Sabato 28 febbraio 2026

     

    I Settimana di quaresima

     

    Avvenne il 28 febbraio…

    1525 – Il re azteco Cuauhtémoc viene fatto giustiziare all’alba da Hernán Cortés.

    1897 – Ranavalona III, regina del Madagascar, è deposta dai francesi: l’isola diventa colonia francese

    1922 – L’Egitto ottiene l’indipendenza dall’Inghilterra 

    1986 – Olof Palme, primo ministro svedese, viene assassinato a Stoccolma

    2013 – Termina il pontificato di Benedetto XVI, 1° papa a rinunciare in epoca moderna

     

    Aforisma dei Padri del deserto

    «Un uomo non può essere buono anche se ne ha la volontà e se vi si applica con tutte le sue forze, se Dio non abita in lui, poiché nessuno è buono se non Dio».

     

    Preghiera Colletta

    Volgi il tuo sguardo, o Signore, a questa tua famiglia, e fa’ che, superando con la penitenza ogni forma di egoismo, risplenda ai tuoi occhi per il desiderio di te. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen.

     

    Santo del giorno

    Figlio di genitori danesi, si fece monaco benedettino a Fleury in Francia e ritornò prete in Inghilterra nel 959. Su raccomandazione di S. Dunstano di cui condivideva gli ideali monastici fu nominato nel 961 vescovo di Worcester, dove trasformò il Capitolo in una comunità monastica; fondò anche due monasteri a Westbury-on-Trym presso Bristol e quello più influente di Ramsey per il quale ottenne in prestito da Fleury S. Abbone, quale maestro.

    Quando fu nominato vescovo di York, gli fu concesso di tenere anche la Diocesi di Worcester. Nella reazione anti-monastica che seguì la morte di S. Edoardo, le comunità monastiche furono temporaneamente disperse. Osvaldo ebbe come caratteristica personale la gentilezza, la cortesia e gioiosità che lo fecero molto amare dal popolo. Morì a Worcester il 28 febbraio 992 dopo aver lavato i piedi a dodici poveri ed essersi seduto con loro a tavola. 

     

    Parola di dio Matteo 5,43-48

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

     

    Riflessione Mons. Ravasi “Mattutino”

    Ci sono difetti che sembrano oggi concepiti già nel ventre delle madri: parlo dell’infatuazione per la gente dello spettacolo, per le auto e i calciatori. Quanto tempo può concedere agli studi un animo assediato e preso da questi pensieri? E dove troviamo un giovane che parli di qualcos’altro a casa sua? E se entriamo in una scuola, che altri discorsi possiamo sentire tra i ragazzi?

    Persino i maestri non parlano d’altro! I lettori diranno: ecco un’altra pur giusta ma scontata lamentela sulla superficialità dei nostri giorni! E, invece, c’è una sorpresa: io ho sostituito tre parole – attori, auto e calciatori – a un testo desunto nientemeno che da Tacito, I secolo d.C., nel dialogo De oratoribus. Solo che lo storico romano, al posto della triade da me sostituita, aveva l’equivalente di allora: “istrioni, cavalli e gladiatori”.

    Questo prova almeno due cose. Da un lato, l’importanza di leggere i classici e i testi fondanti della nostra civiltà, a partire dalla Bibbia: essi non hanno tempo e non cessano mai di insegnare e ammonire. D’altro lato, viene spontanea la riflessione sulla costante debolezza della creatura umana. La storia «non è magistra di niente per quel che ci riguarda», scriveva Montale.

    Essa si ripete e l’umanità continua a inciampare negli stessi errori, per cui «la storia è come una galleria di quadri con pochi originali e molte copie», come ironizzava il famoso storico francese dell’Ottocento, de Tocqueville. Eppure non ci si deve stancare di ribadire che l’uomo è libero e può andare contro-corrente. Ha energie interiori e non soltanto la forza fisica per invertire la rotta, per abbattere certi idoli, per strappare le catene dei vizi, per non accodarsi alla massa, per ribellarsi alla tromba della moda e dell’opinione dominante. Le religioni dovrebbero essere una spina nel fianco che non fa tacere la coscienza e richiama ai veri valori.

     

    Intenzione di preghiera

    Preghiamo perché lo Spirito Santo ci aiuti a rimanere nel combattimento della fede con animo sereno per la vicinanza di Dio.

     

    Don’t Forget! L’angolo della memoria

    In questa settimana da domenica 22 a sabato 28 febbraio abbiamo ricordato questi defunti legati alla storia del Patronato: chi legge questo blog, abbia un ricordo anche per loro nella sua preghiera.

    Don CARLO BEGNI 

    Nato il 18-02-1915 a Brembate Sotto

    Ordinato sacerdote il 07-06-1941

    Morto il 22 febbraio 1979 a Colzate

    Nel 1938 è al P.S.V. come assistente e conserverà sempre un forte legame con don Bepo

    Don GIOVANNI MERONI

    Nato il 23-03-1924 a Ranica

    Ordinato sacerdote il 19-05-1951

    Morto il 23 febbraio 1995 a Torre Boldone

    Dal 1941, fino all’ordinazione nel 1951 rimane al Patronato come educatore. 

    I GENITORI di don FLAMINIO COLLICO

    GIANPAOLO COLLICO

    TECLA TONOLI

    Oltre ad aver donato un figlio (don Flaminio) a Dio, alla Chiesa e al Patronato S.V. sono stati grandi benefattori del Patronato S. Vincenzo 

    a Bergamo, ma soprattutto in Bolivia

    Monsignor GIULIO OGGIONI Vescovo di Bergamo

    Nato il 15 giugno 1916 a Villasanta (Milano)

    Ordinato prete il 03 giugno 1939

    Ordinato Vescovo di Lodi il 28 settembre 1972  

    Nominato Vescovo di Bergamo il 20 maggio 1977

    Ritirato per limiti di età dal 21 novembre 1991

    Morto il 26 febbraio 1993 a Bergamo 

    Don GIUSEPPE BONOMI

    Nato il 23-05-1912

    Ordinato Sacerdote il 22-05-1937

    Morto il 26 febbraio 1974 a Trescore

    per 2 anni (1945-46) vicerettore al PSV di Bergamo

    RODOLFO PLEBANI (+ 27-2-2018)

    E la moglie EDVIGE GUALBERTI 

    L’indimenticabile Rodolfo Plebani (1924-2018) ex-allievo di don Bepo è stato al Patronato più di tutti, per ben 80 anni, dal 1936 al 2018; un uomo che tanto ha amato e tanto si è fatto amare.

    Don FRANCO FERRARI 

    Nato il 10-04-1903 a Dorga 

    Ordinato Sacerdote il 25-05-1929

    Morto il 28-02-1996 a Torre Boldone.

    Prete del Patronato e direttore della casa di Sanremo

     

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