XIV Settimana del T. Ordinario
Avvenne il 10 luglio…
1212 – Grande incendio di Londra in cui brucia la maggior parte della città.
1821 – Gli USA prendono possesso della Florida, appena acquistata dalla Spagna;
1940 – 2.a guerra mondiale: istituito il governo francese di Vichy; cade la 3.a Repubblica francese
1943 – Le truppe anglo-americane sbarcano in Sicilia;
1976 – Un incidente nell’ICMESA di Seveso, causa la diffusione di una quantità di diossina.
2000 – Nigeria: esplode un oleodotto uccidendo 250 persone che stavano rubandone il gasolio;
Aforisma di Angelus Silesius
“”Fermati! Dove corri? Il cielo è in te. Se cerchi altrove Dio, mai Lo troverai.”
Santo del giorno

Le informazioni sul martirio di Rufina e Seconda sono concordi. Condannate, sotto Valeriano e Gallieno, dal prefetto Giunio Donato, furono martirizzate a Roma al decimo miglio della via Cornelia. La tradizione le vuole sorelle che, fidanzate a due giovani cristiani divenuti apostati, si votarono alla verginità.
Non essendo riusciti con ogni sforzo ad indurle all’ apostasia e al matrimonio, i due giovani le denunciarono. Quasi sicuramente, già ne IV secolo, sul loro sepolcro fu eretta una basilica, forse da papa Giulio I, di cui oggi è impossibile indicare l’ubicazione in maniera sicura.
Rufina e Seconda, con il loro esempio ci ricordano che in una società multi-religiosa come quella del loro tempo e quella del tempo verso cui ci stiamo incamminando, le ragioni della fede sono superiori a quelle del cuore.
Preghiera Colletta
O Padre, che nell’umiliazione del tuo Figlio hai risollevato l’umanità dalla sua caduta, dona ai tuoi fedeli una gioia santa, perché, liberati dalla schiavitù del peccato, godano della felicità eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen
Parola di Dio Matteo 10,16-23
Disse Gesù ai suoi apostoli: «Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani.
Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome.
Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato. Quando sarete perseguitati in una città, fuggite in un’altra; in verità io vi dico: non avrete finito di percorrere le città d’Israele, prima che venga il Figlio dell’uomo».».
Riflessione da Paolo Coelho – in Alchimista
La Madonna, col Bambino Gesù fra le braccia, aveva deciso di scendere in Terra per visitare un monastero. Orgogliosi, tutti i monaci si misero in una lunga fila, presentandosi ciascuno davanti alla Vergine per renderle omaggio. Uno declamò alcune poesie, un altro le mostrò le miniature che aveva preparato per la Bibbia e un terzo recitò i nomi di tutti i santi.
E così via, un monaco dopo l’altro, tutti resero omaggio alla Madonna e al Bambino. All’ultimo posto della fila ne rimase uno, il monaco più umile del convento, che non aveva mai studiato i sacri testi dell’epoca. I suoi genitori erano persone semplici, che lavoravano in un vecchio circo dei dintorni, e gli avevano insegnato soltanto a far volteggiare le palline in aria. Quando giunse il suo turno, gli altri monaci volevano concludere l’omaggio perché il povero acrobata non aveva nulla di importante da dire e avrebbe potuto sminuire l’immagine del convento.
Ma anche lui, nel profondo del proprio cuore, sentiva il bisogno di offrire qualcosa a Gesù e alla Vergine. Pieno di vergogna, tirò fuori dalla tasca alcune arance e cominciò a farle volteggiare: perché‚ era l’unica cosa che egli sapesse fare. Fu solo in quell’istante che Gesù Bambino sorrise e cominciò a battere le mani in braccio alla Madonna. E fu verso quel monaco che la Vergine tese le braccia, lasciandogli tenere per un po’ il bambinello.
Intenzione di preghiera
Preghiamo per la chiesa cattolica ferita da questo ennesimo scisma, perché trovi la forza di reagire dando il meglio di sé anche ai fratelli separati.
Don’t Forget! L’angolo della memoria

Don PIETRO GATTI
Nato il 21-08-1933 a Bergamo Borgo Palazzo
Ordinato sacerdote il 31-05-1958
Prete del P. S.V. dal 1958 fino alla morte, è stato vicerettore degli studenti, poi Padre Spirituale dei giovani ospiti, compito che assolverà con scrupolo, saggezza e discrezione fino a che la salute e le forze glielo consentono. Redattore del Bollettino del Patronato S. V. ha curato con passione la liturgia ed è stato geloso custode degli arredi delle chiese del Patronato. Morto il 10-07-2017 a Bergamo PSV
CARRARA MARIA
Benefattrice del P.S.V.
+ il 10-7-1996








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