21.a settimana tempo ordinario
Avvenne il 29 agosto…
1533 – Il conquistatore Francisco Pizarro uccide Atahuallpa, ultimo imperatore della nazione Inca;
1756 – Federico II di Prussia, attaccando la Sassonia, dà il via alla guerra dei sette anni.
1943 – La Danimarca, occupata dai nazisti, autoaffonda la propria flotta.
2003 – L’ayatollah Sayed Mohammed Baqir al-Hakim, leader degli sciiti dell’Iraq, è assassinato in un attacco terroristico che uccide 100 persone all’esterno di una moschea a Najaf.
2005 – L’uragano Katrina si abbatte sulla città di New Orleans, allagandola: 1000 morti.
Aforisma di S. Agostino
“I tempi sono tre: presente del passato, presente del presente, presente del futuro. Questi tre tempi sono nella mia anima e non altrove. Il presente del passato, che è la storia; il presente del presente, che è la visione; il presente del futuro, che è l’attesa.”
Santo del giorno

La festa di oggi ha origini antiche nella Chiesa latina, specialmente in Francia e a Roma. La ricorrenza è legata alla dedicazione di una chiesa costruita vicino al presunto sepolcro di S. Giovanni Battista a Sebaste (città della Samaria che fu ribattezzata da Erode il Grande, Sebaste (=augusto) in omaggio all’imperatore Ottaviano Augusto. Il 29 agosto si ricorda anche il ritrovamento della sua testa, portata a Roma.
Giovanni Battista, descritto nei Vangeli, visse una vita austera nel deserto e iniziò la sua missione intorno al 27-28 d.C., chiamando le persone a cambiare vita per accogliere Gesù e invitandole a battezzarsi in segno di conversione. Criticò i farisei e indicò Gesù come il Messia.
Denunciò pubblicamente Erode e Erodiade, per questo fu imprigionato e poi ucciso: durante una festa, la figlia di Erodiade, Salomè, dopo aver danzato chiese a Erode la testa di Giovanni e la ottenne. Giovanni è considerato l’ultimo profeta e primo apostolo, morto come martire per la sua fede.
Preghiera Colletta
O Dio, che a Cristo tuo Figlio hai dato come precursore, nella nascita e nella morte, san Giovanni Battista, concedi anche a noi di lottare con coraggio per la testimonianza della tua parola, come egli morì martire per la verità e la giustizia. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen
Parola di dio Mc 6,17-29
In quel tempo, Erode aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodiade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri.
Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista».
E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto. Subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.
Riflessione di G. Franco Ravasi – Mattutino
Un maestro indù mostrò un giorno ai suoi discepoli un foglio di carta con un punto nero nel mezzo. «Che cosa vedete?», chiese. «Un punto nero!» risposero. «Nessuno di voi è stato capace di vedere il grande spazio bianco!», replicò il maestro. È questa la legge che fa riempire di cronaca nera i giornali e le televisioni: un solo delitto ha più peso di mille atti di generosità e d’amore, secondo i parametri dell’informazione. Anche noi siamo pronti a cogliere la pagliuzza nell’occhio dell’altro e ignoriamo la luminosità sorridente di tanti sguardi.
È normale elencare tutte le amarezze dell’esistenza e ignorare la quiete e le gioie che pure accompagnano la maggior parte dei nostri giorni. Il nostro pensiero si fissa con più facilità sui punti neri del cielo della storia che non sulle distese di azzurro e di luce. Certo, non si deve essere così ottimisti o ingenui da ignorare il male che pure costella le vicende umane, ma non è giusto considerare come marginali la meraviglia delle albe e dei tramonti, lo stupore del sorriso dei bambini, il fascino dell’intelligenza, il calore dell’amore.
Il sì è più forte del no. E in questa linea vorremmo aggiungere un’altra nota. Ce la offre Pirandello nel suo dramma Il piacere dell’onestà (1918) quando il protagonista dichiara: «È molto più facile essere un eroe che un galantuomo. Eroi si può essere una volta tanto; galantuomini si dev’essere sempre». Anche nel bene può, quindi, vigere la stessa legge: il punto più luminoso dell’eroismo attira tutta l’attenzione, facendo dimenticare che è ben più mirabile il tenue filo di luce che percorre tutte le giornate di un genitore dedicato alla sua famiglia, forse con un figlio disabile. C’è un eroismo quotidiano che non fa suonare le trombe davanti a sé, ma che ha in sé una grandezza ben più gloriosa.
Intenzione di preghiera
Preghiamo per quegli infelici che confondono l’indignazione con l’odio; lo sdegno col disprezzo; l’ironia col sarcasmo; la verità con l’intolleranza; la giustizia con la violenza…sono malati e hanno urgente bisogno di 2 medicine che solo Dio può concedere: l’umiltà e la misericordia.
Don’t Forget! Foto della settimana

21 agosto – 3 settembre: Taranto ospita la 20.a edizione dei Giochi del Mediterraneo: grande successo per una città associata all’Ilva e ai suoi problemi che per la prima volta può mostrare il suo vero volto al mondo. Successo dell’Italia che finora è largamente prima nel medagliere.








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