Lunedì 1° giugno 2026

     

    IX Settimana del T. Ordinario

     

    Avvenne il 1° giugno…

    1307 – Fra Dolcino, dopo essere stato costretto a devastanti torture, è arso sul rogo a Vercelli;

    1535 – Carlo V d’Asburgo sconfitta la flotta ottomana di Khayr al-Dīn Barbarossa, conquista Tunisi;

    1938 – Germania: Heinrich Himmler ordina di deportare asociali, Rom, vagabondi, lenoni, prostitute

    1998 – Istituita la Banca centrale europea per la politica monetaria dei 19 paesi aderenti all’unione

    2003 – inizia a funzionare la diga del bacino delle tre gole, la seconda più grande del mondo

    2009 – Il volo Air France 447 partito da Rio de Janeiro e diretto a Parigi con a bordo 228 persone scompare dai radar brasiliani: nessun superstite e nessun corpo ritrovato

     

    Aforisma di Cechov

    “In Russia, amor proprio e presunzione sono europei, ma comportamenti e risultati sono asiatici”.

     

    Santo del giorno

    S. GIUSTINO MARTIRE

    La sua famiglia è di probabile origine latina e vive a Flavia Neapolis, in Samaria. Nato nel paganesimo, Giustino studia a fondo i filosofi greci, e soprattutto Platone. Poi viene attratto dai Profeti di Israele, e per questa via arriva a farsi cristiano, ricevendo il battesimo verso l’anno 130, a Efeso. Ma questo non significa una rottura con il suo passato di studioso dell’ellenismo.

    Negli anni 131-132 lo troviamo a Roma, annunciatore del Vangelo agli studiosi pagani. Al tempo stesso, Giustino si batte contro i pregiudizi che l’ignoranza alimenta contro i cristiani. Famoso il suo «Dialogo con Trifone». Predicatore e studioso itinerante, Giustino soggiorna in varie città dell’Impero; ma è ancora a Roma che si conclude la sua vita.

    Qui alcuni cristiani sono stati messi a morte come “atei” (cioè nemici dello Stato e dei suoi culti). Scrive una seconda Apologia, indirizzata al Senato romano, e si scaglia contro il filosofo Crescente. Ma questo sta con il potere, e Giustino finisce in carcere, anche lui come “ateo”, per essere decapitato con altri sei compagni di fede, al tempo dell’imperatore Marco Aurelio. 

     

    Preghiera Colletta

    O Dio, che attraverso la stoltezza della croce hai donato al santo martire Giustino la sublime conoscenza di Gesù Cristo, concedi a noi, per sua intercessione, di respingere gli inganni dell’errore per conseguire fermezza nella fede. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen

     

    Parola di Dio Marco 12,1-12

    Gesù si mise a parlare con parabole ai capi dei sacerdoti, agli scribi e agli anziani: «Un uomo piantò una vigna, la circondò con una siepe, scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Al momento opportuno mandò un servo dai contadini a ritirare da loro la sua parte del raccolto della vigna. Ma essi lo presero, lo bastonarono e lo mandarono via a mani vuote.

    Mandò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo insultarono. Ne mandò un altro, e questo lo uccisero; poi molti altri: alcuni li bastonarono, altri li uccisero. Ne aveva ancora uno, un figlio amato; lo inviò loro per ultimo, dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma quei contadini dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e l’eredità sarà nostra”. Lo presero, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna.

    Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e farà morire i contadini e darà la vigna ad altri. Non avete letto questa Scrittura: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”?». E cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla; avevano capito infatti che aveva detto quella parabola contro di loro. Lo lasciarono e se ne andarono.

     

    Riflessione frammenti di vita

    “Ho saputo che si sposa tua nipote” gli faccio. E lui: “Sì e sono contento per lei e mio fratello, ma penso che non andrò al matrimonio”. Spiega di aver avuto problemi con la famiglia di sua cognata e racconta tutto per filo e per segno concludendo: “ecco perché non vorrei trovarmi faccia a faccia con loro! Mi inventerò una scusa”. Lo invito ad andare a parlare con un mio amico sacerdote: “È un bravo prete e una buona persona, non devi temere, anzi sono sicuro che ti saprà consigliare per il meglio.

    Però tu devi parlagli solo di te e dei tuoi problemi e non insistere sui torti altrui. Se riesci a fare pace con Dio, vedrai che poi sarà più facile far pace con gli altri”. Giorni dopo, viene a trovarmi: “È andato tutto bene. Da anni non mi confessavo e sono stato sincero col tuo amico prete, per questo temevo “öna resentada” (una lavata di capo) da parte sua e invece mi ha trattato bene, anzi mi ha fatto star bene. Allora ho capito che era quello era il modo giusto per affrontare i problemi.

    Sono andato al matrimonio e mi sono comportato come se niente fosse successo fra noi: nella Messa al segno della pace ho stretto la mano a tutti e durante il pranzo abbiamo parlato senza problemi. Io mi sentivo libero e loro hanno capito che il cielo sopra di noi si era rischiarato”. Gli ho stretto la mano e gli ho detto: “La confessione ha spianato la strada e il resto è venuto da sé”. 

     

    Intenzione di preghiera

    Preghiamo perché i battezzati non dimentichino che la confessione, oltre a perdonare i peccati, spiana il cammino di fronte a difficoltà e problemi e ristabilisce la pace.  

     

     Don’t Forget! 1000 quadri più belli del mondo

    KONRAD MÄGI: PAESAGGIO CON NUBE ROSSA

    1913-14, Olio su tela, 70 x 78 cm, Eesti Kunstimuuseum, Tallin. Estonia

    Il pittore estone KONRAD MÄGI (1878-1914) fu tra i primi pittori estoni ad allontanarsi dagli stili che dominavano la scena verso la fine del XIX e l’inizio del XX secolo e contribuì a creare un’arte moderna per la sua patria.

    Quando realizzò questo dipinto, Mägi aveva vissuto e lavorato in Russia, a Parigi e in Norvegia e il suo stile riecheggia l’impressionismo tedesco e olandese, Van Gogh e il puntinismo francese. I toni caldi e accesi dei colori fanno pensare anche all’espressionismo tedesco… insomma una mescolanza di stili che producono un linguaggio nuovo e inconfondibile che lo rende originale non solo nella sua patria.

    Di sé egli dirà: «Sono un figlio del Nord, e tutto ciò che sono è parte del mio popolo e della sua natura selvaggia. Ovunque mi trovi, il Nord sarà sempre la mia patria. Amo la natura aspra e malinconica del Nord, e quei vividi lampi di luce che gli artisti nordici sanno esprimere». È quanto si può vedere in questo paesaggio colto durante un tramonto che incendia il cielo del fondo e scurisce la natura in primo piano rendendo drammatica una scena di per sé poetica.    

     

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