I Settimana di quaresima
Avvenne il 25 febbraio…
138 – L’imperatore romano Adriano adotta Antonino Pio, rendendolo suo successore.
1570 – Papa Pio V scomunica la regina Elisabetta I d’Inghilterra.
1856 – Inizia il Congresso di Parigi al fine di ristabilire la pace dopo la guerra di Crimea.
1922 – Ghigliottinato Henri Landru, colpevole di aver sedotto e ucciso dieci donne.
1964 – Cassius Clay, sconfiggendo Sonny Liston è campione mondiale dei pesi massimi a 22 anni.
Aforisma dei Padri del deserto
«Dio ci guardi dalle lodi degli uomini e dalle loro critiche, perché le loro lodi non possono farci entrare nel Regno dei Cieli e le loro critiche non riescono a impedirci d’entrare nella vita eterna».
Preghiera Colletta
Volgi il tuo sguardo, o Signore, a questa tua famiglia, e fa’ che, superando con la penitenza ogni forma di egoismo, risplenda ai tuoi occhi per il desiderio di te. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen.
Santo del giorno

Di lei si sa solo che visse nel secolo VIII: era nata all’inizio del 700 nel Devonshire, a Wessex, in Inghilterra. Sorella dei santi Villibaldo e Vunibaldo faceva parte del gruppo di monache e monaci che aiutarono S. Bonifacio (680-755) ad evangelizzare la Germania.
Era monaca nel monastero di Wimborne (Dorset) e dopo due anni divenne badessa delle monache del doppio monastero, istituito da suo fratello Villibaldo ad Heidenheim, mentre l’altro fratello Vunibaldo guidava il ramo maschile.
Alla morte di Vunibaldo, prese lei la direzione dell’intera istituzione e sotto la sua guida, l’abbazia continuò a essere un centro di forte irradiazione religiosa e culturale, e di aiuto alla gente del luogo, secondo la tradizione benedettina. Non vi mancavano le monache scrittrici come Ugeburga, biografa dei due fratelli Villibaldo e Vinnibaldo. Valpurga morì il 5-2-779 e si diffuse attorno a lei una venerazione che dura nel tempo.
Parola di dio Luca 11,29-32
In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione. Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».
Riflessione Da www gli scritti don Andrea Lonardo
Se ci si sofferma a pensare un attimo è incredibile che la terra debba essere così importante per la salvezza dell’immensità del cosmo. Gli angeli ribelli non sono sconfitti in cielo, cioè semplicemente in Dio. Bensì proprio qui in terra e la vittoria di Cristo su Satana ha conseguenze per il cosmo intero. Qui si gioca la partita decisiva. E si gioca con l’incarnazione e con la croce e la resurrezione.
Certo il male aveva già ferito il cosmo intero, prima della creazione dell’uomo, ma è in terra che appare il suo potere malefico. Quando i Salmi invitano tutto il creato a lodare Dio e quando Francesco d’Assisi nel Cantico delle creature dà analogamente voce a tutte le creature, si comprende che questo è vero, ma che lo è in senso poetico. Poiché di per sé le creature non hanno coscienza e voce per cantare in libertà Dio. È nell’uomo che quel canto diviene pieno e vero, poiché egli loda il Creatore non solo per sé, ma anche a nome di tutto ciò che esiste.
Così è nell’uomo che Dio vuole che sia vinto il Maligno, che si rivela come l’anti-Cristo come colui che ce l’ha “a morte” con il Cristo uomo. La terra, questo minuscolo puntino che non è nemmeno al centro dell’universo, eppure è il luogo dove si gioca la partita che riguarda la sconfitta del male e la salvezza del cosmo intero. Dove il Dio fattosi uomo si manifesta sia Creatore che Salvatore – e come sarebbe possibile separare sensatamente i due aspetti? – sconfiggendo definitivamente Satana.
Intenzione di preghiera
Preghiamo perché lo Spirito Santo ci aiuti a rimanere nel combattimento della fede con animo sereno per la vicinanza di Dio.
Don’t Forget! Santi della carità e della Eucaristia
SAN PASQUALE BAYLON 1540-1592


Pasquale Baylon nasce a Torrehermosa (Spagna), nel 1540. Non va a scuola perché deve aiutare i suoi genitori, poveri pastori contadini. Al pascolo è sempre solo e il silenzio è interrotto solo dai rumori della natura: il vento, il cinguettio degli uccelli, il fruscio degli alberi, lo scroscio di un ruscello. Pasquale è intelligente e possiede la sapienza come dono di Dio e così impara a leggere con un libretto di preghiere. E prega molto: un giorno, sua madre lo cerca per ore e lo ritrova in chiesa in ginocchio davanti a Gesù eucaristico. Il bambino è buono: ai compagni suggerisce di non peccare e ai più poveri regala metà del suo povero pasto.
Pasquale tratta con affetto le sue pecore e non esita a ripagare di tasca sua se il gregge sconfina in terreni altrui. Chiede di essere ammesso, senza successo, nel Convento francescano alcantarino di S. Maria di Loreto: Pasquale, allora, pascola le pecore accanto al convento, partecipa alla Messa a distanza e Dio lo ripaga facendogli apparire due angeli con una grande ostia in mano. Tutti parlano della santità di Pasquale che, finalmente, viene accolto dai frati. Per la sua fede nell’eucaristia, Pasquale viene consultato da grandi uomini di Chiesa e gli viene offerto il sacerdozio che, però, lui rifiuta non ritenendosi degno.
Preferisce rimanere frate laico e svolgere i lavori più umili, come zappare l’orto o chiedere l’elemosina. Si priva di una parte del cibo (pane e legumi) e la regala a un misero vecchietto, risparmia le gocce d’olio per i bisognosi, cammina scalzo e dorme solo 3 ore per notte per dedicarsi alla preghiera. La sua umiltà è ricompensata dal dono di poter compiere guarigioni miracolose. Sempre allegro con tutti, alle giovani che cercano marito suggerisce la ricetta dello “zabaione” (storpiatura in dialetto torinese del nome “San Bayon”), una crema a base di uova, zucchero e marsala.
È protettore di lavoratori precari, cuochi, pasticcieri e dietologi. Protegge pure le donne (da cui la filastrocca: «San Pasquale Baylonne, protettore delle donne»). Muore nel 1592 a Villarreal (Spagna). Fu canonizzato da Alessandro VIII nel 1690 e nel 1897 Leone XIII lo proclamò patrono dei Congressi eucaristici.








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