XVIII Settimana del tempo ordinario

 

nel video un intervento di David Maria Turoldo – Realizza te stesso

 

 

Proverbio del Giorno

Una nave nel porto è al sicuro, ma non è per questo che le navi sono state costruite.

 

Preghiera del giorno (Preghiera di S. Domenico)

Guida e proteggi, Signore, la tua Chiesa per i meriti e gli insegnamenti di S. Domenico: egli, che fu insigne predicatore della tua verità, interceda come nostro patrono davanti a te. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna per i secoli dei secoli. Amen

 

Domenico Guzman

nato nel 1170 a Caleruega (Spagna), si distinse fin da giovane per carità e povertà. Convinto del bisogno di riportare il clero ad austerità di vita, fondò l’Ordine dei Predicatori basato su predicazione itinerante, mendicità e studio. Si distinse per rettitudine, spirito di sacrificio e zelo apostolico e le Costituzioni dell’Ordine attestano chiarezza di pensiero, spirito costruttivo ed equilibrato, senso pratico. Sfinito dal lavoro apostolico e da grandi penitenze, il 6 agosto 1221 muore nel convento di Bologna, in una cella non sua, perché lui, il Fondatore, non l’aveva.

 

Ascoltiamo la Parola di Dio Mt 15,21-28

Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidone. Ed ecco una donna Cananea, che veniva da quelle regioni, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide. Mia figlia è crudelmente tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i discepoli gli si accostarono implorando: «Esaudiscila, vedi come ci grida dietro». Ma egli rispose: «Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele». Ma quella venne e si prostrò dinanzi a lui dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini». «E’ vero, Signore, disse la donna, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita. 

 

BREVE COMMENTO AL VANGELO

Gesù dice: “Donna, grande è la tua fede!”. Rimprovera a Pietro la poca fede (Mt 14, 31); ammira questa donna per la grandezza della sua. Lei ha davvero una grande fede poiché proclama che il Verbo fatto carne è figlio di Davide, e, certa della potenza divina, confida nel suo potere di guarire sua figlia assente, e questo con un solo atto di volontà. 

 

Riflessione Per Il Giorno (da “Arcipelago Gulag di Solženicyn)

«Hai risposto a qualcuno in tono irato? Vuol dire che non lo hai ascoltato bene e non hai saputo comprendere il suo modo di vedere. Hai evitato qualcuno perché ti faceva ribrezzo? Così ti è sfuggita la possibilità di conoscere un carattere che non conoscevi affatto, proprio quello di cui avrai bisogno. È l’ascesa. Prima non perdonavi nulla a nessuno, implacabilmente condannavi e osannavi con pari irruenza; ora una serena tolleranza pronta a perdonare tutto, sta alla base dei tuoi giudizi, non più categorici. Ora che hai capito la tua debolezza, puoi capire la debolezza altrui, così come puoi capire la forza altrui. Forse non impari ad amare il prossimo da cristiano, ma impari ad amare chi ti sta vicino. I vicini in spirito, coloro che ti circondano in prigionia. Quanti di noi hanno dovuto ammettere che in carcere hanno conosciuto per la prima volta un’autentica amicizia!». «Sulla mia schiena curva portai fuori dagli anni di prigione l’esperienza di come l’uomo diventa malvagio e come diventa buono. A poco a poco mi si rivelò che la linea di demarcazione fra bene e male passa non fra gli Stati, non fra le classi, non fra i partiti, ma attraverso ciascun cuore umano, e attraverso tutti i cuori umani»

 

Intenzione del giorno

Preghiamo per chi predica il Vangelo, perché diventi voce e bocca di Dio

 

Don’t Forget…!

Dal 1267 le reliquie di S. DOMENICO sono venerate a Bologna; A Roma, nel chiostro del convento di S. Sabina sull’Aventino, è presente una pianta di arancio che S. Domenico avrebbe portato dalla Spagna. La popolarità del santo è stata immensa, e numerosi i luoghi che lo hanno voluto come protettore; in Italia Bologna (di cui è Patrono e Difensore perpetuo) e Napoli. Nel VII centenario della morte, il 29-06-1921 papa Benedetto XV gli dedicò un’enciclica.

 

 

Il personaggio della settimana – “Matta el Meskin”

MATTA EL MESKIN (Matteo il Povero) al secolo YŪSUF ISKANDAR (nato a Bahna il 20 settembre 1919, morto al Cairo, l’8 giugno 2006), è stato un monaco cristiano egiziano, padre spirituale del monastero di S. Macario il Grande, deserto di Scete, dal 1969 alla morte. Non è solo una delle maggiori figure della storia contemporanea della Chiesa copta ortodossa ma anche un asceta e un autore spirituale noto e apprezzato in tutto il mondo, tradotto in 17 lingue. È stato inoltre un importante teologo, ecclesiologo ed esegeta cristiano.

A un certo punto della vita abbandona il mondo, distribuisce i suoi beni ai poveri e raggiunge il deserto di Dap Amba Sam’il nel Fayyum vivendo per tre anni da eremita. Scava egli stesso una grotta in cui si ritira a pregare. Si sposta e raggiunge Deir Abu Makar dove fonda un monastero con 8 monaci: restaurano un vecchio edificio creandovi un refettorio, una tipografia e un ospedale. Poi si sposta ancora e dovunque si fermi, costruisce un monastero: quando muore nel 2006 ne ha aperti ben 90 e sono aperti non solo ai copti, ma anche ai cattolici, ai protestanti e ai musulmani. Sostiene il tema dell’ecumenismo, della pace e della preghiera come antidoto alle 

guerre di religione e al terrorismo fondamentalista. Matta El Meskin pubblicò numerose opere: 

  1. Comunione nell’amore – Qiqajon, 1986
  2. Consigli per la preghiera – Qiqajon, 1988
  3. Secondo il vangelo. Le venti Lettere di Antonio – Qiqajon, 1999
  4. Antonio il Grande – (ed. Matta El Meskin) 1999
  5. Il cristiano nuova creatura – Qiqajon, 1999
  6. L’esperienza di Dio nella preghiera – Qiqajon, 1999
  7. La gioia della preghiera – Qiqajon, 2012
  8. I cristiani d’Egitto nella vita e negli scritti di Matta el Meskin, Morcelliana, 2013

“Cristo non arricchisce mai chi è ricco, né sfama chi è sazio, né giustifica chi è giusto, né redime chi confida in se stesso, né insegna a un erudito! La sua ricchezza è solo per il povero e il bisognoso, per chi è scartato, per chi è disprezzabile e sciagurato anche ai propri occhi; il cibo abbondante di Cristo è per l’affamato, la sua giustizia per i peccatori, il suo braccio forte per chi è caduto, la sua sapienza per i bambini e per quanti si considerano piccoli. Chiunque è povero, affamato, peccatore, caduto o ignorante è l’ospite di Cristo”.

 

 

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