Avvenne il 25 agosto…
1256 – Bologna: si proclama il Liber Paradisus, grazie al quale furono liberati 5855 servi della gleba e abolita la schiavitù nel Comune.
1609 – Galileo Galilei presenta il suo primo telescopio al Senato di Venezia
1825 – L’Uruguay dichiara l’indipendenza dal Brasile
1830 – Il Belgio si rivolta contro i Paesi Bassi
1944 – Seconda guerra mondiale: Parigi viene liberata dagli Alleati
1960 – I Giochi della XVII Olimpiade si aprono ufficialmente a Roma
Aforisma di S. Giuseppe Calasanzio
“Il religioso che vive nella religione senza dare frutto alcuno commette un furto. Guai a colui che distrugge con l’esempio quelli che educa con la parola!”
Santo del giorno
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Nato nel 1557 a Peralta de la Sal, in Spagna, Giuseppe diventa sacerdote a 26 anni. Ricopre importanti mansioni in diverse diocesi spagnole. A Roma, colpito dalla miseria in cui vivevano i ragazzi abbandonati, fonda un nuovo ordine religioso per dare un’istruzione ai più poveri e combattere così analfabetismo, ignoranza e criminalità. Nascono le «Scuole Pie» e i suoi religiosi vengono chiamati «scolopi». Scrive il santo: «È missione nobilissima e fonte di grandi meriti quella di dedicarsi all’educazione dei fanciulli, specialmente poveri, per aiutarli a conseguire la vita eterna. Chi si fa loro maestro e, attraverso la formazione intellettuale, s’impegna a educarli, soprattutto nella fede e nella pietà, compie in qualche modo verso i fanciulli l’ufficio stesso del loro angelo custode, ed è altamente benemerito del loro sviluppo umano e cristiano». Giuseppe muore il 25-8-1648; è canonizzato nel 1767 e nel 1948 è dichiarato da papa Pio XII «patrono Universale di tutte le scuole popolari cristiane del mondo». |
Preghiera Colletta
O Dio, che unisci in un solo volere le menti dei fedeli, concedi al tuo popolo di amare ciò che comandi
e desiderare ciò che prometti, perché tra le vicende del mondo là siano fissi i nostri cuori dove è la vera gioia. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
Parola di Dio – Matteo 23,23-26
In quel tempo, Gesù parlò dicendo: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima sulla menta, sull’aneto e sul cumino, e trasgredite le prescrizioni più gravi della Legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste invece erano le cose da fare, senza tralasciare quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello! Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma all’interno sono pieni di avidità e d’intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi pulito!»
Riflessione di don Arturo Bellini su don Bepo
«Proposito: far buon uso del tempo. La pratica: attenersi all’ordine della giornata fissato al mattino.
Dormire non più del necessario».
– Don Giuseppe Vavassori (diario pagellina ottobre 1920).
Don Bepo aveva ben presente il detto latino «Serva ordinem, et ordo servabit te» (conserva l’ordine e l’ordine ti custodirà). Torna spesso sulla gestione saggia del proprio tempo e dei propri doveri quotidiani attraverso una pianificazione quotidiana. Ordine e programma giornaliero non sono una gabbia, ma uno strumento prezioso che non solo evita lo spreco di tempo, ma trasforma i buoni propositi in abitudine di vita fruttuosa. Vivere secondo le voglie del momento fatica e sacrificio, allenta, giorno dopo giorno, la volontà e pigrizia, egoismo, istintività trovano campo libero. Che fare?
Occorre riaprire le porte al sacrificio o come si diceva, un tempo ormai lontano, ai “fioretti”. Ad esempio: saltare giù dal letto appena squilla la sveglia; mangiare cibi poco graditi; aspettare che tutti si siano serviti; praticare il digiuno digitale … Forse qualcuno potrà anche sorridere, ma sono questi piccoli sacrifici che tengono a galla la volontà, la rafforzano a sopportare le contrarietà e le tempeste della vita. La comodità come stile di vita è un inganno: “chi non sa negarsi qualcosa di lecito, difficilmente potrà evitare le cose proibite” ha scritto Toth Thiamer), scrittore di tematiche formative,
ben noto anche a don Bepo.
Intenzione di preghiera
Preghiamo per quegli infelici che confondono l’indignazione con l’odio; lo sdegno col disprezzo; l’ironia col sarcasmo; la verità con l’intolleranza; la giustizia con la violenza…sono malati e hanno urgente bisogno di 2 medicine che solo Dio può concedere: l’umiltà e la misericordia.
Don’t Forget!

Verso la fine del XIV sec. intervenne nella vecchia pieve di S. Salvatore un fatto straordinario. Un assestamento dell’edificio aveva fatto spostare un muro di rinforzo e ricomparve così l’antica Madonna col Bambino (foto centrale) di cui si era persa la memoria. La riapparizione dell’affresco fu ritenuto evento miracoloso, un segno divino diretto alla pacificazione delle due comunità. La profonda fede della gente, provata da faide fratricide, produsse una notevole raccolta di offerte e donazioni non solo da parte dei fedeli locali, ma anche di quelli delle zone limitrofe. Si decise così di costruire una nuova chiesa per onorare il miracolo della riapparizione della Madonna col Bambino, nello stesso posto in cui l’evento si era verificato, addossandola cioè alla vecchia pieve che veniva a fare parte del nuovo edificio e recuperava così l’importanza religiosa perduta. Durante la visita di S. Carlo Borromeo del 1575 la nuova chiesa era in costruzione. Il verbale riporta: «Davanti alla porta di questa chiesa si sta costruendo la chiesa della B. V. Maria la cui immagine è dipinta sulla parete. Dicono gli uomini che ottant’anni fa, un miro di rinforzo che si trovava addossato alla parete della chiesa di S. Salvatore, perché la chiesa in quel punto minacciava di cadere, miracolosamente quel rinforzo si scostò dal muro circa tre braccia e ivi si scoprì questa immagine che prima per inavvertenza era stata occultata.»
(Atti della visita pastorale di San Carlo Borromeo)










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