23.a settimana tempo ordinario
Avvenne il 12 settembre…
490 a.C. – Data della vittoria ateniese sui Persiani nella battaglia di Maratona;
1683 – La Lega Santa vincendo la battaglia di Vienna pone fine all’assedio ottomano della città.
1919 – Gabriele D’Annunzio con 2500 legionari, al motto di «O Fiume o morte» occupa Fiume
1979 – Universiadi del Messico, Pietro Mennea stabilisce il record mondiale sui 200 m
1943 – Mussolini è liberato dai tedeschi dalla prigione a Campo Imperatore, sul Gran Sasso.
1974 – L’imperatore etiope Hailé Selassié viene deposto.
Aforisma dalla lettera di S. Paolo ai Corinti
“Fratelli, poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane.”
Santo del giorno

La Chiesa celebra oggi il Santissimo Nome di Maria poco dopo la Sua Natività, così come si celebra il Santissimo Nome di Gesù pochi giorni dopo il Natale. Celebrata dal 1513 in Spagna, la festa del Santo Nome di Maria fu istituita in tutta la Chiesa da Papa Innocenzo XI nel 1684, in riconoscimento della vittoria sui Turchi a Vienna nel 1683. Vienna era sotto assedio dal 14 luglio e la sua resa era questione di ore.
La città si affidò all’intercessione della Vergine Maria. Un cappuccino italiano, il B. Marco d’Aviano, cappellano degli eserciti cristiani, incoraggiò le truppe cristiane a essere ferventi e a resistere.
Mentre l’intera città pregava Maria per tutta la giornata dell’11 settembre, lo stendardo del Gran Visir cadde a favore dei cristiani la sera. Il giorno successivo, il Re di Polonia, Giovanni III Sobieski, che era arrivato come rinforzo, entrò in città in tripudio e partecipò alla messa e al Te Deum nella chiesa della Vergine di Loreto, a cui attribuì la vittoria.
Preghiera Colletta
Concedi, o Signore, ai tuoi servi il dono della grazia celeste e poiché la maternità della beata Vergine ha segnato l’inizio della salvezza, la festa della sua nascita accresca in noi la pace. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen
Parola di dio Luca 6,43-49
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda.
Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico? Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene. Chi invece ascolta e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la investì e subito crollò; e la distruzione di quella casa fu grande».
Riflessione Mattutino di Monsignor Ravasi
Maestro: dopo quello di padre, è il più dolce nome che possa dare un uomo a un altro uomo. Una volta, passeggiando per le strade di Atene, mi stupii di vedere in vetrina un libro intitolato in greco Kardia: sì, era proprio quel “Cuore” che il nostro Edmondo De Amicis pubblicò nel 1886 e che accompagnò tutti gli adolescenti di varie generazioni fino – credo – al Sessantotto quando furono abbattuti molti miti (e non pochi valori) di cui grondavano quelle pagine.
Durante le scorse vacanze ho ritrovato l’edizione sgualcita di quella mia lontana lettura ormai antica e, sfogliandola, mi sono imbattuto in questa definizione, un po’ enfatica, ma meritevole di un pensiero che riserviamo proprio agli esordi del mese che s’affaccia sul nuovo anno scolastico. Con la “maestrina dalla penna rossa” se ne sono andati anche quasi tutti gli altri maestri. È vero, alcuni erano decisamente cattivi maestri, altri erano impregnati e asserviti alle ideologie, altri ancora erano stanchi ripetitori di concezioni e di ideali un po’ decotti. Ma con quella piazza pulita che si è fatta, i giovani (ma non solo) si sono trovati in un deserto senza padri e maestri.
Il padre è stato cancellato dalla psicanalisi a causa della sua ombra incombente e seducente; il maestro è stato spazzato via dalla società emancipata e dalle nuove teorie pedagogiche. Visti i risultati, qualche resipiscenza sta ora emergendo e la figura dell’educatore torna a presentarsi nella scuola, nella comunità civile ed ecclesiale. Con una consapevolezza, comunque: ben arduo e delicato è questo compito e i suoi errori sono sempre tragici, anche perché – come diceva Orazio (citato da S. Agostino) – «una volta che un’anfora è stata impregnata di un odore, lo conserverà a lungo».
Intenzione di preghiera
Preghiamo per i credenti perché consapevoli di essere stati chiamati da Dio alla vita e di essere stati investiti da Lui di un compito sappiano fare scelte buone, giuste, illuminate e coraggiose.
Don’t Forget! Foto della settimana
MERCOLEDÌ 9 SETTEMBRE 2026: OSLO, NORVEGIA

La bara del re Harald V di Norvegia viene trasportata dal palazzo Reale alla cattedrale di Oslo per il funerale – CORNELIUS POPPE/NTB SCANPIX VIA AP







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