Giovedì 30 luglio 2026

     

    XVII Settimana del T. Ordinario

     

    Avvenne il 30 luglio…

    101 a.C. – Battaglia dei Campi Raudii: Gaio Mario e Quinto Lutazio Càtulo sconfiggono i Cimbri

    762 – Fondazione della città di Baghdad.

    1733 – Apre la prima loggia massonica in quelli che diventeranno gli Stati Uniti d’America.

    1930 – L’Uruguay, a Montevideo, vince il primo campionato mondiale di calcio.

    1932 – A Los Angeles si aprono i giochi della X Olimpiade.

    1971 – L’Apollo 15 atterra sulla Luna.

     

    Aforisma di Miguel de Unamuno   

    “Vedo sempre più la politica elevata a religione e la religione elevata a politica.”

     

    Santi del giorno

    Nel 433 venne consacrato vescovo di Ravenna, dal Papa in persona, Sisto III. Il soprannome di Pietro è «Crisologo», che significa «dalle parole d’oro». La sua identità di uomo e di vescovo viene fuori chiaramente dai documenti che possediamo, circa 180 sermoni. È lì che troviamo lui, con una cultura apprezzabile in quei tempi e tra quelle vicende, e soprattutto col suo calore umano e con lo schietto vigore della sua fede.

    Ravenna ai tempi di Pietro è una città crocevia di problemi e di incontri. Dall’Oriente lo consulta l’archimandrita Eutiche, in conflitto dottrinale col patriarca di Costantinopoli e con gran parte del clero circa le due nature in Gesù Cristo.

    Il vescovo di Ravenna gli risponde rimandandolo alla decisione del Papa (che era Leone I) «per mezzo del quale il beato Pietro continua a insegnare, a coloro che la cercano, la verità della fede». Una rigorosa indicazione, espressa sempre con linguaggio amico, con voce cordiale.

     

    Preghiera Colletta

    O Dio, nostra forza e nostra speranza, senza di te nulla esiste di valido e di santo; effondi su di noi la tua misericordia perché, da te sorretti e guidati, usiamo saggiamente dei beni terreni nella continua ricerca dei beni eterni. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

     

    Parola di Dio Matteo 13,47-53

    In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.

    Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche». Terminate queste parabole, Gesù partì di là.

     

    Riflessione Don Tonino Bello

    La vita giocatevela bene, non bruciatela. Il rischio che potete correre è che invece di raggiungere gli orizzonti larghi vi incastriate poi in un labirinto, in una prigione, da cui poi si fa fatica a uscire… Andiamo alla ricerca di obiettivi, che pensiamo ci debbano liberare e invece ci mettono proprio loro in prigione… Se la vostra vita la spenderete per gli altri, voi non la perderete; perderete il sonno, ma non la vita, la vita è diversa dal sonno; perderete il denaro, ma non la vita, la vita è diversa dal denaro; perderete la quiete, ma non la vita, la vita travalica la quiete; perderete tantissime cose, perderete la salute, ma non la vita…

    Vi auguro che possiate veramente amare la vita, amare la gente, amare la geografia, amare la terra… a tal punto che il cuore vi faccia male, e vi auguro che vi faccia veramente male ogni volta che vedrete nuove oppressioni, nuove ingiustizie, nuovi stermini della natura, ogni volta che sentirete il grido violento che si sprigiona dalle turbe dei poveri…La bellezza di Dio e la bellezza dell’altro salveranno il mondo Sia pure nel vostro piccolo abbiate sempre rispetto dei volti, abbiate sempre il rispetto delle persone, abbiate sempre il rispetto dell’altro, il rispetto dei luoghi, abbiate sempre la cura della bellezza che non è qualcosa di effimero…Dio è la bellezza… La bellezza di Dio e la bellezza dell’altro salveranno il mondo… Coltivate la bellezza del vostro volto, anche quando avrete 80 anni!

    Coltivate la bellezza del vostro corpo, la bellezza del vostro vestire, cioè l’eleganza non fatta di abiti firmati, ma quella della semplicità, coltivate la bellezza del vostro sguardo, non potete immaginare quanta luce questa bellezza dà a chi è triste, quanta voglia di vivere produce uno sguardo generoso che voi date su di una persona che è triste… Non c’è ricchezza, né denaro al mondo che ti ripaghi di questo… Vi auguro la scoperta di Dio nelle cose più belle che Lui ci dona, nella natura, l’intuire la Sua presenza che fa miracoli ogni giorno e che noi non sappiamo cogliere…la scoperta non della sacralità, ma della santità di tutte le cose… Perché voi siete molto consumatori di sacralità, di sacro, ma poco protagonisti di santità e la santità la possono raggiungere anche i laici… Gesù Cristo vi dia tanta voglia di scoprire la santità delle cose, la santità del mare, la bellezza della terra, dei vostri giardini, dei prati, delle pareti delle scuole.

     

    Intenzione di preghiera

    Preghiamo per i direttori spirituali e i confessori, perché aiutino i fratelli a distinguere e a praticare le strade della perfezione. 

     

    Don’t Forget! Storia dei martiri cristiani

    La chiesa cattolica in Honduras

    La fede cristiana in Honduras arrivò al seguito della scoperta e della successiva conquista del nuovo mondo da parte degli spagnoli. La diocesi dell’Honduras fu eretta nel 1527 da papa Clemente VII senza sede fissa: era suffraganea della diocesi di Siviglia e copriva l’intero territorio dell’attuale Honduras. Il 6-9-1531 fu stabilita come sede vescovile la città di Trujillo e il 12-2-1546 la diocesi divenne suffraganea dell’arcidiocesi di Santo Domingo. Nel 1561 la sede fu trasferita a Comayagua, città fondata nel 1540.

    Il 16-12-1743 papa Benedetto XIV decise che la diocesi di Honduras entrasse a far parte della provincia ecclesiastica dell’arcidiocesi di Santiago di Guatemala. Il 2-2-1916 Papa Benedetto XV dispose la cessione di parti del suo territorio a vantaggio dell’erezione del vicariato apostolico di S. Pedro Sula (oggi arcidiocesi) e della diocesi di S. Rosa de Copán e fu elevata al rango di arcidiocesi metropolitana, assumendo il nome attuale. La sede è stata trasferita a Tegucigalpa.

    Oggi l’Honduras è uno dei pochi stati latinoamericani dove la maggioranza della popolazione non è di fede cattolica; circa il 48% infatti appartiene a confessioni protestanti per lo più di matrice nordamericana (con primato dei pentecostali). I cattolici sono il 41% e la chiesa cattolica hondureña è suddivisa in 11 diocesi con 535 sacerdoti e circa 800 suore. Chi si dichiara irreligioso è l’8%. In ambito ecclesiale, di fronte alla scarsità di clero, molto si conta sul lavoro dei catechisti. Molti si investe anche nell’impegno sociale: nel paese ci sono 6 ospedali cattolici; 79 dispensari; 61 scuole materne; 47 elementari e 76 scuole medie e istituti superiori.

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