Giovedì 7 maggio 2026

     

    V Settimana di Pasqua

     

    Avvenne il 7 maggio….

    558 – A Costantinopoli crolla la cupola dell’Hagia Sophia e Giustiniano I ne ordina la ricostruzione.

    1809 – Napoleone Bonaparte annette lo Stato Pontificio.

    1942 – In Italia tutti gli ebrei fra i 18 e i 55 anni sono precettati per il servizio civile.

    1954 – Guerra d’Indocina: la battaglia di Dien Bien Phu, iniziata il 13/3, finisce con sconfitta francese

    1978 – L’alpinista Reinhold Messner raggiunge, senza l’ausilio dell’ossigeno, la vetta dell’Everest.

     

    Aforisma di Alessandro Manzoni

    “L’uomo caduto nella colpa ha pur troppo una tendenza a persisterci ed è cosa riconosciuta che il reo aggiunge spesso colpa a colpa per estinguere il rimorso.”

     

    Preghiera Colletta

    O Dio, che per tua grazia da peccatori ci fai giusti e da infelici ci rendi beati, compi in noi le tue opere e sostienici con i tuoi doni, perché a noi, giustificati per la fede, non manchi la forza della perseveranza. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

     

    Santo del giorno

    BEATO ALBERTO da VILLA D’OGNA

    Alberto nacque intorno al 1214 a Villa d’Ogna (Bergamo) da una famiglia di modesti contadini. Laborioso e pio si sposò senza mai tralasciare le opere di pietà e di carità. La sua illimitata generosità verso i poveri rese estremamente dura la convivenza con sua moglie. Anche i compaesani fecero convergere su di lui il loro astio fino a costringerlo ad allontanarsi dal suo paese natio e a riparare a Cremona. Qui entrò nel Terz’Ordine secolare di S. Domenico e spese le sue fatiche a favore dei più poveri e in opere di pietà.

    Egli predicò eloquentemente con le sue opere, dando l’esempio luminoso di carità. Alberto presentì l’ora della propria morte, il 7-5-1279, spirando serenamente, confortato dagli ultimi Sacramenti. Molto popolo accorse a venerare il suo corpo, attirati dal suono miracoloso delle campane che suonarono senza essere toccate. Papa Benedetto XIV il 9-5-1748 ha approvato il culto resogli “ab immemorabili”.

     

    Parola di Dio del Giorno Giovanni 15,9-11

    In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».

     

    Riflessione Don Arturo commenta don Bepo

    «L’ora propizia per incominciare la vera vita. S. Paolo sulla via di Damasco. – Il Signore ti offre la sua forza, anzi mette in te la sua vita».  Don Giuseppe Vavassori (10/5/ 1965, dialoghi domenicali).

    Don Bepo ci ricorda che ogni fase della vita è costellata di passaggi che possono essere vissuti come evento di traumatici o come eventi che trasformano la nostra vita interiore. Come accaduto a San Paolo. Vivere questi passaggi richiede tempi di ascolto, e coraggio di affidarsi.

    Giacomo di Sarug (451-521), poeta e teologo siriaco, soprannominato “flauto dello Spirito Santo”, ha scritto: «Avvicinati alla Scrittura amando[la], e vedrai la sua bellezza, perché se non [ti avvicini] con amore, non ti permetterà di vedere il suo volto. Se tu la leggi senza amore, non ne trarrai [alcun] profitto, perché l’amore è la porta per la quale si entra nella sua comprensione.

    La Scrittura, dunque, ti chiede, quando la prendi [in mano], che se non la ami più di te stesso, tu non la legga. E ti dice: “se mi leggi in modo fiacco, anch’io sarò fiacca nel rivelarti i miei significati. O mi ami, e allora aprimi e leggimi, e guarda le mie bellezze, o non leggermi, perché non trarrai alcun beneficio se non mi ami. A chi mostra amore per me quando mi legge, io mostrerò amore; e se me [lo] chiede, gli consegnerò tutti i miei tesori”». Nel suo diario don Giò scrive: «È questa la bellezza della Scrittura: ogni parola, ogni riga ne richiama un’altra. Tutte insieme ci danno la grandezza di Dio». Il Salmo 1 è definito da molti commentatori il «portale» del Salterio.

    È molto breve, ma è di una straordinaria intensità: delinea con una certa precisione, il ritratto dell’uomo felice: colui che non prende parte o non si lascia invischiare nel «modo d’essere» di coloro che vivono senza Dio, ma medita la parola divina giorno e notte. Il testo ebraico del Salmo designa l’atto del meditare con un verbo che, alla lettera, indica il mormorare a bassa voce — vale a dire: ripetere a bassa voce una parola divina per poterla interiorizzare, memorizzare e, poco alla volta, comprendere. 

     

    Intenzione di preghiera

    Preghiamo perché la nostra carità sia sempre generosa, ma umile e soprattutto rimanga segreta come ci ha invitato a fare Gesù nel Vangelo, affinché la nostra ricompensa sia Dio stesso.  

     

    Don’t Forget! Storia dei Martiri Armeni

    Il genocidio armeno

    24-aprile: Giorno della memoria

    100 anni fa si consumava uno dei più sanguinosi eccidi dei tempi moderni che costò la vita a 1 milione e mezzo di cristiani armeni. La Chiesa Apostolica Armena ha canonizzato in massa uomini, donne e bimbi e ha fissato al 24-4 la “giornata della memoria”. Il 24-4-2015 il patriarca armeno Karekin II ha detto: “ogni giorno di quest’anno sarà giorno di ricordo e devozione al nostro popolo, viaggio spirituale al memoriale dei nostri martiri. Riponendo la nostra speranza in Te, Signore, il nostro popolo è illuminato e rafforzato. 

    La tua luce ha acceso l’ingegno del nostro spirito. La tua forza ci ha orientati alla vittoria. Abbiamo creato quando altri avevano distrutto le nostre creazioni. Abbiamo continuato a vivere quando altri ci volevano morti”. Anche la Chiesa Cattolica Armena ha già avviato le pratiche per la beatificazione di 43 suoi figli vittime del genocidio.

     

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