IV Settimana di quaresima
Avvenne il 21 marzo…
Oggi è il primo giorno di primavera e 31.a Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. L’Onu ha stabilito quella di oggi come la Giornata Mondiale dei Ghiacciai, per richiamare l’attenzione allo scioglimento in atto di gran parte di essi…
1413 – Enrico V diventa re d’Inghilterra.
1556 – A Oxford l’arcivescovo di Canterbury Thomas Cranmer viene messo al rogo.
1935 – La Persia viene rinominata Iran.
1980 – Il presidente Jimmy Carter annuncia il boicottaggio degli Stati Uniti ai Giochi Olimpici di Mosca in segno di protesta contro l’invasione sovietica in Afghanistan.
1990 – La Namibia ottiene l’indipendenza dal Sudafrica dopo settantacinque anni.
Aforisma dei padri del deserto: P. Poemen
«Il padre Sisoes disse: “Quando qualcuno si prende cura di te, non devi dargli ordini”».
Santo del giorno

Nacque nel 1417 nel cantone di Obwalden. Benchè si sentisse chiamato a vita eremitica, accettò alcune cariche civili e militari. Nel 1445 si sposò con Dorothea Wyss: nacquero loro cinque maschi e cinque femmine. Dopo i 50 anni col consenso della moglie, nel giugno 1467, egli poté partire per l’Alsazia.
La sua santa vita e il suo rigoroso digiuno gli procurarono la curiosità dei vicini, così decise di recarsi nel Ranft, un burrone solitario presso Flueli. Ne usciva solo per recarsi alla Messa e quando la patria ebbe bisogno di lui: nel 1473 di fronte alla minaccia austriaca, e nel 1481 e 1482 quando ci fu pericolo di guerra civile: i buoni risultati di questi interventi propiziarono a Bruder Klaus il titolo di “Padre della Patria”.
Edificati dalla sua testimonianza di preghiera e penitenza, i suoi vicini costruirono per lui un eremitaggio e una cappella, consacrata nel 1469. S. Nicola di Flue morì il giorno del suo 70° compleanno, il 21 marzo 1487. Beatificato nel 1669, venne canonizzato da Pio XII nel 1947.
Preghiera Colletta
La tua misericordia, o Signore, guidi i nostri cuori, poiché senza di te non possiamo fare nulla che ti sia gradito. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen.
Parola di dio Giovanni 7,40-53
In quel tempo, all’udire le parole di Gesù, alcuni fra la gente dicevano: «Costui è davvero il profeta!». Altri dicevano: «Costui è il Cristo!». Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non dice la Scrittura: “Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo”?». E tra la gente nacque un dissenso riguardo a lui.
Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui. Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?». Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!». Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi? Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!».
Allora Nicodemo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?». Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!». E ciascuno tornò a casa sua».
Riflessione Monsignor Ravasi: “Mattutino”
Tra gli esseri umani, anche se intimamente uniti, è sempre aperto un abisso che solo l’amore può superare. E solo con una passerella d’emergenza. Alcuni suoi romanzi, come Siddharta o Narciso e Boccadoro, sono sempre disponibili in libreria e trovano lettori anche tra i giovani. Sono, invece, ricorso oggi a una sua opera minore, Knulp, per parlare di matrimonio e famiglia, tema a cui ci riporta l’atmosfera natalizia. Sto parlando dello scrittore tedesco Hermann Hesse (1877-1962) che offre una nota suggestiva valida anche per la coppia o per il rapporto genitori-figli.
Ogni persona è pur sempre un’isola, un mistero a sé stante; al suo interno si apre un abisso che s’allarga anche all’esterno e non può essere facilmente valicato. Ciascuno di noi in questo momento deve riconoscere di avere questa voragine ove si agitano serpenti e riposano tesori. È un precipizio sul quale passano rari lampi di luce, che sono i nostri esami di coscienza, le confessioni, le confidenze. Per avere un qualche svelamento più vasto è necessaria una passerella su quel baratro: su di essa s’inoltra l’amore che è rivelazione, intimità, sincerità. Solo se l’altro – marito, moglie, figlio – ti offre questo ponte, tu potrai varcare quell’abisso e conoscerlo, condividendone le paure, ma anche i segreti dolci e teneri.
Questo avviene solo per donazione reciproca, in una comunione di pensieri e affetti, senza calcoli o riserve. Aveva, infatti, ragione Erich Fromm quando, nell’Arte di amare (1956), scriveva: «La maggior parte della gente ritiene che amore significhi essere amati anziché amare». Ma con realismo Hesse parla non di ponte stabile e solido, ma di una «passerella d’emergenza»: è la nostra fragilità che sempre dobbiamo controllare. Amare è, allora, anche saper perdonare e ricominciare.
Intenzione di preghiera
Preghiamo perché si promuova il dialogo con chi è alla ricerca della verità e della giustizia in vista del bene comune.
Don’t Forget! La foto della settimana

Copertina della rivista “Internazionale” nel numero dedicato alla guerra in Iran, Marzo 2026
Foto di HAMID VAKILI ABACA PRESS / ALAMY LIVE NEWS








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