Lunedì 20 luglio 2026

     

    XVI Settimana del T. Ordinario

     

    Avvenne il 20 luglio…

    1866 – Le navi della flotta austriaca, guidata dall’ammiraglio Wilhelm von Tegetthoff, affondano la Re d’Italia e la Palestro durante la battaglia di Lissa.

    1917 – Il Comitato jugoslavo sottoscrive la Dichiarazione di Corfù che dopo la guerra rese possibile la creazione del Regno di Jugoslavia.

    1944 – Fallito attentato ad Adolf Hitler.

    1948 – In un periodo di crescente tensione con l’URSS, il presidente Harry Truman istituisce il primo arruolamento di leva in tempo di pace degli USA.

    1969 – Allunaggio dell’Apollo 11. N. Armstrong e B. Aldrin sono i primi a camminare sulla Luna.

     

    Aforisma di M. Cervantes – Don Chisciotte  

    “Le tristezze non furono fatte per le bestie, bensì per gli uomini; ma se gli uomini ne soffrono troppo, rischiano di diventare bestie.”

     

    Santo del giorno

    San Fabiano, papa e martire, da laico fu chiamato per grazia divina al pontificato e guidò la Chiesa di Roma dal 236 al 250, promuovendo l’assistenza ai poveri e organizzando la chiesa di Roma che suddivise in sette diaconie. Egli offrì un glorioso esempio di fede e di virtù, subendo il martirio durante la persecuzione dell’imperatore Decio. S. Cipriano si felicitò del suo combattimento: diede infatti una testimonianza irreprensibile e insigne nel governo della Chiesa. Il suo corpo fu deposto il 20 gennaio del 250 a Roma sulla via Appia nel cimitero di Callisto.

    Una Passio del V sec. afferma che S. Sebastiano era membro dei pretoriani al diretto servizio dell’imperatore di Roma, ed era cristiano dalla nascita. Grazie al suo servizio, poteva portare conforto ai cristiani destinati al supplizio. Originario di Milano, venne a Roma, come riferisce S. Ambrogio, al tempo in cui infuriavano le persecuzioni e vi subì la passione; a Roma dove era giunto come ospite straniero, ebbe il domicilio della perpetua immortalità; la sua deposizione avvenne a Roma ad Catacumbas. 

     

    Preghiera Colletta

    Sii propizio a noi tuoi fedeli, o Signore, e donaci in abbondanza i tesori della tua grazia, perché, ardenti di speranza, fede e carità, restiamo sempre vigilanti nel custodire i tuoi comandamenti. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

     

    Parola di Dio del giorno Matteo 12,38-42

    Alcuni scribi e farisei dissero a Gesù: «Maestro, da te vogliamo vedere un segno». Egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra.

    Nel giorno del giudizio, quelli di Ninive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona! Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro questa generazione e la condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone!».

     

    Riflessione Frammenti di vita

    Di recente siamo stati contattati per telefono da un signore: “Uno che voi avete accolto tempo fa al Patronato, ora è rinchiuso in un CPR (centro di permanenza per il rimpatrio) lontano da Bergamo. Dovreste sentirvi in obbligo di aiutarlo visto che l’avete espulso ed è finito in strada”. Verifichiamo chi sia il tipo segnalato: è un giovane straniero che avevamo accolto per due anni, finché si è scoperto che spacciava: gli avevamo stretto i panni addosso e lui sembrava aver capito.

    Ma tempo dopo la polizia ci mise in guardia: “Ci sono seri motivi per sospettare che uno dei vostri stia usando il Patronato come base per lo spaccio”. Era lui. A questo punto l’espulsione divenne inevitabile. Un educatore si incaricò di spiegare come stavano le cose a chi ci aveva telefonato il quale reagì dicendosi scandalizzato che un ente caritativo fosse così duro con la povera gente.

    Anche questo episodio ha una sua morale: stupisce di meno il comportamento dello spacciatore che quello del suo difensore il quale non solo non si assume il rischio di aiutare il poveraccio, ma pretende che si debba essere noi a farlo. Il giovane chiuso nel CPR non ci ha mai accusato di niente, anzi ci ha esplicitamente richiesto un aiuto che gli sarà concesso sia che rimanga in Italia (a condizione però che la smetta di delinquere), sia che torni in Africa dove altri sono dovuti tornare, ma senza essere da noi abbandonati.      

     

    Intenzione di preghiera

    Preghiamo per quanti provano noia, indifferenza e disinteresse nei confronti della fede, perché Dio tocchi le corde del loro cuore e i moti della loro intelligenza. 

     

    Don’t Forget! 1000 quadri più belli del mondo

    MAURICE DE VLAMINCK: CAMPI, RUEIL

    1906, Pittura a olio su tela 55 x 65 cm, Museo Thyssen – Bornemisza, Madrid – Spagna

    Prima di dedicarsi a tempo pieno alla pittura, MAURICE DE VLAMINCK (1876-1958) si guadagnò da vivere come ciclista, violinista e soldato. Nel 1901 aprì uno studio a Chatou insieme all’amico e collega André Derain: i due a quel tempo erano considerati capostipiti del “fauvismo”, corrente artistica che si ribellava alla concezione classica dell’arte mediante l’uso innaturale e violento dei colori (fauves significa “belve, selvaggi”) mediante l’uso di colori intensi e omogenei. Vlaminck in particolare era convinto che per dipingere bastasse possedere “istinto e talento” e che poco importasse il rapporto con i maestri classici del passato.

    Quest’opera si ispira però a Van Gogh che de Vlaminck aveva conosciuto in una esposizione di quadri del 2001 e che influenzò molto la sua pittura. Con questo quadro l’artista prende dagli impressionisti l’abitudine a dipingere en plein air e la visione del paesaggio come celebrazione della natura. Oggi questo paesaggio può apparire ai nostri occhi ricco di fascino per la sua raffinatezza e forza insieme, ma di sicuro la sua enegia primitiva e selvaggia deve aver scioccato e non poco il pubblico della sua epoca.   

     

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