sabato 7 settembre ’19

    Proverbio del giorno (Proverbio Giapponese)

    «Quando il carattere di un uomo ti sembra indecifrabile, guarda i suoi amici.»

    Iniziamo la Giornata Pregando

    Dio, creatore di tutte le cose e reggitore del cielo, che rivesti il giorno di bella luce e la notte di salutare sonno, affinché il riposo restituisca, al lavoro quotidiano, membra rilassate, sollevi le menti stanche e dissolva le luttuose angosce, [a te] rivolgiamo grate preghiere, cantando un inno, affinché Tu ci sostenga nell’adempiere i voti cui siamo tenuti. Invochiamo Cristo e il Padre, e lo Spirito di Cristo e del Padre; Trinità, unica potenza in ogni luogo, favorisci propizia noi che ti preghiamo. Amen.

    Il santo del giorno

    BEATO GIOVANNI BATTISTA MAZZUCCONI: Rancio di Lecco, 1826 – Woodlark (Oceania), 1855 Nell’isola di Woodlark, G.Battista Mazzucconi, sacerdote dell’Istituto Milanese per le Missioni Estere (PIME), dopo due anni trascorsi al servizio dell’evangelizzazione, ormai spossato dalle febbri e dalle piaghe, fu ucciso in odio alla fede con un colpo di scure.

    Ascoltiamo la parola di Dio Luca 6,1-5.

    Un giorno di sabato, Gesù passava attraverso i campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani. Alcuni farisei dissero: «Perché fate ciò che non è permesso di sabato?». Gesù rispose: «Allora non avete mai letto ciò che fece Davide, quando ebbe fame lui e i suoi compagni? Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non fosse lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?». E diceva loro: «Il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

    Riflessione Per Il Giorno (Mons. Nunzio Galantino)

    Nel “Dialogo del conforto nelle tribolazioni” di Tommaso Moro, la parola conforto – derivata dal tardo latino confortare, composto da con e fortis (rendere forte/vigoroso) – è la vicinanza che sostiene e rafforza qualcuno perché non soccomba nella sofferenza e non ceda ai compromessi. Di conforto non ha bisogno solo la persona segnata da particolare sofferenza; di conforto ho bisogno anch’io e la comunità della quale mi sento parte. Confortare chi si trova in difficoltà può risultare spontaneo e gratificante. Lo è meno confortare se stessi. Per farlo bisogna conoscersi, accettarsi sinceramente ed essere disposti, all’occorrenza, a prendere atto dell’inefficacia degli sforzi profusi per venire a capo dei propri limiti. Essere buoni samaritani di se stessi non è essere compiacenti nei propri confronti né rassegnati di fronte ai propri limiti. Vuol dire riconoscere e accettare il bisogno di tenerezza e di accoglienza, senza che trasformarlo in rinunzia a combattere, vestendo i panni della vittima non compresa. Il conforto dato agli altri è presenza mai invadente e sempre rispettosa, fino a saper vestire i panni del silenzio. Chi conforta si merita le belle parole che San Paolo dice del suo amico e discepolo Onesiforo: “Conceda il Signore misericordia alla famiglia di Onesiforo, perché mi ha molte volte confortato e non si è vergognato della mia catena…mi ha cercato con premura e mi ha trovato” (2 Tim 1, 16-18). Chi ha allenato la sensibilità al bisogno di conforto proprio e degli altri non farà fatica ad accorgersi del bisogno di conforto della propria comunità. Questa può essere resa sofferente da interessi di parte e umiliata dall’arroganza volgare di chi le cava dalle vene il sangue vivo della condivisione sostituendolo con il mortifero veleno del rancore e del rifiuto.

    Intenzione del giorno

    Preghiamo perché crescano le opportunità di formazione e di lavoro per tutti i giovani

    Don’t forget! FOTO DELLA SETTIMANA

    FOTOGRAFO UĞUR GALLENKUŞ

    È un fotografo/artista turco che realizza immagini ibride spezzate, per sottolineare le gravi differenze tra paesi dilaniati dalla guerra e società privilegiate e pacifiche. Servendosi dell’immaginario tipico della cultura occidentale e delle società capitalistiche, Uğur comunica il suo messaggio: tu pensi ad un cono gelato, io a un’esplosione, tu pensi a Gaga che vince l’Oscar, io ad un bambino che ha la fortuna di frequentare la scuola e così via…Qui sopra un esempio dei suoi provocatori collages.

     

     

    nell’immagine un dipinto di Andrew Wyeth

     

     

     

     

    Condividi questa!

    Informazioni sull'autore

    Potrebbe piacerti anche

    Nessun commento

    È possibile postare il commento di prima risposta.

    Lascia un commento

    Please enter your name. Please enter an valid email address. Please enter a message.