Giovedì 17 settembre 2026

     

    24.a settimana t. ordinario

     

    Avvenne il 17 settembre…

    1176 – I bizantini sono sconfitti, con un’imboscata, nella battaglia di Miriocefalo dai turchi

    1394 – Re Carlo VI di Francia ordina che tutti gli ebrei vengano espulsi dalla Francia

    1939 – l’Unione Sovietica invade la Polonia orientale come stipulato dal patto Molotov-Ribbentrop.

    1976 – Viene presentato ufficialmente lo Space Shuttle.

    1978 – Vengono firmati gli accordi di Camp David fra Israele ed Egitto.

    2009 – A Kabul attentato suicida contro un convoglio italiano, muoiono 6 paracadutisti e 4 feriti.

     

    Aforisma di S. Roberto Bellarmino

    “Ricchezza e povertà, salute e malattia, sono buone se conducono a Dio, cattive se ce ne allontanano.”

     

    Santi del giorno

    ROBERTO BELLARMINO – S. ILDEGARDA DI BINGEN

    Roberto Bellarmino nacque a Montepulciano nel 1542 da ricca e numerosa famiglia. Nel 1560 entrò nella Compagnia di Gesù. Studiò a Padova, a Lovanio e al Collegio romano di Roma: tra i suoi alunni c’era anche san Luigi Gonzaga. Venne creato cardinale e arcivescovo di Capua nel 1599 e fu un affermato teologo.

    Scrisse opere esegetiche, pastorali e ascetiche; Con un’opera semplice, ma ricca di sapienza come il suo «Catechismo» fu “maestro” di tante generazioni di fanciulli. Famoso anche un altro suo volume «L’arte del ben morire». Morì il 17-9-1621 a Roma e fu sepolto in un altare laterale della Basilica di S. Ignazio in Campo Marzio. La sua festa è associata a quella di S. Ildegarda di Bingen pure Dottore della Chiesa. 

     

    Preghiera Colletta

    O Dio, creatore e Signore dell’universo, volgi a noi il tuo sguardo, e fa’ che ci dedichiamo con tutte le forze al tuo servizio per sperimentare la potenza della tua misericordia. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen

     

    Parola di dio Luca 7,36-50

    In quel tempo, uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo. Vedendo questo, il fariseo che l’aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!».

    Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa». Ed egli rispose: «Di’ pure, maestro». «Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene». E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli.

    Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco». Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!».

     

    Riflessione don Arturo commenta don Bepo 

    «Dall’esistenza del creato, si deduce l’esistenza del creatore; non può essere una cosa senza che l’abbia fatta, e dall’ordine del creato: le leggi finali che governano il mondo dicono che c’è una mente ordinatrice. = Fénelon e l’orologio – Lo studente e il passatore – Il coleottero e la sua mutazione.  Don Giuseppe Vavassori (25/11/1945 in 1945-1946, Riflessioni)

     Don Bepo illustra l’esistenza del creatore con l’immagine di Dio il grande orologiaio, mediante il film il Passatore e la mutazione radicale del coleottero. Mi soffermo su François Fénelon che in un’opera dedicata alla dimostrazione dell’esistenza di Dio, esaminando lo spettacolo della natura, sostiene che il caso non può generare l’ordine. Il suo ragionamento si articola su tre punti cardine: 

    1. Il caso è una causa cieca che non può produrre un disegno coerente o artefatti complessi. Se gettassimo dei caratteri di stampa a terra, non si comporrebbe mai l’Iliade di Omero; allo stesso modo, gli atomi nel vuoto non avrebbero mai potuto formare l’universo ordinato che osserviamo. 
    2. Fénelon paragona l’universo, la natura e i corpi biologici degli animali a delle macchine perfette piene di ingranaggi e molle Se un uomo trova un orologio in mezzo a una pianura deserta, non penserà mai che si sia formato da solo o per puro caso; riconoscerà immediatamente il lavoro e l’intelligenza di un artigiano orologiaio. Dall’orologio all’Universo: Poiché il mondo naturale e l’anatomia stessa dell’uomo mostrano un’ingegneria infinitamente più complessa di quella di qualunque manufatto umano, è logicamente necessario dedurre l’esistenza di una mente suprema, un Grande Orologiaio, che ha progettato, ordinato e regolato tali meccanismi. 
    3. Fénelon a differenza di altri filosofi suoi contemporanei, non riduce Dio a una realtà astratta o ad un semplice “avviatore” del mondo. L’orologio universale non testimonia solo l’intelligenza geometrica di Dio, ma è anche il riflesso della Sua provvidenza e bontà verso l’uomo, ponendo l’accento sulla meraviglia e sull’ammirazione estetica della natura. Il testo di Fénelon riscosse un enorme successo in tutta Europa.  

     

    Intenzione di preghiera

    Preghiamo perché in un mondo che non fa sconti a nessuno i cristiani si distinguano per la loro capacità di chiedere perdono a Dio e di perdonare al prossimo.

     

    Don’t forget! Parrocchie Bg n° 15 Almenno S. Salvatore

    Almenno S. Salvatore, come si è visto, è uno dei paesi (e delle Parrocchie) più carichi di testimonianze storiche e artistiche della Bergamasca: insieme ad Almenno S. Bartolomeo ha alcune fra le più notevoli chiese romaniche della provincia che compongono un percorso valorizzato dall’Antenna Europea del Romanico che ha sede presso il complesso di San Tomè. Oltre a quelle ricordate c’è anche la CHIESA DI S. GIROLAMO DOTTORE, di struttura gotica, con influenze rinascimentali, la cui facciata, decorata di sculture e bassorilievi, attira l’attenzione di visitatori e turisti.

    Nelle foto sotto si possono ammirare altri edifici degni di nota come la VILLA RUSTICA DI VIA PITENTINO che risale al XIV secolo, la VILLA VITALBA LURANI CERNUSCHI complesso costituito dalla villa padronale, dalla casa del fattore, da una piccola corte rustica e dal parco, con impianto all’inglese. La PORTA residuo di una casa fortificata risalente al XIV secolo, e l’EX PALAZZO DELLA PRETURA un palazzo del XVIII secolo che dal 1859 ha funzionato come Pretura fino al 1969. Oggi appartiene al Municipio.

     

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