Mercoledì 25 marzo 2026

     

    V settimana di Quaresima

    Festività dell’Annunciazione

     

    Aforisma dal profeta Isaia 7,14

    “Il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele, perché Dio è con noi”.

     

    Preghiera Colletta

    O Padre, tu hai voluto che il tuo Verbo si facesse uomo nel grembo della Vergine Maria: concedi a noi, che adoriamo il mistero del nostro Redentore, vero Dio e vero uomo, di essere partecipi della sua vita immortale. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

     

    Parola di Dio
    Isaia 7,10-14;
    Salmo 39;
    Ebrei 10,4-10;
    Luca 1,26-38

    Annunciazione

    Oggi si rivela il mistero che è da tutta l’eternità: il Figlio di Dio diventa Figlio dell’uomo; parteci-pando a ciò che è inferiore, ci rende partecipi delle cose più alte. Adamo all’inizio fu ingannato: cercò di diventare Dio, ma non vi riuscì. Ora Dio diventa uomo, per divinizzare Adamo. Si rallegri la creazione ed esulti la natura: l’arcangelo sta con timore davanti alla Vergine, e con il suo saluto: «Rallegrati» reca l’annuncio gioioso che il nostro dolore è finito. O Dio, che ti sei fatto uomo per la tua misericordiosa compassione, sia gloria a te!

    In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

     

    Riflessione Dante Alighieri

    Vergine madre, figlia del tuo figlio, umile e alta più che creatura, termine fisso d’eterno consiglio, tu sei colei che l’umana natura nobilitasti sì, che ’l suo fattore non disdegnò di farsi sua fattura. Nel ventre tuo si raccese l’amore, per lo cui caldo ne l’eterna pace così è germinato questo fiore. Qui sei a noi meridiana face di caritate, e giuso, intra ’ mortali, sei di speranza fontana vivace. Donna, sei tanto grande e tanto vali, che qual vuol grazia e a te non ricorre sua disianza vuol volar senz’ali. La tua benignità non pur soccorre a chi domanda, ma molte fiate liberamente al domandar precorre. In te misericordia, in te pietate, in te magnificenza, in te s’aduna quantunque in creatura è di bontate.

     

    Intenzione di preghiera

    Preghiamo per i sacerdoti del Patronato che oggi rinnovano le loro promesse nella S. Messa delle 18.

     

    Don’t Forget!

    Oggi i sacerdoti del Patronato S. Vincenzo rinnovano le loro promesse come preti del Patronato e lo faranno durante la celebrazione eucaristica delle ore 18,00 nella Chiesa di don Bosco della casa centrale del P.S.V.
    I sacerdoti sono: don Davide Rota, don Arturo Bellini, don Marco Perrucchini, don Dario Acquaroli, don Glauco Grazioli e come membro laico Olga Patelli.

     

    Santo del giorno

    .
    Nacque il 13 gennaio 1672 a Tarquinia, da famiglia onesta ma presto segnato dal dolore. La madre morì quando aveva solo 11 mesi, e poco dopo anche il padre. Queste perdite la spinsero a distaccarsi dal mondo e a cercare Dio, dedicandosi alle virtù. Sin da giovane, evitò le cattive compagnie e la vanità, trovando conforto in Dio in tutto ciò che la circondava. A 16 anni incontrò il cardinale Gregorio Barbarigo, che le consigliò di entrare nel monastero di S. Chiara a Montefiascone. Lì formò la sua vocazione e, con l’aiuto del Barbarigo e della Beata Rosa Venerini, fondò l’ordine delle Maestre Pie Filippini, dedicato all’educazione. Aprì scuole in tutta Italia e all’estero, anche in America del Nord. Morì il 25 marzo 1732 e fu beatificata nel 1926 e canonizzata nel 1930.

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