La 4.a domenica di settembre (che ai tempi di don Bepo riempiva il Patronato con varie centinaia di “ex-allievi”) si è celebrata quest’anno domenica 18 ottobre per farla coincidere con l’inaugurazione delle nuove cucine. Ma gli ex-allievi affezionati al Patronato e al fondatore, sono ridotti a un gruppetto di anziani che si assottiglia di anno in anno.
Si è cercato di coinvolgere i giovani della scuola e gli altri ospiti delle varie case, ma con i tempi sono mutate anche le modalità di approccio all’opera di don Bepo.
Con una sorprendente eccezione: i nuovi ex-allievi (sarebbe più corretto dire ex-ospiti) del Patronato sono gli africani usciti dalla struttura che, dopo la settimana lavorativa, tornano in Patronato per passarvi il sabato e la domenica insieme agli attuali ospiti: mangiano, giocano, soprattutto parlano in un clima di cordialità e amicizia e la cosa va avanti fino a notte inoltrata, tanto che si è stabilito un orario limite, le 23,00 dopo di che ognuno è invitato a tornare a casa sua.
E se capita che il portinaio non faccia passar qualcuno, questi protesta dicendo: “Il Patronato è casa mia e ho il diritto di entrarci”. E allora penso che se ci fosse ancora don Bepo sarebbe felice di vedere il cortile pieno di africani e boliviani e non esiterebbe un istante a formare un nuovo comitato: il gruppo degli ex-ospiti di colore.








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