Venerdì 1° maggio 2026

     

    IV Settimana di Pasqua

     

    Avvenne il 1° maggio….

    1707 – L’Atto di Unione unisce Scozia a Inghilterra e Galles, che formano così la Gran Bretagna.

    1886 – Inizia lo sciopero generale pe le otto ore lavorative negli USA. L’evento è commemorato come Festa dei lavoratori nella maggior parte delle nazioni industrializzate. 

    1931 – A New York viene inaugurato l’Empire State Building.

    1947 – Si consuma la strage di Portella della Ginestra.

    1979 – La Groenlandia diventa una provincia della Danimarca

    2004 – Polonia, Slovenia, Ungheria, Malta, Cipro, Lettonia, Estonia, Lituania, Repubblica Ceca e Slovacchia entrano a far parte dell’Unione europea.

    1991 – Giovanni Paolo II pubblica la Centesimus Annus per i 100 anni della Rerum Novarum

    1994 – Il pilota di Formula 1, Ayrton Senna muore durante il Gran Premio di San Marino

     

    Aforisma di Colossesi 3,23-24

    “Qualunque cosa facciate, fatela di cuore come per il Signore e non per gli uomini, sapendo che come ricompensa riceverete dal Signore l’eredità. Servite a Cristo Signore”.

     

    Preghiera Colletta

    O Dio, che hai chiamato l’uomo a cooperare con il lavoro al disegno della tua creazione, fa’ che per l’esempio e l’intercessione di san Giuseppe siamo fedeli ai compiti che ci affidi, e riceviamo la ricompensa che ci prometti. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

     

    Santo del giorno

    S. GIUSEPPE 

    PATRONO DEI LAVORATORI

    Nel Vangelo Gesù è chiamato figlio del carpentiere. Come quei padri che insegnano il proprio lavoro ai figli, così fa anche Giuseppe con Gesù. Egli stesso è chiamato nei Vangeli “figlio del carpentiere”. Giuseppe rappresenta la dignità del lavoro umano che è dovere e perfezionamento dell’uomo che così esercita il suo dominio sul Creato, prolunga l’opera del Creatore, offre il suo servizio alla comunità e contribuisce al piano della salvezza. Giuseppe ama il suo lavoro.

    Non si lamenta della fatica, ma da uomo di fede la eleva a esercizio di virtù; sa essere sempre contento perché non ambisce alla ricchezza e non invidia i ricchi: per lui il lavoro non è un mezzo per soddisfare la propria cupidigia, ma solo mezzo di sostentamento per la sua famiglia. Poi, come viene prescritto agli ebrei, il sabato osserva il riposo settimanale e prende parte alle celebrazioni.

     

    Parola di Dio del Giorno Matteo13,54-58

    In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?».

    Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.».

     

    Riflessione Il lavoro negli scritti di alcuni santi

    “Se mi dicono che Tizio è un buon figlio mio –un buon cristiano-, ma un cattivo calzolaio, che me ne faccio? Se non si sforza di imparare bene il suo mestiere, o di esercitarlo con cura, non potrà santificarlo né offrirlo al Signore; perché la santificazione del lavoro quotidiano è il cardine della vera spiritualità per tutti noi che -immersi nelle realtà terrene- siamo decisi a coltivare un intimo rapporto con Dio” (S. JOSEMARÍA ESCRIVÁ DE BALAGUER).

    “Siamo a disposizione di Gesù. Se vuole che stiamo malati a letto, se vuole che proclamiamo le Sue opere nelle strade, se vuole che puliamo i bagni tutto il giorno va bene, tutto va bene. Dobbiamo dire ‘Appartengo a te. Puoi fare tutto ciò che vuoi’. E questa è la nostra forza. Questa è la gioia del Signore” (S. TERESA DI CALCUTTA) 

    “I fedeli con la loro competenza, quindi, nelle discipline profane e con la loro attività, elevata intrinsecamente dalla grazia di Cristo, contribuiscano validamente a che i beni creati, secondo la disposizione del Creatore e la luce del suo Verbo, siano fatti progredire dal lavoro umano, dalla tecnica e dalla civile cultura” (S. GIOVANNI PAOLO II)

    “Cercate sempre di avere successo sul lavoro, ma ricordate che Dio viene spesso glorificato nel vostro fallimento” (S. MARY MACKILLOP)

    “L’ozio è nemico dell’anima, e perciò i fratelli in determinate ore devono essere occupati in lavori manuali, in altre nella lettura divina” (S. BENEDETTO)

     

    Intenzione di preghiera

    Preghiamo affinché il lavoro quotidiano sia compiuto per la gloria di Dio, per il benessere personale e familiare e perché serva a rendere l’ambiente lavorativo più umano e cristiano e perché Dio soccorra le vittime del lavoro, i poveri, i disoccupati, i malati.

     

    Don’t Forget! IL LAVORO E L’EDIFICAZIONE DELLA PACE

    In un tempo come il nostro caratterizzato dal crescente incalzare di conflitti bellici, siamo chiamati a interrogarci sulla ricaduta sul lavoro e sulle condizioni inedite in cui l’attività umana oggi si trova. L’essenza del lavoro umano è un’azione collettiva generativa (vedi il quadro di Pelizza da Volpedo: Avanzata del 4° stato).

    In una fabbrica, in un ufficio, in agricoltura, ogni giorno le persone si coordinano e cooperano per azioni che contribuiscono a creare comunità, per accrescere con nuovi prodotti e servizi la biodiversità civile ed economica della Terra. Le persone, autentico soggetto del lavoro, attraverso le loro attività dialogano tra di loro, mettono a disposizione sapere e competenze anche senza conoscersi, costruiscono il futuro del loro Paese e dell’umanità.

    È una forma di amore civile. Il lavoro è la grammatica della società, è il grande codice che fa comunicare anche senza conoscersi di persona…” (Dal Messaggio dei Vescovi Italiani per il 1° maggio 2026)

     

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