I Settimana di quaresima
Avvenne il 24 febbraio…
303 – L’imperatore romano Galerio dà il via alla persecuzione dei cristiani sotto il suo regno
1525 – Battaglia di Pavia: Francesco I di Francia è sconfitto e preso prigioniero dalle milizie imperiali
1582 – Papa Gregorio XIII annuncia il calendario gregoriano.
1821 – Il Messico dichiara l’indipendenza dalla Spagna con il Piano di Iguala
1989 – Il leader iraniano Khomeyni emette la fatwā contro Salman Rushdie, autore de I versi satanici
1991 – Guerra del Golfo inizia l’offensiva per la liberazione del Kuwait da parte della Coalizione
2022 – Crisi russo-ucraina: le forze armate della Russia invadono l’Ucraina.
Aforisma dei Padri del deserto: Abba Pafnuzio
«Tre volte Nostro Signore Gesù mi ha detto tre parole e mi ha esortato ad osservarle per essere salvo: povertà, mortificazione, pazienza».
Preghiera Colletta
Volgi il tuo sguardo, o Signore, a questa tua famiglia, e fa’ che, superando con la penitenza ogni forma di egoismo, risplenda ai tuoi occhi per il desiderio di te. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen.
Santo del giorno

Nato verso il 552, Etelberto divenne il più potente sovrano anglo dell’epoca. Nell 588 sposò Berta, figlia cattolica del re franco Cariberto. Dando prova di tolleranza, permise alla sua sposa di continuare a professare la sua fede. Ancora più magnanimo egli si mostrò nel 597 quando accolse la delegazione di monaci inviata da papa Gregorio e guidata da Agostino.
Egli ascoltò i missionari e concesse loro di stabilirsi presso Canterbury con facoltà di predicare e convertire. Lo stesso Etelberto ricevette il battesimo nel giorno di Pentecoste del 597. Saggio e prudente, non costrinse i sudditi a seguire la sua scelta, ma favorì quanti si facevano battezzare. La svolta favorevole al cristianesimo venne consolidata dalla costruzione di un monastero dedicato ai SS. Pietro e Paolo.
Nel 601 giunse in Inghilterra una spedizione di monaci, fra i quali Paolino, Mellito e Giusto che diverranno vescovi rispettivamente di York, Londra e Rochester. Etelberto fu un sovrano saggio ed equilibrato che procurò benefici a tutta la nazione. Morì il 24 febbraio del 616 e fu sepolto accanto alla moglie Berta, pure venerata come santa.
Parola di dio Matteo 6,7-15
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».».
Riflessione Don Arturo commenta don Bepo
«Il lavoro è molto, e [incontrarlo] m’è pesante all’anima e la leggerezza di chi vuole la guerra, innanzi all’inenarrabile caos di dolori, di atrocità e situazioni orribili che la guerra è. La notte da 18 al 19 u.s. assistevo nelle ultime sue ore di vita un soldato Franzini Antonio di Grosio. Egli m’invitò a chiamare il cappellano mi incaricò di scrivere alla famiglia. Morì alle nove del mattino fu sepolto qui il giorno dopo. Le sue parole, la sua pazienza fu quella del buon cristiano fu a me di edificazione». don Giuseppe Vavassori (Diario di guerra 1917- 1918).
Don Bepo nel suo diario di cappellano militare sente il peso della cecità di una guerra atroce che spazza via vite, sogni e dignità. Da prete animato da fede e dedizione ai suoi soldati – in questo caso del soldato Franzini – custodisce una forza interiore che lo sostiene e mantiene viva in lui la sensibilità di fronte al dolore e lo immunizza dal virus dell’abitudine alla brutalità. Sull’Osservatore Romano, ho letto una poesia che fa pensare sulla drammatica situazione del nostro tempo e di ogni tempo dove il potere usa ogni strategia per silenziare i dissidenti. L’ha scritta il polacco Adam Zagaiewski ed è intitolata «Prova a cantare il mondo mutilato». È un grido accorato per cercare un’ancora di speranza.
«Prova a cantare il mondo mutilato. Ricorda le lunghe giornate di giugno e le fragole, le gocce di vino rosé. Le ortiche che metodiche ricoprivano le case abbandonate da chi ne fu cacciato. Devi cantare il mondo mutilato. Hai guardato navi e barche eleganti; attesi da un lungo viaggio, o soltanto da un nulla salmastro. Hai visto i profughi andare verso il nulla, hai sentito i carnefici cantare allegramente. Dovresti celebrare il mondo mutilato. Ricorda quegli attimi, quando eravate insieme in una stanza bianca e la tenda si mosse. Torna col pensiero al concerto, quando la musica esplose. D’autunno raccoglievi ghiande nel parco e le foglie volteggiavano sulle cicatrici della terra. Canta il mondo mutilato e la penna grigia persa dal tordo, e la luce delicata che erra, svanisce e ritorna».
Questa poesia venne scritta dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001; è una invocazione che invita a salvare qualcosa di confortante anche nel momento più buio. Zagajewski ha vissuto momenti drammatici: nato nell’ultimo anno della seconda guerra mondiale, è stato costretto a spostarsi con la famiglia già nei primi anni da Leopoli a Gliwice, nella Polonia centrale, per la migrazione forzata dei polacchi decisa dall’Unione sovietica; poi essendosi esposto pubblicamente a criticare il regime comunista, è stato costretto a trasferirsi a Parigi. Così per lui «cantare il mondo mutilato» significa mantenere un’oasi di sollievo per l’anima.
Intenzione di preghiera
Preghiamo perché la pratica della preghiera e del digiuno ci conceda il dono del discernimento.
Don’t Forget! Storia dei martiri Cristiani
2.a PARTE: STORIA DELL’ARMENIA

La storia dell’Armenia e del suo popolo, racconta di una terra ancestrale e antichissima che conserva forte identità. Sede di antichi Regni e culla del Cristianesimo, questa terra situata ai confini orientali d’Europa e nel pieno dei Monti del Caucaso, ha fornito al suo popolo una storia leggendaria.
LE ORIGINI La storia dell’Armenia affonda le sue radici ai tempi del Regno di Urartu, che governò dal 1000 a.C. per circa 500 anni. Il suo nome deriva probabilmente dal Monte Ararat citato anche dall’Antico Testamento, oggi al confine turco-armeno e meta di pellegrinaggi. In seguito l’antico regno fu dominato dai Persiani di Dario I che conquistarono il territorio e lo suddivisero in due province. Le varie dinastie che si susseguirono furono sempre vassalli dell’Impero Persiano, ma conservarono la lingua e le tradizioni armene. Nel 330 a.C. la dinastia degli Artassidi si sottomise ad Alessandro Magno che affidò al Re Tigran II il Grande la corona dell’Impero Seleucide.
IMPERO ARMENO E DOMINIO ROMANO Da questo momento nasce l’Impero Armeno che fu molto importante nella storia dell’Armenia. Infatti, quando nel 1 a.C. l’Impero Romano arrivò in Armenia, trovò un regno indipendente, che divenne presto protettorato di Roma. Di questo periodo ci rimane la testimonianza di Garni, dove sorge l’antico Tempio Greco-Romano dedicato al Dio Mitra (foto a destra). Infine Traiano nel 114 d.C. trasformò l’attuale Armenia in una provincia dell’Impero.
L’AVVENTO DEL CRISTIANESIMO. Il 301 d.C. fu anno fondamentale per la storia Armena e del popolo armeno. Infatti in questa data il cristianesimo fu dichiarato religione ufficiale, e l’Armenia divenne il primo paese al mondo ad adottare la fede cristiana (foto a sinistra).









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