XVI Settimana del T. Ordinario
Nascita di S. Giovanni Battista
Avvenne il 24 luglio…
1132 – Battaglia di Nocera: una vasta coalizione sconfigge Ruggero II;
1567 – Maria Stuarda, regina di Scozia, viene deposta;
1908 – Dorando Pietri, stremato dalla fatica, taglia per 1° il traguardo della maratona alle Olimpiadi di Londra 1908 sorretto da due giudici di gara: per questo fu squalificato e perse la medaglia d’oro.
1911 – Hiram Bingham riscopre Machu Picchu, “la città perduta degli Inca”;
1949 – Fausto Coppi vince il Tour de France (2° Gino Bartali) è il 1° a fare l’accoppiata Giro-Tour nello stesso anno;
Aforisma di Calderòn de la Barca
“Non dare mai consigli a chi ti chiede denaro.”
Santo del giorno

Il 24 giugno si festeggia il cosiddetto “Natale estivo”. La Chiesa celebra la festa di tre natività soltanto: quella di Cristo, quella della Madonna e quella del Precursore. Per gli altri Santi, infatti, si festeggia non la loro nascita nella carne, bensì la loro morte cioè la loro entrata nel Cielo. S. Giovanni Battista occupa quindi senz’altro una posizione eminente nella schiera dei Santi. Secondo la Tradizione è in Paradiso il più alto dopo la Madonna, perché somiglia di più a Nostro Signore e perché, anche se non fu preservato come Maria SS. dal peccato originale, fu purificato e consacrato nel grembo di sua madre Elisabetta nel giorno della Visitazione.”
La sua vocazione profetica fin dal grembo materno è circondata di eventi straordinari, pieni di gioia messianica, che preparano la nascita di Gesù. Giovanni è il Precursore del Cristo con le parole e con la vita. Il battesimo di penitenza che accompagna l’annunzio degli ultimi tempi è figura del Battesimo nello Spirito. Giovanni non ha cercato altro che la verità e non ha voluto vedere niente altro che il Signore.
Preghiera Colletta
O Dio, che hai suscitato san Giovanni Battista per preparare a Cristo Signore un popolo ben disposto, concedi alla tua Chiesa la gioia dello Spirito, e guida tutti i credenti sulla via della salvezza e della pace. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
Parola di Dio del giorno Luca 1,57-66.80
Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei. Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccaria. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni».
Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante si aprirono la sua bocca e la sua lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose.
Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui. Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.».
Riflessione commento al Vangelo
Grande festa quella della natività del precursore di Gesù: Giovanni, ponte tra Antico e Nuovo Testamento. Ma questa grandezza si manifesta in un’impressionante semplicità, pur nella straordinarietà dell’evento. Le parole dedicate al Battista dai Vangeli sono essenziali. Si pensi all’inserto nel prologo del Quarto Vangelo: «Venne un uomo mandato da Dio; il suo nome Giovanni» (Giovanni 1,6). Ecco la semplicità e radicalità della chiamata che Giovanni riceve nel venire al mondo: essere uomo, coltivando la relazione con il Signore. Ovvero, facendo ciò che il Signore chiede a lui. Cosa? «Si chiamerà Giovanni, Giovanni è il suo nome».
Con fede salda Elisabetta e Zaccaria gli impongono il nome che egli ha ricevuto dal Signore: Jochanan, «il Signore fa grazia, misericordia», per lui fin dalla sua nascita da genitori anziani. Per tutta la vita darà carne al suo nome e acconsentirà a questo amore. Temperamento così forte, dovrà comprendere che «il Signore fa grazia e misericordia». È stato «il più grande tra i nati di donna» (Luca 7,28)? Certo. Ha attirato le folle, grazie alla sua vita audace e franca? Certo. Ha corretto i potenti, fino a pagarla con il martirio? Certo.
Ma tutta la sua vita va colta sotto il segno della grazia. All’inizio, con il nome ricevuto e l’esultare di gioia, ancora nel grembo della madre, all’udire la voce di Maria che porta in grembo Gesù (cfr. Luca 1,44). Alla fine, quando ormai vicino alla morte lascia che sia Gesù a dire l’ultima parola su di lui: «Beato chi non si scandalizza di me» (Luca 7,23), e gli affida la sua vita.
Intenzione di preghiera
Preghiamo per i profeti del nostro tempo: rifiutando la violenza e la menzogna, tolgano ogni ostacolo davanti a Cristo, portatore di salvezza e di pace.
Don’t Forget! ANGOLO DELLA MEMORIA

19 luglio 1888: a Osio Sotto nasce GIUSEPPE VAVASSORI decimo di 17 figli (dei quali 6 morirono da piccoli), da famiglia di artigiani di modeste condizioni economiche. Suo padre era Battista Vavassori e sua madre Caterina Cella. Il 31 gennaio dello stesso anno morì a Torino S. Giovanni Bosco che don Bepo considererà il santo patrono del Patronato S. Vincenzo e al cui esempio e insegnamento ispirerà tutta la sua vita di prete, tanto che sarà chiamato il don Bosco “Bergamasco”.
25 luglio 1912: a Bergamo viene ordinato sacerdote dal Vescovo di Bergamo Mons. Giacomo Maria Radini Tedeschi DON GIUSEPPE VAVASSORI con altri 32 compagni. Assiste all’ordinazione don Angelo Giuseppe Roncalli, futuro Papa Giovanni XXIII. Viene subito destinato a Branzi come curato.

don AMBROGIO FIAMI
Nato il 22-04-1912 a Monza; rimasto orfano, viene accolto dalla famiglia Brena di Bagnatica che lo accompagna al sacerdozio sotto la guida di don Bepo. Ordinato Sacerdote l’11-04-1936 rimane al P.S.V. fino al 1940 quando viene chiamato come soldato sul fonte russo dove sopravvive al disastro dell’esercito italiano. Tornato in patria, si rimette in salute al P.S.V. e poi passa alla parrocchia di Borgo Palazzo dove muore il 21-07-1992 a Bergamo

TIRABOSCHI SANDRA in LICINI
+ 24-7-1998 a Bergamo
Maestra, sposa e madre di famiglia e benefattrice del Patronato








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