Sabato11 luglio 2026

     

    XIV Settimana del T. Ordinario

     

    Avvenne l’11 luglio…

    1533 – Enrico VIII d’Inghilterra viene scomunicato.

    1708 – La Grande Alleanza sconfigge il Regno di Francia e l’Elettorato di Baviera a Oudenaarde

    1979 – Giorgio Ambrosoli, commissario liquidatore della Banca Privata Italiana, dopo aver testimoniato davanti a giudici USA sui traffici di Michele Sindona, è assassinato a Milano.

    1987 – La popolazione mondiale, secondo l’ONU, oltrepassa i 5 miliardi.

    1995 – I serbi bosniaci catturano Srebrenica: molti degli abitanti (musulmani) sono assassinati

     

    Aforisma di S. Benedetto 

    “Dobbiamo guardarci dal desiderio del male, perché la morte è stata posta alla porta del piacere”.

     

    Santo del giorno

    Nato a Norcia (Perugia), verso il 480. I suoi genitori benestanti lo mandarono per formarlo negli studi a Roma, ma prima di concludere gli studi, lasciò Roma e si ritirò nella solitudine dei monti. Dopo un periodo di eremitaggio al sacro Speco di Subiaco, passò alla forma cenobitica a Subiaco e poi a Montecassino.

    La Regola scritta da S. Benedetto, che riassume la tradizione monastica orientale e la adatta con saggezza e discrezione al mondo latino, apre una via nuova alla civiltà europea dopo il declino di quella romana. In questa scuola di servizio del Signore hanno un ruolo determinante la lettura meditata della parola di Dio e la lode liturgica, alternata coi ritmi del lavoro in un clima intenso di carità fraterna e di servizio reciproco (ora et labora). È il patriarca del monachesimo occidentale.

    Nel solco di Benedetto sorsero nel continente europeo e nelle isole centri di preghiera, cultura, promozione umana e ospitalità per i poveri e i pellegrini. Due secoli dopo la sua morte, saranno più di mille i monasteri benedettini. Paolo VI lo proclamò patrono d’Europa (24-10-1964).

     

    Preghiera Colletta

    O Dio, che hai costituito il santo abate Benedetto maestro insigne di coloro che dedicano la vita alla scuola del servizio divino, concedi a noi di nulla anteporre al tuo amore, per correre con cuore libero e ardente nella via dei tuoi precetti. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen

     

    Parola di Dio Matteo 19,27-29

    In quel tempo, Pietro, disse a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna».

     

    Riflessione di Mons. Domenico Sigalini Vescovo di Palestrina

    CARA PARROCCHIA, che d’ora in avanti avrai un prete solo ogni morte di papa…Dalle mie parti si dice così quando è inutile sperare e perché: morto un papa ne fanno subito un altro e quindi ci sarà anche un prete nuovo; ma noi vogliamo tanto bene a papa Leone XIV, che sicuramente camperà moltissimi anni ancora. Il problema è però che da più di 10 anni stiamo vivendo una scarsità di preti mai vista in questi ultimi cent’anni e le prospettive prossime lo confermano.

    Unità pastorali sono due belle parole, ma fanno la fotografia che si stanno mettendo assieme molte parrocchie con un parroco solo; ha preti che lo aiutano pure, anche se molti abbiamo più di ottanta anni o lì vicino. La cosa è ancora più triste perché l’essere cristiani interessa sempre a meno persone. Possiamo ancora suonare le campane, ma molta gente non sa più che cosa vogliono dire, i battezzati diminuiscono non solo perché nascono meno bambini e bambine, ma perché i genitori (oggi ne basta uno) non vogliono battezzare i figli. Le parrocchie hanno anche oratori e strutture, ma non sono sempre utilizzabili.

    Soprattutto però cresce continuamente gente che non crede, a cui non interessa niente di Dio e della chiesa, del vangelo e della vita cristiana. Un po’ di preti e di laici ci siamo trovati per tre giorni ad Assisi a caricarci di speranza. Anche se è finita la cristianità, cioè tutte le belle abitudini e attività cristiane, anche se c’è un  aumento di ignoranza del vangelo, della chiesa, della messa, dei sacramenti, non è morto però il cristianesimo: il dono bello del vangelo che Dio ci dona continuamente, le capillari opere di carità che tanti cristiani fanno, l’azione preziosa che fanno tanti  parrocchiani per spegnere i conflitti, gente che usa cellulari per far compagnia e aiutare i malati nelle tante solitudini, ma soprattutto giovani disponibili a mettersi a disposizione con la loro creatività ad aiutare a superare contrapposizioni; si tratta di fidarsi di loro prima che “dimostrino” qualcosa, di entrare in una relazione reale dove la fiducia precede le garanzie, luoghi in cui sia possibile abitare le grandi domande della loro vita: il senso, il futuro, la fede, la vita; dove il cambiamento non  riguarda solo chi cresce, ma anche chi li accompagna. Cara parrocchia abbi fiducia, ci sono laiche, laici e preti decisi a non mollare né te, né il Signore.

     

    Intenzione di preghiera

    Preghiamo per la chiesa che deve far fronte alla diminuzione dei sacerdoti, perché nella preghiera a Dio affinché mandi operai nella sua messe e nell’impegno generoso dei laici trovi la forza di ripartire ogni giorno.  

     

    Don’t Forget!

    MERCOLEDÌ 8 LUGLIO – NAJAF, IRAQ Fedeli protesi verso il camion con la bara dell’ayatollah Ali Khamenei, trasportata dall’Iran per un’altra processione funebre FOTO AP/HADI MIZBAN.

     

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