XVIII Settimana del T. Ordinario
Avvenne l’8 agosto…
1381 – Repubblica di Genova e Repubblica di Venezia firmano la Pace di Torino
1786 – 1.a ascensione del Monte Bianco a opera degli alpinisti J. Balmat e M. G. Paccard.
1956 – Disastro di Marcinelle, Belgio: un incendio, in una miniera di carbone provoca 262 morti.
1974 – Scandalo Watergate: il presidente USA Richard Nixon annuncia il suo abbandono
2008 – Inizia la guerra tra la Georgia e l’Ossezia del Sud, quest’ultima appoggiata dalla Russia.
2010 – Un’alluvione a Gansu, in Cina, uccide più di 1400 persone
Aforisma del S. Curato d’Ars
““Se si vantano i meriti dei vostri amici e non si dice niente di voi ne siete rattristati. Se vedete qualcuno che si è convertito e che fa rapidi progressi nelle virtù, in poco tempo è arrivato ad un alto livello di perfezione, vi addolora il fatto di essere rimasti indietro. E se lo si loda, ne provate dispiacere e dite: “Oh, ma non è stato sempre così… Era come gli altri. Ha fatto questo errore e quest’altro…”. Tutto ciò è orgoglio”.
Santo del giorno

Nato nel 1170 a Caleruega, un villaggio montano della Vecchia Castiglia (Spagna), si distinse fin da giovane per carità e povertà. Convinto che bisognasse riportare il clero a quella austerità di vita che era alla base dell’eresia degli Albigesi e dei Valdesi, fondò a Tolosa l’Ordine dei Frati Predicatori che, nato sulla Regola agostiniana, divenne nella sostanza qualcosa di totalmente nuovo, basato sulla predicazione itinerante, la mendicità (per la prima volta legata ad un ordine clericale), una serie di osservanze di tipo monastico e lo studio approfondito.
San Domenico si distinse per rettitudine, spirito di sacrificio e zelo apostolico. Le Costituzioni dell’Ordine dei Frati Predicatori attestano la chiarezza di pensiero, lo spirito costruttivo ed equilibrato e il senso pratico che si rispecchiano nel suo Ordine, uno dei più importanti della Chiesa.
Sfinito dal lavoro apostolico ed estenuato dalle grandi penitenze, il 6-8-1221 muore circondato dai suoi frati, nel suo amatissimo convento di Bologna, in una cella non sua, perché lui, il Fondatore, non l’aveva. Gregorio IX, a lui legato da una profonda amicizia, lo canonizzerà il 3 luglio 1234.
Preghiera Colletta
Guida e proteggi, o Signore, la tua Chiesa per i meriti e gli insegnamenti di san Domenico: egli, che fu insigne predicatore della tua verità, sia nostro intercessore davanti a te. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
Parola di Dio Matteo 17,14-20
In quel tempo, si avvicinò a Gesù un uomo che gli si gettò in ginocchio e disse: «Signore, abbi pietà di mio figlio! È epilettico e soffre molto; cade spesso nel fuoco e sovente nell’acqua. L’ho portato dai tuoi discepoli, ma non sono riusciti a guarirlo». E Gesù rispose: «O generazione incredula e perversa! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo qui da me». Gesù lo minacciò e il demonio uscì da lui, e da quel momento il ragazzo fu guarito. Allora i discepoli si avvicinarono a Gesù, in disparte, e gli chiesero: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli rispose loro: «Per la vostra poca fede. In verità io vi dico: se avrete fede pari a un granello di senape, direte a questo monte: “Spòstati da qui a là”, ed esso si sposterà, e nulla vi sarà impossibile».
Riflessione don Arturo Bellini commenta don Bepo
«S. Stanislao Kostka… invoca Maria ed ella interviene e le porge il Figlio suo. Pensa a Maria quando avrai messo tra i compagni della sua età il diletto figlio. Pensa a Maria quando lo ha visto nelle mani dei carnefici e quando la pia Veronica gli asciuga il volto». Don Bepo (12/10/1941).
La generazione di papa Giovanni e di don Giuseppe Vavassori è cresciuta avendo davanti modelli di santità come S. Luigi Gonzaga, S. Giovanni Berchmans e S. Stanislao Kostka, 3 santi adolescenti presentati come specchio di virtù, di purezza e di dedizione totale a Dio. In quest’omelia del 1941, don Bepo evoca la visione della Madonna che affidò alle braccia di Stanislao il bambino Gesù. Appena lo ebbe tra le braccia si sentì guarito a dispetto di tutti i medici che non gli avevano dato scampo. La Vergine, nel congedarlo, gli rivelò che la sua strada era di appartenere alla Compagnia di Gesù.
Nato vicino a Cracovia, nel 1550, figlio del principe Kostka, capo militare e Senatore del regno di Sigismondo, all’età di 14 anni fu mandato a studiare a Vienna presso il collegio della Compagnia di Gesù, allora agli inizi. Sicuro della sua scelta, ma sapendo che il padre l’avrebbe ostacolato in ogni modo camminò per venti giorni, a piedi, fino a Dillingen, in Germania, dove fu accolto nella casa locale dei gesuiti che restarono colpiti da questo giovane straordinario. Inviato in pellegrinaggio a Roma assieme a due compagni, dove Stanislao poté iniziare il suo noviziato e pronunciare i voti di povertà, castità e obbedienza. Un giorno gli fu richiesto di definire la figura del missionario, e lui così descrisse il suo bagaglio spirituale: “Ottime scarpe di mortificazione, un ampio mantello di amor di Dio e del prossimo, un cappello di pazienza a difesa delle avversità”. Muore ad appena 18anni, il giorno dell’Assunta del 1568. Viene seppellito nella chiesa appena costruita accanto al noviziato: S. Andrea al Quirinale.
Proclamato Santo da Benedetto XIII nel 1726, assieme a Luigi Gonzaga e Giovanni Berchmans è patrono dei novizi e di tutta la gioventù. In occasione del 450.mo anniversario della morte del Santo, 15 agosto 2018, papa Francesco scrisse: “San Stanislao vi insegna quella libertà che non è una corsa alla cieca, ma la capacità di discernere la meta e di seguire le vie migliori di comportamento e di vita. Vi insegna a cercare sempre prima di tutto l’amicizia con Gesù; a leggere e meditare la sua parola e accogliere nell’Eucaristia la sua presenza misericordiosa e potente, per resistere ai condizionamenti della mentalità mondana”. Un insegnamento attuale per ogni tempo.
Intenzione di preghiera
Preghiamo il Dio della gloria, che chiama ogni uomo a vivere alla sua presenza, affinché ci aiuti a coltivare lo spirito di contemplazione, per pregustare la gioia che ci attende nel cielo.
DON’T FORGET! FOTO DELLA SETTIMANA

MERCOLEDÌ 5 AGOSTO KYIV, UCRAINA
Una colonna di fumo si alza sulla città dopo un attacco missilistico russo
REUTERS / VLADYSLAV SODEL








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