRAELE

    Uomini ebrei ultraortodossi protestano contro il servizio militare e chiedono il rilascio degli obiettori di coscienza arrestati, fuori da una prigione militare

    AP PHOTO/ARIEL SCHALIT

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