Natale 2019 – omaggio a Piero della Francesca

     

    ieri sulla facciata esterna della Chiesa maggiore del Patronato (che da sulla piazza del mercata) sono state installate riproduzioni di tre opere di Piero della Francesca.

    Il progetto è dell’architetto Bruno Vaerini e donata dall’imprenditore R.M.

     

    segue un commento a cura di don Davide Rota e di Bruno Vaerini

     

     

    – Piero della Francesca ci dona il silenzio di cui abbiamo bisogno –

    La luce e l’ombra delle sue opere, il silenzio e il colore della pittura diventa tutt’uno.

     

     

    I personaggi formano un abbraccio o un aureo- la attorno al personaggio centrale, quasi sempre la Madonna o Gesù Cristo, nell’Annunciazione è invece l’architettura che abbraccia la Madonna.

    Con questi sguardi concentrati, pacifici e silenziosi, ognuno di loro ha una propria storia e una propria aura. La Madonna, di una ieratica bellezza, con il suo abito blu e con gli occhi socchiusi, rappresenta il mondo. Un silenzio divino sublime, espresso da tutti i personaggi e dall’architettura rinascimentale, anche dal committente in ginocchio.

    L’autore ci parla.

    Ci dice che la conquista, non facile, della bellezza è un dono prezioso, è una fede nutrita dalla conoscenza e genera nell’uomo meraviglia, dà vita all’anima, possiamo essere lacerati dalla sofferenza ma siamo nutriti dalla fede.Ciò che rende bella un’opera d’arte non è il lavoro in sé, ma l’esperienza cui essa allude. Deve sedurre lo spettatore per condurlo a quest’esperienza.

    L’opera d’arte è un momento in cui si offre allo spettatore una sosta, gli si permette di respirare, perché possa proseguire verso la vera ricompensa.

    L’arte seduce, porta a sé, solo per condurre al di là di sé. La vera opera d’arte non seduce, ma conduce. L’arte è una luce. È quello strumento che ci è stato concesso, che ci è stato dato in prestito per renderci partecipi dell’evento della nascita.

    Dio si curva per chiamarci a vedere che cosa è nascita, ed a farci nascere, ancora e ancora. L’arte ci aiuta a riconoscere nell’uomo questa chiamata che Dio ci rivolge. Una lezione a noi soprattutto, imprigionati dalle forme, che abbiamo dimenticato l’anima e lo stupore della bellezza, che ci porta fino al sublime e al dono dell’amore.

    L’opera d’arte è un atto d’amore fecondo, l’arte viene compressa quanta altra mai, dove l’uomo dona se stesso e genera il dono della vita e della divinità. Tutto si smaterializza si purifica, si stacca dal proprio corpo e si rileva a Dio.

     

     

     

     

     

    Condividi questa!

    Informazioni sull'autore

    Potrebbe piacerti anche

    Nessun commento

    È possibile postare il commento di prima risposta.

    Lascia un commento

    Please enter your name. Please enter an valid email address. Please enter a message.

    WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com